Da ieri è diventato obbligatorio presentare il Certificato verde “base”, o Green pass “base”, che dir si voglia anche da estetisti e parrucchieri
e, più in generale, per chi accederà ai cosiddetti "servizi alla persona". Un obbligo che rimarrà almeno fino al termine dello stato d'emergenza, fissato al 31 marzo.
Il Certificato verde “base” si ottiene se vaccinati, guariti o in possesso dell'esito di un tampone molecolare/antigenico negativo. Dal primo febbraio, il Green pass base sarà necessario per entrare negli uffici pubblici, postali, bancari, finanziari e attività commerciali (negozi e centri commerciali), "fatte salve eccezioni che saranno individuate con un Decreto del presidente del Consiglio" che uscirà oggi. Per le persone che accederanno senza green pass, ai servizi e alle attività in cui è obbligatorio averlo, è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro.
La stessa sanzione si applica al soggetto tenuto a controllare il possesso del Green pass se omette il controllo. Le osservazioni dei titolari di saloni di bellezza e parrucchieri, però, sono molto positive: “I clienti di oggi (ieri, ndr), otto in totale quelli prenotati, avevano tutti il Green pass e si sono dimostrati pronti ad esibirlo e convinti dell’utilità - ha evidenziato a l’Attacco, Sabatino Di Cianni, titolare di Acconciature 2000, a San Severo-. Una buona situazione che ci mette in condizione di lavorare con più tranquillità, continuando ad usare le altre indicazioni di sicurezza (guanti, mascherine, igienizzanti, ecc). L’app che uso per la verifica del Grren pass è ‘Verifica Covid-19’ che evidenzia se il certificato è base o rinforzato”.
Leitmotiv ripreso dal parrucchiere Carlo Ventola-Egidio Studio di Lucera: “Nessuno dei clienti ha fatto obiezioni al Green pass ma vorrei aggiungere che pur non facendo noi le regole, però, le facciamo rispettare. Tutti i trenta clienti di oggi, facendo orario continuato, sono stati pronti a esibire il certificato verde. Personalmente, in ossequio alla scienza e alla medicina, oltre ad essere vaccinato, avrei preferito che il vaccino fosse stato obbligatorio. Ma lo dico anche in rispetto di altre opinioni. I numeri evidenziano che il tutto sta funzionando e direi che stiamo lavorando bene”.
Da Cerignola, situazione in linea con le prime due realtà. Così a l’Attacco, Angelo Di Paola, titolare del salone Carnaby Street: “Tutto bene, come primo giorno, solo che qualcuno dei clienti abituali ha provato a dirci che erano conosciuti ‘a vista’. Ma noi controlliamo tutti senza distinzione anche perché le sanzioni sono salate e le forze dell’ordine girano. Bene il Green pass ma sto ricevendo molti rinvii agli appuntamenti prenotati, per colpa delle positività e per un po’ di timore. Non registro una grande affluenza in questo periodo. Rispetto al passato, però, quando eravamo tutti chiusi in casa, c’era il desiderio di uscire. Oggi, invece, con meno restrizioni, c’è un po’ più di timore”.
A Foggia, non ci sono scostamenti eclatanti da ciò che è avvenuto in provincia, nel primo giorno del Certificato verde da esibire nei saloni di bellezza/coiffeur ma c’è chi fa notare che: “La mia clientela è un po’ stanca di questa situazione e anche noi lo siamo, visto che ci tocca fare i necessari controlli – ha dichiarato a l’Attacco, Gianni Sciotta, parrucchiere –. Poi, vorrei porre un quesito: i clienti che sono sani ma non hanno fatto la vaccinazione e non possono entrare perché non vogliono spendere altri soldi per il tampone, cosa possono fare? Come si sopperisce a questo stato di fatto? Sono risorse che si perdono e mi piacerebbe avere una risposta, perché queste persone da qualche parte andranno. Abbiamo lavorato, in passato, pur essendo in Zona rossa, con tutte le regole applicate, e non abbiamo registrato nemmeno un contagio. Premetto, però, che non concordo con chi non si è vaccinato ma se non si attenzionano queste situazioni si alimenta il sommerso, in quanto c’è chi lavora in nero e aggira l’ostacolo creando ulteriori danni”.
I Centri estetici, dicono i titolari, usavano già precauzioni prima del Covid (accurata pulizia dei luoghi, disinfezione delle suppellettili e dei lettini, ecc.) e, oltre ad essere vaccinati per la loro sicurezza e per lavorare, sono attenti alla clientela che entra. “Si lavora su prenotazione perché da noi gli interventi sono lunghi e dobbiamo gestire tutto con oculatezza – ha ribadito a l’Attacco, Alessandra D’Ippolito, titolare del centro estetico ADI Center, a San Severo –. Abbiamo controllato i Green pass a tutti e, però, devo dire che i sette clienti, maschi e femmine, erano preparati e hanno mostrato spontaneamente il certificato. Le persone sono informate e sanno come comportarsi. Sull’utilità della mascherina Ffp2 nei luoghi chiusi si fa un po’ di fatica in più a spiegare che protegge meglio della chirurgica. Noi siamo attenti già prima della pandemia a tenere tutto asettico, indossiamo i DPI, come lo schermo trasparente protettivo. I clienti si sentono più sicuri perché c’è il vaccino e i controlli. Ma abbiamo anche clienti che non vogliono vaccinarsi, spendere soldi per il tampone e c’è da trovare una soluzione anche per evitare d’incrementare il sommerso”.
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