“I Comuni garganici prendono circa 2/3 euro a presenza turistica; il Comune di Rodi, ad esempio, che ne conta circa 300mila, dovrebbe percepire circa 700 mila euro nonostante la presenza di albergatori turistici che, commettendo un reato penale, non versano ai Comuni le tasse di soggiorno – fa sapere a l’Attacco Nicola Di Viesti, titolare dell’albergo rodiano Piccolo Paradiso – in generale, però, la legge della tassa di soggiorno prevede che quei soldi debbano essere vincolati e destinati a sviluppare servizi turistici. Ci sono delle eccezioni, come nel caso di Comuni in dissesto”. Ma veniamo al dunque. “La verità è che ad oggi manca la pubblicità, la gente non cerca la località ma prima di tutto l’offerta – aggiunge – quanto costa questo periodo? La struttura è vicina al mare? Dove vi trovate? Sono queste le prime domande di un potenziale cliente che ci fanno capire che le persone non cercano la località ma l’offerta, la vicinanza al mare etc. Se su Peschici, ad esempio, ci sono strutture che vantano anni di storia ma prive di un sito internet, non visibili sul web, la gente non le cerca.
La grande sfida si gioca sul web: dopo il Covid la gente ha aumentato gli acquisiti su internet. O ci si adegua ai tempi che corrono o si resta tagliati fuori. Se il più grande gruppo mondiale, la Coca Cola, spende il 7% del fatturato lordo annuo in pubblicità, un motivo ci sarà pure. Chi sta a Milano cosa sanno che a Rodi ci sono alberghi che stanno praticamente sul mare dai quali è possibile addirittura ascoltare il rumore delle onde? Io ho un albergo sulla ‘montagna’ e per scendere in spiaggia devo affrontare 80 gradini. Eppure sto pieno – confida l’imprenditore – fino alla prima di settembre. Offro tutti i servizi, piscina con vasca idromassaggio incluso, navetta e spiaggia inclusa, distributori del caffè h24 gratuiti, distributori del latte gratuito, 18 tipi di succhi. In realtà, se vogliamo dirla tutta, manca la presenza del prodotto Gargano sui portali – ribadisce Di Viesti – gli albergatori nostrani sono rimasti affitta camere, invece di affidarsi ad agenzie serie di comunicazione. Uno dei problemi degli albergatori garganici è che vogliono fare tutto loro: albergatori, ingegneri, cuochi, pizzaioli, bagnini e altro ancora. Personalmente mi affido a una società di comunicazione che si chiama Sistema e Innovazione.it dove il responsabile, Castelluccia, è un giovane di 22 anni laureato in informatica che collabora anche con l’Università di Parma. Con questo ragazzo abbiamo già messo nero su bianco sulle strategie di vendita 2025. Il mio albergo è pieno fino all’8 di settembre. Serve marketing e digitalizzazione. Ci sono alberghi che segnano ancora le prenotazioni su fogli di carta A3. Ma di che stiamo parlando?”
“Se i dati puntando al ribasso è perché il prodotto Gargano non si vende, mancano le agenzie di comunicazione – aggiunge. Peschici sta peggio di noi. Rodi Garganico, con 27 strutture, con la giusta comunicazione si potrebbe riempire da maggio a settembre. Cosa che difficilmente potrebbe accadere con Vieste che conta invece 300 strutture. Vieste è una delle prime dieci località turistiche italiane che ha svolto anche tante belle iniziative in bassa stagione. Nella mia agenzia ho tanti giovani – conclude Di Viesti – il più ‘anziano’ ha 22 anni. E sono capaci di rivoluzionare tutto. Il problema del Gargano è l’assenza di un marketing territoriale. Molte strutture non hanno avuto un ricambio generazionale e sono gestite da ultra sessantenni convinti che il mondo non sia cambiato. Manca la digitalizzazione nelle strutture, molti prendono le prenotazioni usando il foglio a quadretti e dividendo le settimane con riga e matita. Il Gargano, per emergere, ha bisogno di abbandonare la mentalità campanilista che lo contraddistingue in favore di un progetto unico che coinvolge tutti i comuni, quello che a me piace chiamare ‘Città gargano’”.
“Serve una sinergia tra i comuni della capitanata e le associazioni di categoria per amplificare al massimo le potenzialità di una terra ricca di natura, storia, arte e gastronomia. Negli ultimi 2 anni il Gargano ha registrato 4 mln di presenze all’anno, di cui 2 mln nella sola Vieste che, tradotto in soldi, con una media giornaliera di 2,5 euro a presenza turistica, significa un incasso stagionale di oltre 10 milioni di euro. Se i comuni cooperassero investendo anche solo il 50% degli introiti della tassa di soggiorno in infrastrutture, collegamenti, trasporti e pubblicità con un progetto unico riusciremmo a tenere le strutture piene almeno per 6 mesi”.
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