La TARI continua a creare disappunti a San Giovanni Rotondo, gettando un'ombra sull'atteso Giubileo. L'aumento delle tariffe per le utenze non domestiche ha scatenato la rabbia dei commercianti e degli albergatori. Il dibattito del 20 febbraio, incentrato sulla votazione del capitolato TARI, è stato particolarmente acceso. Nonostante le speranze di un miglioramento, la seduta del consiglio comunale del 27 febbraio ha gettato ulteriore benzina sul fuoco, trasformando la discussione in un acceso confronto sulla trasparenza delle finanze comunali. Un “misterioso” differenziale in aumento per il 2025, la cui origine è rimasta oscura nonostante le ripetute richieste di chiarimenti da parte dell'opposizione, ha alimentato non solo dubbi e sospetti sulla gestione del bilancio ma anche un senso di “tradimento” tra i commercianti. Damiano Fiore, presidente dell'Associazione Commercianti e figura di spicco del M5s a livello locale, ha espresso il proprio disappunto. “Questa scelta politica è inaccettabile”, tuona Fiore. “Durante la campagna elettorale, abbiamo sostenuto l'amministrazione Barbano, confidando in un dialogo costruttivo e in decisioni che tenessero conto delle esigenze del tessuto economico locale. In ogni riunione di coalizione e di aggregazione delle liste ho sempre ribadito l'importanza di una maggiore equità contributiva, vista la sproporzione dei servizi offerti rispetto ai costi sostenuti dagli imprenditori. Tuttavia, il sindaco Barbano ha preferito seguire una logica di consenso politico piuttosto che adottare misure di equità e giustizia sociale adesso ci troviamo di fronte a un aumento ingiustificato, che penalizza ulteriormente le nostre attività, già provate dalla crisi economica e dagli strascichi della pandemia”.
I consiglieri di opposizione Mangiacotti, Crisetti, Masciale, Longo e Natale hanno sollevato una serie di questioni cruciali, mettendo in discussione i dati finanziari presentati dal sindaco, l'uso della tassa di soggiorno e l'aumento della TARI. In particolare, è stata contestata la differenza di 782926,80 euro tra il bilancio 2024 e il rendiconto 2025, nonché l'aggio del 23% percepito da una ditta per l'incasso della tassa di soggiorno.
L'aumento della TARI rischia di avere un impatto a catena sull'intera comunità. I commercianti, infatti, saranno costretti a riversare i maggiori costi sui prezzi dei prodotti e dei servizi, con un conseguente aumento dell'inflazione locale. Inoltre, molte attività potrebbero trovarsi in difficoltà nel far fronte alle nuove spese, con il rischio di chiusure e licenziamenti.
Nonostante alcuni consiglieri abbiano cercato di calmare gli animi, illustrando i calcoli e sottolineando che San Giovanni Rotondo ha una TARI inferiore rispetto ai comuni limitrofi, la tensione è salita. Il malcontento e la trepidazione tra i commercianti sono cresciuti a tal punto durante la dimostrazione, che alcuni hanno deciso di abbandonare l'aula consiliare. Di fronte a questa situazione, l'Associazione Commercianti non esclude la possibilità di intraprendere azioni di protesta eclatanti, come manifestazioni, scioperi o la chiusura delle attività commerciali.
“Siamo pronti a far sentire la nostra voce”, afferma Fiore. “Non possiamo accettare che l'amministrazione comunale prenda decisioni che danneggiano il nostro futuro e quello della nostra città”.
La vicenda della TARI 2025 a San Giovanni Rotondo solleva una serie di questioni cruciali sulla trasparenza, l'equità e la partecipazione democratica. L'aumento della TARI, in un contesto economico già difficile, rischia di penalizzare ulteriormente le attività commerciali e i cittadini. La mancanza di chiarezza sui dati finanziari e le dichiarazioni enigmatiche del sindaco non fanno che alimentare il malcontento e la sfiducia nei confronti dell'amministrazione. È fondamentale che l'amministrazione comunale fornisca risposte concrete e dettagliate alle domande sollevate dall'opposizione e dai cittadini. Solo così sarà possibile ristabilire un clima di fiducia e affrontare in modo costruttivo le sfide che attendono la città.
In un anno così cruciale per San Giovanni Rotondo, segnato dall'atteso Giubileo, la tensione tra l'amministrazione e i commercianti rischia di avere gravi ripercussioni sull'intera comunità. La città, che si prepara ad accogliere un flusso significativo di pellegrini e turisti, non può permettersi una “rivolta” da parte degli operatori economici, che rappresentano un pilastro fondamentale dell'accoglienza.
(Mattea Dragano - l'Attacco)
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