Gargano affollato nel ponte, la stagione estiva 2025 inizia al meglio: l’analisi di Notarangelo e Romano

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Complici gli oltre 30 gradi, il mare del Gargano ha vissuto nel ponte del 2 giugno un ottimo avvio di stagione estiva. La perfetta cartolina è stata, come al solito, la capitale pugliese delle vacanze, Vieste, meta di chi si è diviso tra la consolidatissima La Vieste en rose dedicata ai vini rosati, il centro storico super affollato e i 40 km di costa mozzafiato. Che la Puglia sarebbe stata protagonista nel ponte festivo lo aveva anticipato Federturismo Confindustria preannunciando un aumento di circa il 5% di italiani in viaggio, circa 15 milioni che hanno approfittato della Festa della Repubblica per concedersi qualche giorno di svago con un primo assaggio di vacanza. Ma che estate sarà quella appena partita? Ora che nel Gargano quasi tutte le strutture sono aperte è possibile raccogliere le prime sensazioni degli operatori ed esperti del comparto turistico. Mentre l’Agenzia regionale del turismo ARET-Pugliapromozione ha pubblicato i dati relativi ai primi quattro mesi del 2025, che permettono un confronto col medesimo periodo dell’anno scorso. La provincia di Foggia registra una variazione positiva sia delle presenze (257.870, pari al +22.685 rispetto al 2024) che degli arrivi (127.213, ovvero +13.742 rispetto al 2024). Rispetto alle presenze è terzultima prima di Taranto (+12.636) e Barletta-Andria-Trani (+12.616); prime sono Bari (+186.436), Lecce (+80.128) e Brindisi (+34.378).  Quanto alla variazione relativa agli arrivi, la provincia daunia si colloca dopo Bari (+82.871) e Lecce (+20.205), ma prima di Brindisi (+10.788), Taranto (+6.873) e BAT (+3.573). Il tasso di copertura statistica nel 2025 è pari al 90%, per i posti letto 88%. Dati molto attendibili, dunque. Le presenze nei primi quattro mesi del 2025 si sono spalmate nel comparto tra il 71% dell’alberghiero, il 4% delle locazioni turistiche e il 25% dell’extra-alberghiero. Le interviste agli operatori turistici viestani Gino Notarangelo e Diego Romano. 

“Grazie al clima caldo il ponte del 2 giugno ha rappresentato il primo weekend estivo, tanta gente è arrivata nel Gargano per i primi bagni. Maggio non era stato un mese bellissimo, tra freddo e pioggia. Ora bisogna aspettare la chiusura delle scuole”, spiega a l’Attacco Gino Notarangelo, presidente di Federalberghi per la Capitanata e titolare del Gattarella Family Resort, che anche quest'anno si è confermato tra le 10 migliori strutture family-friendly ai Bimboinviaggio Awards. Suo anche l’elegante lido Bellavita, inaugurato lo scorso anno accanto al Gattarella, nella splendida spiaggia di Portonuovo.

“Ora per il 90% le strutture sono aperte a Vieste. Noi abbiamo cominciato con il wedding e altri eventi a fine aprile, ma la stagione vera e propria inizierà a partire dal 13 giugno”, continua Notarangelo. “Stiamo preparando il progetto di aprire una spa per attrarre famiglie fuori stagione con servizi specifici per i bambini, sarà qualcosa di molto speciale. Rispetto alla stagione estiva registriamo un trend positivo, abbiamo numeri migliori del 2024 sulla base delle prenotazioni finora arrivate e questo riguarda tutti i mesi estivi. Ad oggi l'occupazione delle camere è al 53% per l’estate 2025. A livello nazionale ho sentito parlare di un rallentamento rispetto ad agosto, ma nel nostro caso siamo in linea con l'anno scorso”.

L’aumento dei turisti esteri nel 2024 in Puglia sarà confermato? “Al Gattarella le presenze straniere sono in crescita, ma incidono oggi per il 12% sul totale”, continua il viestano. “Il mercato svizzero è raddoppiato rispetto al 2024 ed oggi rappresenta il primo Paese di provenienza dei nostri clienti, seguito da Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito. Mentre gli ultimi posti abbiamo Cile, Singapore, Norvegia e Lettonia. Russi non se ne vedono perché stanno recandosi altrove, ad esempio a Dubai. Io ritengo che a livello generale sia necessario essere attenti nelle situazioni in cui ci sono stati incrementi di prezzi”. Se la permanenza media si va riducendo a due giorni in Puglia, al Gattarella “la durata media del soggiorno è di 9 giorni ma il 10% delle richieste riguarda addirittura soggiorni di 14 giorni”.

La chiave di volta è la diversificazione e qualificazione dell’offerta. “Entrare in un segmento di mercato potrebbe aiutare a non essere soggetti alle tendenze generali: diversificare permette di offrire un prodotto altamente mirato e di attirare una clientela che ha diverse esigenze rispetto ad un'offerta generalista. Nel nostro caso è stato il frutto di uno studio messo in pratica dopo gli anni all'estero e l'esperienza acquisita, ma devo ringraziare anche Confcommercio che 15 anni fa mi diede la possibilità di ascoltare Joseph Ejarque, il quale parlò dei diversi segmenti di mercato esistenti, dallo sport alla cultura, dall'enogastronomia alla natura. E poi andammo a studiare in Trentino i primi esempi di family hotel, strutturando tutta una serie di servizi e garantendo un'offerta che altri non davano. Ancora, fummo i primi nel 2009 a fare il dinamismo dei prezzi e a convincere i tour operator. Personalmente, non siamo preoccupati dal contenimento delle spese da parte delle famiglie italiane, che pure sono ancora il mercato prevalente”.

Quanto incide il Gino Lisa, che oggi ha come solo collegamento estero quello con la tedesca Monaco, cui dovrebbe seguire la francese Lione? “L'introduzione del volo diretto Bari - New York e i collegamenti internazionali su cui AdP ha scommesso sono occasioni da cogliere. Noi stiamo promuovendo a livello personale il volo Foggia-Monaco: abbiamo campagne aperte in lingua tedesca con cui sponsorizziamo l'aeroporto e la destinazione, ci siamo insomma mossi per far sì che i nostri contatti sapessero di questa opportunità. Lione si trova alla stessa distanza e andrebbe bene ma serve una programmazione: non si possono avviare le cose come sempre in ritardo. Anche gli orari del collegamento navetta con Bari Palese, ovvero Pugliairbus, sono stati resi noti appena 10 giorni fa. La programmazione del volo dovrebbe arrivare al massimo entro ottobre, quando si stampano i cataloghi, altrimenti a chi lo diciamo? Comunque si vedono più stranieri anche negli altri periodi dell'anno a Vieste, una mano la stanno dando i b&b aperti pure d'inverno”.

Come si supera la stagionalità? “Bisogna andare oltre il turismo balneare, cui Vieste e la Puglia sono ancora profondamente ancorate. Come il Gattarella si è specializzato nel family Vieste e la Puglia possono fare ben altro rispetto al turismo balneare. Sono ancora largamente inesplorati i segmenti del bike, del trekking, dell’enogastronomia, dell'archeologia e della cultura”. Ci sarà un rincaro dei prezzi? “E’ indiscutibile l’aumento del costo di tutti i prodotti, delle utenze, etc. Tutte le strutture hanno aumentato i propri prezzi. Da noi l’aumento è relativo, perché il prezzo è dinamico e cioè dipende dall'offerta e dall'occupazione delle camere. Chi prenota prima può risparmiare dal 20 al 30%”.

Il Gargano è un brand usurato? “La vera domanda da farsi è perché il turista deve scegliere il mio letto e la mia zuppa rispetto a quelli di altre strutture. La Valle d’Itria ha avuto un enorme successo perché ha saputo tirar fuori prodotti turistici nuovi come masserie e trulli, diversi rispetto al classico letto. Il Gargano è stata la prima destinazione turistica della Puglia, penso a mio padre che diede vita al primo hotel di Vieste ovvero il Merinum. Se non sappiamo noi perché i turisti dovrebbe preferirci ad altre strutture non lo possono certo sapere loro”.

“Guardando i dati provenienti dal web e gli indicatori dei principali portali di prenotazione, si registra un leggero ritardo rispetto agli stessi periodi degli anni precedenti, in particolare per i mesi di giugno e luglio”, afferma a l’Attacco il viestano Diego Romano, fondatore del portale Turismovieste.it, tra i padri dell’associazione Vieste 365 - Ospitalità e Turismo Sostenibile, marketing manager di varie strutture ed egli stesso operatore del settore. “Agosto e settembre, invece, mostrano performance più in linea con le aspettative. Si auspica che, con l’aumento delle temperature — dopo un maggio insolitamente fresco e i lunghi ponti di fine aprile — l’attenzione verso le vacanze estive e il volume delle prenotazioni possa crescere nei prossimi giorni”, sottolinea Romano.

“Alla luce delle notizie relative ad un ulteriore aumento, del 20-30%, dei posti letto a Vieste nei prossimi anni” (nonostante la città sia già prima in Puglia per numero di posti letto), “giustificati forse da una errata interpretazione dei numeri di arrivi e presenze”, Romano ribadisce la propria analisi su quella che definisce la “città intermittente”.

“Vieste, la regina del turismo pugliese, è da molti anni il comune che registra il maggior numero di presenze turistiche di tutta la regione. Secondo i dati ufficiali, a fronte di circa 13.000 residenti, offre quasi 48.000 posti letto destinati a finalità turistiche, distribuiti tra villaggi, campeggi, hotel, B&B, case vacanza e locazioni turistiche (il cui numero, solo recentemente censito, continua a crescere di anno in anno). Se ha suscitato scalpore il raggiungimento di un rapporto 1:1 tra residenti e posti letto a Venezia, a Vieste la situazione è ancora più delicata, sfiorando i 4 posti letto per ogni abitante. Questo dato, già di per sé eloquente, non considera né l’ospitalità “non ufficiale” né le numerose “seconde case” utilizzate esclusivamente durante la stagione estiva o gli alloggi utilizzati dai lavoratori stagionali”, evidenzia il viestano.

“Inoltre, c’è da considerare che una parte dei 13.000 residenti registrati all’anagrafe non vive stabilmente a Vieste, come gli studenti universitari che trascorrono gran parte dell’anno fuori città o i proprietari di immobili che mantengono la residenza per ragioni fiscali ma risiedono altrove. Tutto ciò amplifica ulteriormente la sproporzione tra chi vive Vieste tutto l’anno e chi la popola solo durante l’estate. Nei quattro mesi estivi (da giugno a settembre) Vieste registra oltre il 90% delle presenze turistiche totali annuali (circa il 70% concentrate a luglio e ad agosto), rivelando una dipendenza strutturale del modello turistico attuale dai picchi stagionali. Se da un lato questi numeri mostrano come il turismo pervada l’economia locale, dall’altro evidenziano un fenomeno che incide profondamente sulla vita quotidiana della comunità. Durante l’estate, la pressione sui servizi pubblici, sulle infrastrutture e sulla vivibilità urbana raggiunge livelli critici, influenzando non solo la vita degli abitanti, ma anche l’esperienza dei visitatori”, prosegue Romano.

“Al contrario, nei rimanenti mesi, la città si svuota. Il livello di servizi e di opportunità lavorative si riduce drasticamente, rendendo difficile immaginare prospettive di sviluppo al di fuori della stagione turistica. Nonostante l’enorme quantità di immobili, molti dei quali vuoti o occupati solo per pochi giorni all’anno, il problema abitativo resta pressante. La parte di popolazione che non ha avuto la possibilità di investire nel settore turistico si ritrova, proprio per le caratteristiche di questo modello turistico fortemente stagionalizzato, a svolgere lavori precari e stagionali, con difficoltà ad accedere a mutui o a contratti di affitto a lungo termine. A complicare ulteriormente la situazione è la diffusione degli affitti brevi, che da un lato ha rappresentato un’opportunità di autoimpiego per molti, migliorandone la condizione economica, dall’altro ha reso ancora più difficile trovare abitazioni in affitto a lungo termine. Nei quartieri storici, molte proprietà vengono acquistate non solo dagli abitanti che intendono risiedere o avviare attività imprenditoriali e familiari, ma anche da investitori esterni non legati al territorio, che vedono nel settore immobiliare un’opportunità di investimento guidata più dall’aspetto fiscale che da reali esigenze abitative o imprenditoriali. Nel frattempo, si continuano a costruire nuovi palazzi e sopraelevazioni che spesso sacrificano in modo irreversibile l’autenticità del luogo, finendo per essere acquistati come seconde case o destinati alla micro ricettività turistica, contribuendo a trasformare la città in una realtà sempre più orientata ai flussi stagionali”.

La qui la necessità di un “modello sostenibile”. “Alla luce di questi elementi appare evidente che anche a Vieste, come in altre destinazioni, bisogna trattare il turismo come un fenomeno complesso e non soltanto come una fonte di ricchezza a cui attingere a qualsiasi costo. Un turismo così concentrato nei mesi estivi rischia di alimentare un circolo vizioso, che non risolve gli atavici problemi di emigrazione, disagio sociale e fenomeni criminali, erodendo ulteriormente le già modeste prospettive di crescita e benessere per gli abitanti. Occorre, da parte di tutta la comunità, una visione strategica che sappia bilanciare i benefici economici, l’equilibrio sociale e la tutela ambientale, proteggendo al contempo l’autenticità di Vieste e migliorando la qualità della vita dei suoi abitanti in ogni stagione dell’anno. La sfida per il futuro è costruire un modello di sviluppo che non funzioni “a intermittenza”, ma che mantenga vivo il tessuto sociale ed economico oltre i mesi estivi”, conclude Diego Romano.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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