Nei primi nove mesi del 2025, il mercato immobiliare residenziale in Italia ha continuato a mostrare segnali di dinamismo, raggiungendo 548.287 compravendite (+9,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Anche la Puglia ha registrato un aumento delle compravendite del 6,4%, un dato che però posiziona la regione al 15esimo posto per variazione percentuale, facendo registrare un totale di 31.489. Secondo l’analisi di Abitare Co., società di intermediazione e servizi immobiliari specializzata in nuove costruzioni, tra i capoluoghi di provincia in Puglia, Taranto è la città più vivace (+15,4% con 1.727 rogiti), seguita da Lecce (+7,2% con 1.079), Brindisi (+3,2% con 656), Foggia (+2,9 con 1.081) e Bari (+1,5% con 3.079). A livello nazionale, da gennaio a settembre 2025, ben 83 città capoluoghi di provincia hanno chiuso in positivo. Tra le migliori, ci sono Frosinone (+45,1%), Sondrio (+34,6%) e Belluno (+34,4%), seguite da Grosseto (+29,3%), Catanzaro (+26,5%), Campobasso (+25,7%), Siena (+25,6%), Imperia (+22,8%), Pavia (+21,4%) e Massa (+21,3%). I pugliesi restano tutti fuori dalle prime dieci posizioni: Taranto occupa la 29esima, seguita da Lecce (65), Brindisi (80), Foggia (81) e Bari (86). E in Puglia a gennaio sono stati chiesti in media 124.500 euro per il mutuo che molto spesso viene contratto proprio come investimento sulla prima casa. Il dato è comunque al di sotto della media italiana che è di 151.400, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio di MutuiOnline.it che ha registrato il valore medio regionale in 196.000 contro i 234.200 nazionale. A gennaio la lunghezza media dei mutui ha toccato i 24 anni e 6 mesi, durata inferiore rispetto alla media nazionale di 24 anni e 10 mesi. In Puglia, inoltre, i richiedenti sono meno giovani (39 anni e 5 mesi in media contro 39 anni e 3 mesi registrati a livello nazionale) e il tasso fisso assorbe il 94,1% del totale delle richieste, con il variabile che pesa invece per il 3,7% del mix.
Analizzando i dati provinciali, a gennaio Lecce risulta essere la provincia dove i richiedenti di mutuo sono i più giovani della regione (38 anni e 3 mesi in media), mentre a Brindisi l’età media registrata è la più alta (42 anni). Nelle province di Lecce, inoltre, vengono concessi i mutui più lunghi di tutta la regione, con il dato che tocca i 25 anni e 3 mesi nel 2026 finora, con i più brevi che si registrano invece a Foggia (23 anni e 8 mesi in media).
Guardando l’importo medio richiesto, Bari si trova in cima alla classifica con un dato di 135.390 euro, mentre la Capitanata è quella dove si chiedono le somme minori, pari a 105.125 in media a gennaio. Analizzando i dati riguardo il valore medio degli immobili, Lecce conquista nuovamente il primo posto con 235.362, mentre Foggia si trova in fondo alla classifica con 162.270.
In materia di fluttuazione di tassi di interesse, il Tan medio dei mutui a 20 e 30 anni a tasso fisso si è confermato in leggera crescita, con il valore che nel primo mese dell’anno ha toccato il 3,43% (media di offerte standard e green), mentre il variabile si è mantenuto stabile al 2,65%, rimandando ancora l’opzione oggi più conveniente. A gennaio, infatti, la forbice tra le due tipologie di finanziamento si è aperta ulteriormente a favore del variabile, arrivando a 78 punti base in media: ciò significa che, considerando un mutuo a 20 anni da 140.000 euro, scegliendo questa opzione il risparmio medio sulla rata mensile rispetto al fisso è pari a 55 euro (752 contro 807), per un totale di oltre 13.100 euro in meno da pagare sull’intera durata del finanziamento.
Matteo Favaro, Managing Director Financial Products di MutuiOnline.it ha commentato così: “Nonostante il rialzo del tasso fisso, che resta comunque su un livello storicamente buono, il mercato oggi offre un’ampia gamma di soluzioni tra cui scegliere, con il tasso variabile che, per chi è più avvezzo al rischio e ha una chiara visione di come si evolverà il mercato, rappresenta un’interessante opzione per ottenere un risparmio immediato. Accanto alla tipologia di tasso, un elemento chiave da considerare è poi la classe energetica dell’immobile, che può influenzare sensibilmente le condizioni applicate, dal momento i mutui green (dedicati a immobili ad alta efficienza) offrono tassi medi più bassi fino a 30-40 punti base rispetto alla media delle offerte. Indipendentemente dalla soluzione scelta, se i tassi in futuro dovessero scendere resta sempre disponibile l’opzione della surroga, che permette di trasferire gratuitamente il mutuo da una banca a un’altra e approfittare delle condizioni più favorevoli offerte dal nuovo istituto”.
La fiducia nel mercato da parte degli investitori è sempre piuttosto precaria e negli ultimi mesi stanno scontando l’incertezza geopolitica a livello mondiale, che a partire da marzo dello scorso anno ha portato a un leggero ma costante aumento dei tassi. Oggi sia la scadenza a 20 che quella a 30 anni superano di slancio il 3%, arrivando attorno al 3,16%, ovvero poco meno di un punto percentuale in più rispetto a 12 mesi fa. Di conseguenza, anche il Tan medio dei mutui a tasso fisso è superiore di 60 punti base rispetto a gennaio 2025 (quando era al 2,83%), con la rata media del mutuo considerato in precedenza che risulta oggi 42 euro al mese più cara rispetto a 12 mesi fa (765 contro 807), per una spesa totale maggiore di oltre 10.000 euro sui 20 anni di finanziamento.
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