Sono 504 gli oli extravergine di oliva biologici in gara al Premio Biol, provenienti da 17 Paesi, a conferma del ruolo sempre più centrale del biologico nel panorama agroalimentare internazionale. Un confronto che vede ancora una volta la Puglia protagonista, con le province di Bari, Foggia e la BAT tra le più rappresentate anche nella fase finale del concorso.
Proprio da questi territori arriva una parte significativa degli oli selezionati, segno di una leadership consolidata: la Puglia, infatti, vanta oltre il 25% degli oliveti coltivati con metodo biologico, distinguendosi per qualità e capacità di innovazione. Un patrimonio che si traduce in una presenza sempre più forte sui mercati e in risultati di rilievo nelle principali competizioni del settore.
Il percorso di selezione è articolato e rigoroso. Il Premio Biol riceve centinaia di campioni che vengono sottoposti a una prima fase di preselezione avviata già in autunno. Una giuria riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura analizza circa 500 oli e definisce una graduatoria provvisoria, dalla quale emergono i migliori 50 ammessi alla fase finale.
Qui interviene la giuria internazionale, composta da esperti provenienti dai principali Paesi produttori e consumatori e da tutte le regioni italiane a vocazione olivicola. Il loro compito è valutare le eccellenze secondo parametri sensoriali rigorosi, mettendo a confronto tradizioni, territori e stili produttivi diversi.
Il Premio Biol si conferma così non solo una competizione, ma un osservatorio privilegiato sul futuro dell’olio extravergine biologico: un settore che unisce sostenibilità ambientale, qualità nutrizionale e identità territoriale. In questo scenario, la Puglia continua a distinguersi come punto di riferimento internazionale, capace di portare nel mondo il valore delle sue produzioni e della sua cultura olivicola.
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