Seasif arriva, Eni Rewind ne chiede il subingresso

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E’ sempre più vicina all’insediamento a Manfredonia Seasif, la multinazionale del milanese Franco Favilla che tramite una propria partecipata ha chiesto in concessione per ben 25 anni gran parte del Bacino Alti Fondali di Manfredonia e delle aree retroportuali del Consorzio ASI.

Inizialmente Favilla puntava a installare 4 impianti: lavorazione di bentonite e polimetalli, rigassificatore per il GNL (Gas naturale liquefatto) e impianto di depurazione dell’anidride carbonica. Poi, dopo le forti polemiche e i dubbi dello stesso mondo istituzionale, la holding ha rinunciato al rigassificatore.

L’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale ha adesso comunicato che Eni Rewind spa, con istanza del 20 gennaio scorso, ha chiesto l'autorizzazione al subingresso nella concessione demaniale marittima aventi ad oggetto l'occupazione l'uso di un'area demaniale marittima di 8.478 metri quadri situata nel Bacino Alti Fondali del porto di Manfredonia, “allo scopo di mantenere una tubazione da 08 per H2SO4 (acido solforico) e 5 tubazioni per NH3 (ammoniaca) tra serbatoi all'interno dello stabilimento e attracchi a A5 e ausiliario del pontile”. Il fine è “rimettere in esercizio gli stessi in favore della Terminal Geochem srl nella persona del rappresentante legale ingegnere Maurizio Altamura”. Si possono presentare osservazioni, che dovranno pervenire entro il termine perentorio del 4 marzo 2022.

Terminal Geochem srl esiste dal 2015 e ha un capitale sociale di 40mila euro. E’ controllata per il 98% da Seasif Holding, con sede a Nicosia (Cipro) e per il restante 2% da Franco Favilla. Si occupa principalmente della costruzione e gestione di stabilimenti industriali.

Il 2 agosto scorso con il responsabile del procedimento, l’ingegnere dell’AdSP MAM Trentadue, adottò una determinazione positiva di conclusione della conferenza di servizi in forma semplificata e modalità asincrona svolta, che sostituisce ad ogni effetto tutti gli atti di assenso, comunque denominati, di competenza delle amministrazioni e dei gestori di beni e servizi pubblici interessati. Sono state fissate alcune prescrizioni: “il rilascio della concessione demaniale marittima sarà subordinata al rilascio di una determina di pre-assegnazione o assegnazione delle aree di interesse ricadenti in ambito ASI;  l'ottenimento di tutti i pareri/permessi/autorizzazioni necessarie alla messa in esercizio delle aree e degli impianti ricadenti in ambito demaniale marittimo; i termini di efficacia di tutti i pareri, autorizzazioni, concessioni, nulla osta o atti di assenso comunque denominati acquisiti nell'ambito della Conferenza di servizi decorrono dalla data di comunicazione della presente”. Trentadue spiegò che “non sono pervenute le determinazioni da parte della Regione Puglia, Comune di Manfredonia, Comune di Monte Sant'Angelo, Comando Provinciale di Foggia e Dipartimento Tecnico AdSP MAM e pertanto la mancata comunicazione delle determinazioni entro il termine perentorio conclusivo previsto equivale ad assenso senza condizioni”.

Chi invece si espresse dando il proprio via libera furono gli altri enti competenti rispetto alla conferenza di servizi asincrona: Agenzia del Demanio, Capitaneria di Porto di Manfredonia, Consorzio ASI e Agenzia delle Dogane. In particolare, il Consorzio ASI presieduto da Agostino De Paolis, dopo iniziali riserve, il 27 luglio comunicò che il proprio cda ad aprile aveva deliberato tra le altre cose di valutare positivamente e di interesse generale il progetto di insediamento industriale di Seasif, con previsione di ripristino e utilizzo dell'impianto dei nastri trasportatori, ritenendolo in linea con gli indirizzi dello sviluppo industriale dell'area e dell'intero territorio.

“A seguito alla sentenza del 2020 della Corte d’appello di Bari, considerato anche l'interesse da parte di Seasif, all’uso, previo ripristino, dei nastri trasportatori, il Consorzio ASI ha approvato il 21 giugno scorso la bozza dell'accordo tra con la TME spa finalizzato alla presa in consegna da parte del Consorzio dei nastri trasportatori in Agglomerato ASI di Manfredonia-Monte Sant' Angelo. Pertanto l'attività di definizione del trasferimento dei nastri trasportatori dalla TME al Consorzio ASI, nelle more della firma dell'accordo, può ritenersi ad oggi conclusa”, scrisse Trentadue. “Il Consorzio ASI procederà di conseguenza all'affidamento in concessione, a Seasif, dell'impianto dei nastri trasportatori e delle aree limitrofe ad essi collegate, la cui destinazione urbanistica è stata recepita nel nuovo piano di adeguamento dell'Agglomerato ASI di Manfredonia-MSA, in corso di elaborazione da parte dell'ASI”. Adesso l’istanza di Eni Rewind per il subingresso in favore dell’impresa collegata a Seasif, mentre a Manfredonia la stessa classe politica dichiara di essere tuttora ignara rispetto al progetto.

Il consigliere regionale Pd Paolo Campo espresse molte perplessità e scetticismo lo scorso anno, nel corso di un incontro in videoconferenza con Favilla, il quale promise “un investimento di circa 64 milioni di euro nell'arco di un triennio economico e un ritorno occupazionale di circa 200 unità a piena operatività”. Oggi i dem vogliono andare a fondo: il consigliere comunale Pd Massimo Ciuffreda ha chiesto formalmente all’impresa tutta la documentazione. Seasif ha promesso di inviarla entro pochi giorni.

(foto Bruno Mondelli)

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