“Attrattività dei Borghi”, Capitanata grande protagonista. In palio 20 milioni ma alla fine solo uno da premiare

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Sono 15 in tutto, ma 10 sono della provincia di Foggia. Oltre a Vico del Gargano, gli altri 9 sono dei Monti dauni i borghi che la Regione Puglia ha selezionato per il progetto pilota

di rigenerazione culturale, sociale ed economica con cui attingere risorse dal Pnrr nel settore Turismo e Cultura per la cosiddetta “Attrattività dei Borghi”.
I centri sono Accadia, Biccari, Deliceto, Faeto, Orsara, Pietramontecorvino, Rocchetta, Roseto e Sant’Agata.

Da questa rosa ne dovrà rimanere solo uno da sottoporre al Ministero per i Beni Culturali che premierà il borgo con un’assegnazione di ben 20 milioni di euro da investire in progetti turistici, culturali e sociali, fondi facenti parte di un miliardo totale destinato al settore, cioè un quarto di quanto disponibile.

Ma a sentire alcuni Sindaci, c’è poco da esultare, perché al di là dell’alta probabilità statistica di una ricaduta concreta per la Capitanata, su questo tema le perplessità erano sorte subito la pubblicazione delle linee guida, a proposito del sistema di gestione e soprattutto distribuzione dei fondi, giudicato inefficace per un vero sviluppo di territori già in difficoltà.

In effetti, come si è visto, i borghi non si sono tirati indietro, hanno accettato la sfida partecipando con progetti propri, ma c’è contrarietà sulla concezione di base di indicare un solo vincitore e lasciare le immediate vicinanze a bocca asciutta. Resta il problema di fondo della verifica di una reale capacità di rigenerazione culturale, sociale ed economica che coniughi interventi sul patrimonio materiale e immateriale, con iniziative di sviluppo economico e aiuti alle imprese locali.

“La nostra proposta – avevano detto subito i Sindaci dell’Area Interna in una nota congiunta - prevede la realizzazione di un’iniziativa unitaria che consenta l’insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale, della ricerca, della formazione in grado di costituire occasione di rilancio occupazionale, in particolare per le nuove generazioni, e di promozione di una rinnovata attrattività residenziale sia per la popolazione residente che per quella di provenienza extra locale. Nella nostra area ci sono borghi localizzati in un territorio di elevato valore paesaggistico, culturale, storico ed archeologico. Sono luoghi ricchi di attrattori importanti come parchi archeologici, musei, cammini e borghi localizzati lungo itinerari come la Via Francigena o la Via Appia o sui tratturi della transumanza. I Monti Dauni sono il vero valore aggiunto della Capitanata. Sono le medaglie in più che valgono l’appartenenza a reti nazionali come Borghi più Belli d’Italia, Borghi autentici, Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano. Ed è per questi motivi che ribadiamo l’importanza di individuare tutta l’area Interna dei Monti Dauni e non il singolo borgo. Quello di scegliere uno solo è un approccio che riteniamo sbagliato, e lo diciamo pubblicamente, anche se si tratta di una indicazione ministeriale. Ce lo possiamo permettere perché abbiamo dimostrato che dalle nostre parti usiamo il ragionamento e in questi anni siamo stati capaci di spendere tanti fondi, bene e con efficienza”.

Comunque sia, e in attesa di decisioni successive, è certo che a questo bando ne seguirà un altro rivolto alle imprese che avranno intenzione di insediarsi nel Comune beneficiario di quel corposo finanziamento. La Capitanata, che peraltro consente all’intera regione di godere dei vantaggi di un territorio classificato come “Obiettivo 1”, si presenta quindi con uno scenario da pole position, ma sarebbe ancora più ideale se la svolta avvenisse attraverso una ricaduta economica di un’intera area.

E non è escluso che possa essere già un accordo tacito, non ufficiale, tra i candidati dei Monti dauni alla vittoria finale, finalizzato ad allargare progetti, azioni e interventi concreti che già si stanno manifestando con grande chiarezza in termini di coesione nella traccia comune della Strategia Nazionale delle Aree Interne. Ma questo è ovviamente un problema che bisognerà porsi dopo che verrà reso noto il nome del borgo “fortunato”, come in una specie di lotteria politica dove i pesi e i contrappesi dovranno essere analizzati e ponderati con grande delicatezza.

La posta in palio è altissima, e nel passato più o meno recente si è visto come sono andate le cose in termini di considerazione nel panorama regionale. Si è dunque aperta una partita in cui ci sarà certamente da difendersi, o perlomeno guardarsi anche da chi in teoria dovrebbe essere amico e alleato.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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