Le ragioni del no del mondo ambientalista. “Giusta richiesta di miglioramento infrastrutture ma si pensi a conseguenze”

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Aspetti archeologici, ambientali e paesaggistici legati alla realizzazione dei tracciati studiati dai progettisti: questo il tema su cui verterà il secondo incontro di approfondimento online in programma per oggi pomeriggio alle 17 promosso da Anas, nell’ambito del dibattito pubblico volto a innescare il confronto con le comunità per poter giungere alla migliore proposta possibile per la Nuova Garganica, la strada a scorrimento veloce che dovrebbe collegare Vico a Mattinata.

Le maggiori associazioni ambientaliste del territorio hanno pubblicato sul sito dedicato un loro quaderno degli attori, nel quale espongono i punti su cui sarebbe opportuno un approfondimento e una maggiore attenzione da parte di Anas.

A sottoscrivere il documento sono stati Wwf Puglia, Legambiente Puglia, Lipu Puglia, Cai Puglia, Centro Studi Naturalistici Onlus, Federazione Pro Natura, Altura, Aigae, Assoguide e Conalpa Foggia.

Per il mondo ambientalista la richiesta di infrastrutture e i processi di modernizzazione, sentiti come necessari dalle comunità, meritano tutto il rispetto e sono da ritenersi legittimi. In particolare “il tema del miglioramento della rete viaria e delle comunicazioni, in un territorio montano come il Gargano, merita la massima attenzione e anche la massima applicazione da parte delle comunità locali, del mondo della politica e delle associazioni, da parte delle istituzioni – evidenziano le associazioni -. Il Gargano ha necessità di migliorare la propria rete di infrastrutture, motivo per cui, pur ritenendo assolutamente legittimo riflettere e considerare come una opzione percorribile l’idea di migliorare il sistema viario e anche considerando l’enorme spesa pubblica che s’intende mettere in campo per la realizzazione del progetto, questa vada considerata in un’ottica generale, volgendo lo sguardo all’intero sistema viario del Gargano, veloce e lento, sia di quello costiero che di collegamento con e tra le aree interne, ritenendo necessario rispondere a tutti i bisogni delle comunità e del sistema di comunicazione nel suo complesso per capire quali investimenti siano prioritari”.

Per questo va considerato attentamente il rapporto tra investimenti e benefici rispetto alla soddisfazione dei bisogni reali, analizzati con rigore, documentati e ben argomentati. “Riteniamo che ci possano essere alcuni sacrifici del territorio negoziabili e altri che invece per noi assolutamente non negoziabili, mettendo sulla bilancia i danni che possono provocare con la vera entità del beneficio che possono arrecare, valutando il tutto in un’ottica globale e sistemica”.

Le prime perplessità riguardano le ragioni dell’opera. “Crediamo che l’illustrazione delle motivazioni e degli obiettivi siano espressi in maniera molto generica, appaiono poco supportati da dati e in parte si contraddicono tra loro”, aggiungono gli ambientalisti.

Sono 5 i punti che si soffermano ad analizzare: migliorare l’accessibilità; in effetti la Nuova Garganica avrebbe ripercussioni positive ma è indimostrato che potrebbe agevolare l’accesso ai servizi sanitari e scolastici che si trovano in ogni caso lontano dai centri garganici, andrebbe invece finanziata la prossimità di tali servizi. Sicurezza stradale; secondo Anas la nuova strada dovrebbe essere più sicura ma, rilevano gli ambientalisti, stando ai dati nel progetto, la mortalità e l’incidentalità sulle attuali tratte del Gargano sono estremamente basse, a differenza di quanto accade sulla strada veloce realizzata sul versante nord. Riduzione dell’inquinamento atmosferico e rumore; un obiettivo incoerente se si pensa che il traffico veicolare potrebbe aumentare. Contrastare lo spopolamento; la migliore accessibilità dei centri fino a Vico non ha frenato l’emorragia di cittadini che negli ultimi anni sono andati via, al contrario, dicono le associazioni, Vieste, non raggiunta dalla strada veloce, ha aumentato il numero di abitanti. Supportare la crescita economica; obiettivo che si raggiunge, non (solo) con una nuova strada ma con un piano di sviluppo socio economico. 

“La debolezza delle motivazioni utilizzate per giustificare l’opera evidenzia come di fronte alle complessità delle problematiche del territorio garganico, neanche troppo esplorate nel progetto Anas, si semplifica la soluzione proponendo la realizzazione di un’infrastruttura lineare come una strada. Una strada non è però la soluzione di un problema complesso, questo deve essere chiaro a tutti. Gli 850 milioni, per ora dichiarati, necessari per realizzare l’opera potrebbero avere effetti molto più positivi e diffusi sul territorio se utilizzati per realizzare un piano di sviluppo, ora comunque andrebbero per la gran parte fuori dal Gargano alle ditte aggiudicatrici dei lavori. Deve essere altresì chiaro che la realizzazione della strada comporta una serie di problematiche e penalizzazioni socio economiche durante la lunga fase di cantiere che è opportuno che si conoscano”, evidenziano ancora gli ambientalisti.

Uno degli elementi più sottovalutati, secondo le associazioni, riguarda la cantierizzazione di ampi tratti del territorio, per lungo tempo.

“Come dichiarato da Anas il cantiere per realizzare la strada durerà 10, 11 anni, previsioni che molto spesso si allungano in conseguenza di problemi e contenziosi con le ditte aggiudicatrici.  Questo comporterà inevitabilmente che per tale periodo la viabilità delle strade del Gargano subirà notevoli problemi con passaggio di mezzi pesanti, aperture di cantieri, chiusure di tratti, con ripercussioni notevoli sull’allungamento dei tempi di percorrenza e sull’attrattività dell’area per i turisti. Gli effetti positivi si vedranno eventualmente tra 10, 15 anni dall’inizio del cantiere, se tutto va bene. In questo momento così critico, di cambiamento, più di un decennio di gravi disagi potrebbero rappresentare una gravissima zavorra per il Gargano nel suo tentativo di proporsi come prodotto turistico attraente e competitivo, provocando una lenta uscita dal mercato, o almeno la compromissione della possibilità di intercettare nuovi mercati. La seconda riflessione invece va fatta rispetto al turismo che vogliamo. Sul Gargano si sceglie di andare, non è un’area di transito, infatti la permanenza media è di 6,6 giorni. Questa strada quale turismo attrarrà? Riteniamo che incrementerà il numero dei visitatori interessati ad un turismo giornaliero”.

Deboli anche le ricadute che la strada avrebbe sull’economia agricola locale, considerati i bassi volumi produttivi delle aziende del territorio. In conclusione “le ragioni espresse da Anas per la realizzazione dell’opera appaiono carenti e superficiali”, dicono le associazioni che considerano quasi un miliardo di euro un prezzo troppo alto da pagare per ottenere una (piccola) riduzione dei tempi di percorrenza, a discapito di turismo, ambiente, sostenibilità, tutela della natura, che in questo territorio è il fiore all’occhiello e l’elemento veramente attrattivo.

“Del resto questa fase preliminare del progetto sconta la carenza di multidisciplinarietà nel team, un’opera del genere ha bisogno di competenze complesse che l’Anas non sta mettendo a disposizione per strutturare una proposta progettuale all’altezza della delicatezza dell’opera e del grande valore del territorio all’interno del quale si vuole intervenire”, hanno concluso le associazioni.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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