I Sindaci bussano a denari, Emiliano si congratula ma non promette niente. Piemontese: “C’è il Pnrr”

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Se si fosse trattato della richiesta di regali, la busta sarebbe andata a Babbo Natale (Michele Emiliano) e la lettera al suo vice (Raffaele Piemontese). A scriverla sarebbero stati i 29 Sindaci dei Monti Dauni che con la Strategia Nazionale delle Aree Interne stanno costruendo un percorso di grande coesione e visione, circostanza tutt’altro che scontata quando si devono mettere insieme teste, esigenze, convenzioni, campanilismi e comunità non sempre affini su molte questioni.

Eppure questo modo di fare sta mettendo in una certa difficoltà proprio il Presidente della Regione Puglia, il quale ieri a Troia ha dovuto ammettere che è difficile non prendere in considerazione una programmazione che ha definito “strutturata e ragionata, frutto di una logica di compattezza tra Sindaci di vari territori. Si vede che c’è un grande lavoro fatto, non è un miracolo, e noi questo percorso lo sosteniamo, anche perché vi vedo attivi e determinati. Qui c’è un grandissimo potenziale identitario da imporre con garbo”, ha detto ai Sindaci incontrati nella sala del Consiglio comunale di Troia, con Leonardo Cavalieri a fare da padrone di casa. Gli interventi sono arrivati dal presidente della Provincia Nicola Gatta che è Sindaco di Candela, degli assessori regionali “foggiani” Raffaele Piemontese (Bilancio) e Rosa Barone (Welfare) e del consigliere regionale Antonio Tutolo che dal canto suo sta lavorando a una proposta di legge specifica sulla lotta allo spopolamento dei territori. Presente anche la dirigente regionale Silvia Pellegrini, anche lei foggiana, direttrice del Dipartimento Politiche del Lavoro, Istruzione e Formazione.

“Sul ripopolamento sono il primo a dire che è necessario – ha aggiunto Emiliano – perché in Puglia siamo scesi sotto i 4 milioni di abitanti, cosa che ci ha fatto perdere un sacco di soldi nella distribuzione delle risorse della sanità. Ma oltre ad attrarre, dobbiamo riuscire a trattenere con intelligenza, confidando anche nel valore politico della gestione tecnica dei dirigenti che agiscono sulla base dei nostri indirizzi”.

Il coordinatore degli enti, Raimondo Giallella di Pietramontecorvino, ha presentato un vero e proprio elenco di questioni ritenute fondamentali per combattere lo spopolamento e rilanciare lo sviluppo economico del territorio, con citazioni riguardanti la valorizzazione del patrimonio immobiliare delle abitazioni inoccupate per le quali si registra pure un minore introito tributario, la grande e sempre più attuale questione energetica della transizione ecologica, il potenziamento del settore agro-alimentare, gli auspicati investimenti nella formazione e nell’istruzione, maggiore attenzione ai processi di inclusione e coesione, così come delle politiche giovanili e dei servizi sanitari per la salute, la deregolamentazione e semplificazione della fiscalità, il rafforzamento dei processi culturali a fini turistici e soprattutto l’argomento principe del territorio: i trasporti, la viabilità e le infrastrutture, anche quelle digitali.

“Questa è la nostra proposta – ha detto Giallella – e adesso ci aspettiamo non solo promesse ma anche riscontri concreti da quella che è stata una seria analisi dei bisogni di tutti. In questi anni, anche grazie a chi mi ha preceduto (Michele Dedda di Bovino, ndr) abbiamo dimostrato di avere le idee chiare e la capacità di sapere spendere. Per noi la modalità ideale sarebbe quella di suddividere il tragitto in passaggi intermedi, tutti adeguatamente rendicontati e successivamente rifinanziati. Solo così possiamo registrare benefici per i cittadini in vari settori, coinvolgendo necessariamente anche i grandi centri più vicini di Lucera e Foggia. Se loro corrono, noi possiamo volare. Oggi presentiamo un sogno che speriamo non diventi un incubo o una favola”.

Il punto di vista privilegiato di Gatta nella doppia funzione ha confermato questi intendimenti: “Solo se siamo uniti possiamo affrontare e risolvere i problemi, e noi in effetti stiamo vivendo una grande stagione legata alle infrastrutture. La Strada Regionale 1 è la battaglia delle battaglie, sulla quale stiamo mettendo massima condivisione e sinergia. Non dobbiamo dimenticare il rilancio aree industriali, e rifarci delle brutte esperienze che noi Sindaci abbiamo vissuto con i nostri enti locali sull'energia e i contenziosi che ne sono derivati”.

Ma quando si tratta di soldi e strategie, allora la parola deve passare a Piemontese che prima si è rallegrato e ha blandito, ma poi ha pure chiarito: “Il futuro è rappresentato soprattutto dalle opportunità offerte dal Pnrr, e sul tema Aree Interne non bisogna dimenticare che la Puglia ne conta cinque, tutte uguali tra loro. Questa, in particolare, finora ha potuto contare su ben 64 milioni di euro da parte della Regione, spesi in varie modalità, specie in collaborazione con la Provincia, suddivisi tra i 43 dei fondi Por e i 17 del Psr, oltre ai 3 forniti dal Governo. Il nostro dovere è saperli spendere al meglio entro l’anno prossimo, la sfida parte da questo e non dalla semplice quantificazione di risorse”.

Piemontese, a ogni modo, ha definito quello dei Monti dauni “un grande esempio di unità, mancata per troppo tempo, ma i vantaggi sono evidenti se si resta tutti sulla stessa linea, favorendo un potenziale ancora inespresso. Siete stati i primi in provincia a comprendere il concetto di fare rete – ha detto ai Sindaci – e adesso dobbiamo continuare soprattutto sul discorso delle fonti rinnovabili, sulle quali impostare un vero e proprio piano di sviluppo per l’intera Capitanata. Finora l’installazione delle pale eoliche ha dato scarso ritorno per le comunità, anche a causa di un deficit della classe dirigente che ora mi sembra sia stato colmato, con rivendicazioni di maggiore potere contrattuale. Dobbiamo avere testa alta e schiena dritta per ragionare alla pari con chi vuole venire a colonizzare, muovendo una visione più larga e pensando a dinamiche di sviluppo variegate”.

L’occasione è stata utile per rivelare anche qualche retroscena sulla scelta di Accadia come unico Comune pugliese sul quale far ricadere i 20 milioni di euro provenienti dal progetto “Attrattività dei Borghi”. Dopo la scrematura tecnica, in finale erano andati anche Biccari e Pietra. “La Giunta ha deciso in due ore – ha detto Piemontese – e la scelta è ricaduta sul luogo caratterizzato da maggiore marginalità. Adesso tocca al Sindaco Agostino De Paolis saper reggere la pressione e spenderli al meglio, così da attrarre i relativi investimenti privati”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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