L’onda lunga della guerra grava anche sul pomodoro da industria, stretto tra rincari e siccità.
Per la nuova stagione Amitom (l’associazione che riunisce le organizzazioni professionali dei trasformatori nell’area mediterranea) stima la produzione nazionale in calo a 5,4 milioni di tonnellate, contro i 6 milioni del 2021, che hanno portato il nostro Paese in seconda posizione a livello mondiale, dopo gli Usa.
Che la situazione sia complicata, è provato anche dallo stallo delle trattative sul prezzo. Lo scorso anno la trattativa si chiuse a 92 euro; oggi, alla vigilia dei trapianti, un accordo è ancora lontano, mentre al Centro-Sud le trattative riprenderanno la prossima settimana.
Princes Industrie alimentari, la società che gestisce a Foggia il più grande stabilimento in Europa per la trasformazione, ha anticipato la firma dei contratti di conferimento per la stagione 2022: le oltre 30 cooperative partner vedranno riconosciuto un prezzo di acquisto equo, stabilito in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Foggia (una best practice adottata dall’azienda per contribuire in modo concreto alla sostenibilità economica della filiera del pomodoro).
(fonte: ilsole24ore.com)
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