E’ un appello accorato che vogliono far giungere direttamente al presidente Michele Emiliano quello delle tre coadiutrici amministrative rientrate a pieno titolo nella graduatoria dei 50 abilitati pubblicata a febbraio 2020 a seguito del concorso di Sanitaservice. Chiamate dal mese di giugno 2020 a svolgere alcune delle mansioni richieste per i servizi di Hospitality nelle strutture Asl di Foggia, Lucera, Cerignola, Manfredonia e San Severo oggi si ritrovano a fare i conti con la sospensione delle attività e a non sapere quale sarà il futuro che le aspetta.
“Stando all’iniziale scorrimento della graduatoria siamo state chiamate per la prima volta a fine giugno 2020 e dislocate in alcuni centri della provincia con contratti a tempo determinato rinnovati di mese in mese per un anno - dichiarano, chiedendo che venga loro garantito l’anonimato -. All’inizio ci è stato sostanzialmente affidato il compito di attuare un servizio di recall per ricollocare in altra data le prenotazioni per le prestazioni sospese a causa del covid. Quando poi è stato dato l’avvio alla campagna vaccinale siamo state collocate presso i diversi HUB della provincia, all’inizio abbiamo assicurato la nostra presenza anche senza che ci fosse stato fatto il vaccino, ma abbiamo risposto ugualmente con professionalità. Quello che si prospetta con il progetto Hospitality ci vede condividere appieno le linee di intervento, riteniamo sia uno strumento importate per elevare la qualità dell’offerta assistenziale del servizio sanitario pubblico, che si attesta a competere anche con gli standard che l’utenza trova nelle realtà del privato”.
Le tre operatrici si soffermano a lungo nel sottolineare l’assoluta trasparenza delle procedure concorsuali approntate sia in fase di preparazione che di svolgimento delle prove “io ho partecipato a tanti altri concorsi in cui era palpabile che c’era qualcosa di poco chiaro sotto e che le procedure erano viziate da ombre - riferisce in particolare una delle intervistate -. Ma nel caso di Sanitaservice ho apprezzato la decisione di fornire in una banca dati pubblica le discipline e le domande, questo ha permesso a tutti i partecipanti di competere alla pari, sempre nel rispetto dei titoli professionali e delle esperienze già maturate che certamente devono come è giusto che sia fare punteggio”.
L’entusiasmo è andato però scemando negli ultimi giorni, alla notizia che dal 1 aprile 2022 tutti i 50 coadiutori amministrativi resteranno a casa, come annunciato dall’amministratore della società Massimo Russo lo scorso 15 marzo, nel corso di un incontro con sindacati ed una rappresentanza di lavoratori.
“Il dottor Russo ha ampiamente ringraziato per il lavoro svolto non mancando di rivolgere anche degli apprezzamenti, ma ha sostanzialmente fatto capire che il progetto finisce qui se la Regione Puglia non decide di rifinanziare le attività- spiegano incredule -. Abbiamo iniziato un percorso professionalizzante che ci ha permesso di acquisire e maturare delle abilità importanti, apportando delle migliorie in un settore, quello della cura e dell’accoglienza dell’utenza che è poi la missione centrale verso cui si proietta l’intervento di Hospitality. Non capiamo perchè adesso questo percorso nato anche per esigenze di rinforzo del personale con profili sanitari già impiegato nelle varie strutture della Asl venga così, da un giorno all’altro, cancellato o non ritenuto più strategico”.
A destare ulteriore preoccupazione è anche il paventato ricorso ad una nuova procedura concorsuale che potrebbe essere a breve avviata sempre per la ricerca degli stessi profili professionali: “Russo ha lasciato intendere che in questo caso potrebbero essere previste delle corsie preferenziali per chi come noi il concorso lo ha già passato, ma facciamo fatica a comprendere il senso. Mentre si parla di sofferenza della spesa sanitaria e non si riesce a garantire lo scorrimento della graduatoria, che peraltro scade tra un anno, come si può pensare di ricorrere ad un altro concorso? Vorremmo fare il caso del Comune di Foggia che sta pensando di reclutare le unità interne che mancano da altre graduatorie di altre città, proprio per evitare ulteriori esborsi di spesa pubblica”.
Preoccupa anche l’avvio dello sportello accoglienza all’ospedale di Manfredonia, a cui è stato destinato prevalentemente personale interno e dell’URP: “Non vorremmo che questo servizio che è perfettamente assimilabile a quello dell’Hospitality celasse in realtà la volontà di bypassare la nostra figura, che era richiesta proprio per questo genere di attività. Sappiamo che sta per partire anche a Cerignola e a San Severo, sarebbe davvero una beffa quando c’è una graduatoria apposita a cui poter attingere, che si è costituita con regolare concorso” concludono.
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