Sono condivisi da altri amministratori i timori manifestati su queste colonne dal Sindaco Francesco Miglio rispetto a ritardi e rallentamenti che i cantieri delle opere pubbliche già appaltate o dei progetti del Pnrr potrebbero subire a causa dei rincari e della indisponibilità delle materie prime sul mercato. Le gare cominciano ad andare deserte, ha peraltro sottolineato a l’Attacco Ivano Chierici, presidente Ance Foggia.
“Purtroppo non si disertano solo i bandi nuovi, sono in discussione anche i lavori attuali”, ha confermato il Sindaco di Manfredonia Gianni Rotice. Questo perché le opere sono state aggiudicate dalle ditte con un capitolato di qualche anno fa e oggi si ritrovano in una situazione totalmente cambiata.
“È logico che questo rappresenta un problema – ha aggiunto il primo cittadino sipontino -. Un po' come accade in tutti i settori, sono vicino ai pescatori, agli agricoltori e agli autotrasportatori e anche per loro c'è, ora più che mai, l’esigenza di contenere i costi, divenuti talmente tanto più alti rispetto ai ricavi che l'attività non ha più senso e non può essere portata avanti. Ecco perché ritengo che non è tanto sui bandi nuovi che c'è un problema, quanto su quelli già in corso. Ci troviamo nella situazione o di provare a convincere l'azienda appaltatrice a completare un lavoro, oppure di dover aprire un contenzioso, condannando l’opera a rimanere di fatto incompiuta. Il vero rischio sta nel trovarsi di fronte a opere non ultimate e contenziosi aperti. È uno scenario che sto registrando in tutte le categorie e che sto toccando con mano ogni giorno, la realtà è questa. Se pensiamo alla realizzazione di strade, alla ristrutturazione di una scuola, l'impatto maggiore riguarda i costi delle materie prime e dell'energia”.
Per quanto riguarda invece i programmi relativi al Pnrr che sono in fase di presentazione, la prospettiva è ancora incerta: “Dobbiamo capire che cosa succederà – ha sottolineato Rotice -, la speranza è che questa situazione sia provvisoria. Paradossalmente, forse era meglio che questo stato di cose si fosse manifestato durante il Covid e non ora, in quel momento le attività erano sospese e il Governo aveva predisposto una serie di sostegni alle aziende. Oggi purtroppo, ed è l'altro tema sul quale bisogna fare una riflessione, non c'è una normativa nel Codice degli appalti che possa giustificare un aiuto. La difficoltà la vivono anche le stazioni appaltanti che non hanno strumenti giuridici e normativi per affrontare questa problematica, sebbene tutti siano coscienti del fatto che questa situazione sta portando a determinate conseguenze”.
La soluzione può arrivare solo tramite un intervento da parte del Governo. “Serve varare una normativa speciale in questo caso, utilizzando, un po' come durante la pandemia, la disciplina dei casi imprevisti e imprevedibili, attraverso la quale si permette alle stazioni appaltanti di utilizzare quei sistemi che consentono di rivedere i contratti, sia nel prezzo che nelle consegne; altro aspetto da tenere presente sono infatti i tempi di consegna dei materiali, che ormai non sono più cifrabili, ma sicuramente più lunghi. Vanno quindi pensati adeguamenti e proroghe e la possibilità di poter intervenire sui prezzi”. Non sembra percorribile per Rotice l’ipotesi, pure proposta da qualcuno, di sospendere tutto per un certo periodo, in attesa che i prezzi calino.
“Il problema c’è e ci sarà, su tutti i finanziamenti e le progettazioni, non solo del Pnrr e non riguarda solo le infrastrutture ma anche le gare per i servizi, la cui erogazione può essere ugualmente compromessa dal fatto che i costi sono lievitati alle stelle. Il problema è veramente serio. Bisognerà capire come trovare le risorse finanziarie per applicare le norme di compensazione, io ritengo che si possa fare ad esempio mettendo mano alle economie di progetto, che restano a base di una aggiudicazione dopo un certo ribasso. Questo è il lavoro da farsi”, ha concluso Rotice.
Il fenomeno si sta verificando anche a Cerignola. “L'aumento del costo delle materie prime rende spesso antieconomica la partecipazione di ditte private a gare pubbliche e il rischio che il Pnrr possa diventare la Waterloo dei lavori pubblici è concreto – ha rimarcato il Sindaco Francesco Bonito a l’Attacco -. È chiaro che i bonus edilizi statali abbiano creato uno squilibrio nel mercato, perché sono evidentemente più redditizi per le imprese, che reputano più conveniente spostare le loro attenzioni sull'edilizia privata. Il pubblico, con i suoi tempi e la sua burocrazia, finisce per diventare una incombenza troppo rischiosa. Non succede solo a Cerignola, Foggia o San Severo, succede purtroppo in tutta Italia. Servono interventi governativi sull'incremento di prezzi per le opere pubbliche, proprio per non sprecare le opportunità che arrivano dai fondi europei. A Cerignola è stato creato un apposito ufficio capace di intercettare i bandi del Pnrr ma le amministrazioni, le imprese, i tecnici devono essere messi nelle condizioni di poter tradurre le idee in opere pubbliche. Prendiamo come esempio la nostra provincia, la cui economia regge in maniera importante sull'agroindustria: in Capitanata non vi sono grosse produzioni di materiali edili e ciò comporta che le aziende del territorio dovranno ‘importarli’, accollandosi i costi del trasporto, in una fase storica in cui il caro benzina è schizzato alle stelle. Va da sé che debba necessariamente esistere una rivisitazione generale dei costi. Per questo condivido le preoccupazioni del sindaco di San Severo, Francesco Miglio, perché come amministratori ci apprestiamo a gestire una fase, come è quella dell'arrivo dei fondi del Pnrr, che esige una platea ampia di partecipanti per garantire trasparenza, economicità, legalità”.
Paure condivise anche dal Sindaco di San Nicandro Garganico, Matteo Vocale, anche se la situazione nel suo Comune per ora non mostra particolari criticità. “Stiamo cantierizzando opere messe a bando dal 2017 in poi, che chiaramente non si trovano più con i listini attuali e quindi già per questo ci sono complicazioni notevoli – ha spiegato il primo cittadino a l’Attacco -. Alcuni riescono a far rientrare queste discrepanze ricorrendo al capitolo degli imprevisti individuato nel quadro economico, altri invece hanno molte difficoltà. Nel nostro caso, finora stiamo riuscendo in qualche modo a rientrare nei budget. Per il Pnrr c'è un problema di altro ordine: il quadro economico che viene predisposto adesso, che siamo nella fase della presentazione dei progetti, si basa su un listino regionale prezzi che non è aggiornato, per cui quando andremo poi a cantierizzare le opere, si spera entro il prossimo anno, probabilmente ci ritroveremo con dei prezzi che non corrispondono a quelli del mercato. Il Governo ha emanato un decreto per fissare dei tetti ma dobbiamo capire a livello pratico se questo si rifletterà bene su quelli che sono i prezzi reali, quelli cioè che i fornitori fatturano. In ogni caso siamo sull’allerta, il problema c’è o potrebbe presentarsi da un momento all’altro”, ha ammesso Vocale.
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