Si è tenuto ieri pomeriggio, nell’Auditorium della Biblioteca regionale “la Magna Capitana”, l’incontro promosso dalla Cgil a tema “Pnrr, quali prospettive per la Capitanata, a cui hanno partecipato, in qualità di relatori, oltre al segretario provinciale e a quello regionale del primo sindacato d’Italia (rispettivamente Maurizio Carmeno e Pino Gesmundo), diversi amministratori locali della provincia di Foggia e rappresentanti delle istituzioni territoriali.
“E’ necessario – ha dichiarato a l’Attacco Carmeno, a margine dell’incontro - innanzitutto affermare un metodo che attualmente manca sul territorio: e cioè mettere assieme i vari attori sociali e istituzionali per arrivare a indicazioni di priorità. In questo senso presentiamo sicuramente un ritardo sull’infrastrutturazione, quindi va completata la rete viaria e quelle ferroviaria, vanno create le connessioni con e tra i territori e i siti produttivi della nostra provincia. E’ necessario - ha continuato - compiere un lavoro certosino per rendere la Capitanata un sistema produttivo che attragga a tutti gli effetti investimenti aziendali e turismo tale che si possa arrivare ad essere autosufficienti e creare benessere per i cittadini, migliorando anche l’organizzazione interna dei centri urbani. Nella cabina di regia che noi immaginiamo vanno coinvolte tutte le istituzioni, le organizzazioni datoriali e sindacali. Il rischio che si perda il treno del Pnrr c’è perché per quelle che sono le procedure e i bandi ad esso connessi, esiste il pericolo concreto che il Pnrr diventi foriero di nuove diseguaglianze tre le città e tra i territori. A maggior ragione, dunque, è urgente agire come sistema e non come singole realtà in questa partita cruciale che assegna risorse enormi”, ha concluso Carmeno.
La relazione della Cgil passata in rassegna in apertura di convegno ha insistito sulla necessità che tutti i progetti territoriali candidati al Pnrr siano accompagnati da accordi sindacali, così come prevede il protocollo governativo firmato di recente con i sindacati per l’attuazione di governance e cabine di regia locali che orientino l’azione progettuale sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un protocollo, come è stato sottolineato, di cui non si vede, però, realizzazione concreta allo stato attuale.
Implementazione delle infrastrutture viarie, anche nelle aree interne di Capitanata; ampliamento della rete ferroviaria; nuove strategie sul rinnovabile con l’auspicio che si possa incentivare il fotovoltaico sulle superfici già impermeabilizzate e i tetti degli edifici pubblici e privati (diversamente dai progetti realizzati in passato a danno dell’ambiente); potenziamento e riorganizzazione degli invasi acquiferi della provincia; più risorse e meglio indirizzate alla scuola, attraverso investimenti che portino all’acquisizione di laboratori e tecnologie innovative necessari a rinsaldare i nervi scoperti evidenziati dal periodo di pandemia. Questi i nodi centrali su cui per la Cgil Foggia è necessario lavorare in ottica Pnrr.
Durante il convegno sono state presentate anche le recenti esperienze progettuali virtuose di aree come i Monti Dauni o degli 8 comuni garganici che insistono sui laghi di Lesina e Varano.
“Abbiamo la diga di Occhito, l’invaso più grande d’Europa. Produciamo il 30 percento di tutta l’energia alternativa rinveniente dalla Puglia. Il nostro territorio presenta la seconda superficie boschiva più grande del Tacco d’Italia. Eppure i Monti Dauni restano sempre al margine nelle politiche di sviluppo più generali, ha esordito Raimondo Giallella, Sindaco di Pietramontecorvino, comune capofila di 29 omologhi di quell’area i quali recentemente hanno presentato al vice presidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, un programma di 10 punti in ottica Pnrr. “Abbiamo riportato le opere strategiche necessarie da sviluppare, suddividendole in materiali ed immateriali – ha continuato Giallella -. Tra quelle materiali va annoverata l’attenzione da porre sugli invasi d’acqua, compresi quelli collinari; la necessità di strade rurali, di maggior sicurezza e dell’elettrificazione per le zone di campagna; l’implementazione della viabilità; gli investimenti sulla scuola; un piano casa che permetta di riutilizzare le numerose abitazioni abbandonate in residenze a fitti agevolati per giovani coppie, andando così a contrastare il consumo di suolo nei grandi centri urbani; l’assoluta priorità di innalzare le royalties (ora soltanto al 3 percento) pagate ai comuni dalle aziende del rinnovabile, così da sopperire in termini economici ai limiti ambientali che può presentare l’attuazione dei progetti sull’energia alternativa. Tra le opere immateriali è infine necessario rendere più facile l’accesso al credito che sul nostro territorio è sempre un po’ ostacolato da leggi e regolamenti validi per tutti ma che andrebbero calibrati sulle reali necessità territoriali”, ha concluso Giallella, che ha poi ricordato le criticità dei bandi del Pnrr che “non vanno bene: è stato detto che presentano un occhio di riguardo per il Sud, ma poi vengono maggiormente usufruiti dal Nord, come dimostra il caso degli asili nido”.
Colpa dell’attuale scarsità (che caratterizza molte amministrazioni meridionali, specie quelle delle città più piccole) di personale tecnico-amministrativo in grado di lavorare alle progettualità richieste, e delle sperequazioni di bilancio che portano i Comuni ad avere dal Pnrr risorse per realizzare opere e servizi che poi rischiano di diventare cattedrali nel deserto per assenza di fondi sulle risorse umane che le portino avanti: queste alcune delle criticità segnalate, nell’alveo della discussione, dall’assessora alle Politiche sociali del Comune di San Severo, Simona Venditti (che ha anche evidenziato la necessità di progettualità sinergiche e risorse comuni tra Sanità e Politiche sociali) e dal Sindaco di San Nicandro Garganico, Matteo Vocale, capofila del Progetto d’Area sui Laghi Garganici, che, attraverso un processo partecipativo, e insieme alla Cna Foggia, ha presentato in Regione Puglia decine di schede per la realizzazione di opere (del valore complessivo di 126 milioni di euro) da candidare al Pnrr per il rilancio di quella zona lacustre dalle molteplici potenzialità ancora inesplorate. Spazio anche all’intervento del provveditore agli studi di Foggia, Maria Aida Episcopo, che ha focalizzato, tra le altre cose, l’attenzione sulla necessità di potenziamento degli edifici scolastici, dei percorsi di orientamento al lavoro, e dei servizi sussidiario-assistenziali per gli studenti svantaggiati. Mentre per il consigliere regionale Paolo Campo è finora mancato il potere di sintesi della politica in termini di organizzazione di una cabina di regia sul Pnrr.
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