Per commentare la ricerca pubblicata nel pezzo di Nicola Di Bari l’Attacco ha interpellato Gianfilippo Mignogna, sindaco al terzo mandato consecutivo di Biccari, quinta nella classifica dei “Comuni virtuosi” 2020 quanto a best practice a favore dell'ambiente e delle comunità locali.
Un paesino di 2.500 anime che tendeva a spopolamento e staticità che ora innesta enzimi di rigenerazione sul territorio riscrivendo il patto con la sua comunità per arginare il depauperamento demografico e attrarre in paese gente nuova, anche dall’estero, attraverso iniziative di marketing che hanno fatto il giro del mondo.
“Innanzitutto – esordisce Mignogna - due considerazioni di carattere generale. La prima è che quando si parla di spopolamento si deve sempre intendere impoverimento del tessuto socio-economico quando il fenomeno coinvolge giovani e adulti in età produttiva e porta, dunque, a condizioni da cui, poi, diventa sempre più difficile riprendersi. Meno abitanti significano minori flussi economici e maggiori costi per gestire i territori. Le amministrazioni – spiega il sindaco di Biccari - perdono di competitività quando hanno meno residenti, cioè meno introiti, ma costi fissi identici per la ‘manutenzione’ del territorio: e così si arriva a disporre di minori risorse per sviluppare investimenti atti ad un rilancio. La seconda considerazione è che fermo restando l'importanza delle politiche locali, il problema si risolve solo con politiche nazionali strategiche. Il riequilibrio demografico – argomenta Mignogna – non deve investire solo il Sud, ma tutte le aree interne del Paese. Va adottato un nuovo punto di vista sul fenomeno. Un territorio spopolato diventa un problema per il resto d’Italia, decretando da un lato un inevitabile sovraffollamento delle periferie di altre città, con conseguente difficoltà per quest’ultime nell'erogazione di servizi e nel mantenimento della qualità della vita, dall’altro lato porterà a maggiori costi per lo Stato nella gestione dei territori poco presidiati, le cui risorse ambientali attualmente sono ancora vigilate e mantenute dalle comunità locali. Costi e interventi straordinari che saranno nettamente superiori rispetto agli sforzi che oggi il Governo potrebbe e dovrebbe sostenere per frenare lo spopolamento”.
Poi Mignogna, stimolato da l’Attacco, racconta l’esperienza della Biccari degli ultimi anni, che, secondo le verifiche sull’andamento demografico effettuate trimestralmente da una testata giornalistica di San Bartolomeo in Galdo, risulta essere il Comune meno affetto da spopolamento nel versante appenninico tra Puglia e Campania.
“Riusciamo meglio di altri – commenta il primo cittadino - a limitare perdite di residenti e in alcuni frangenti siamo riusciti a imprimere piccole inversioni di tendenza grazie alle politiche di marketing che hanno indotto diversi stranieri, tra cui molti argentini, a voler abitare nella nostra città. Non parliamo di cose clamorose ma è comunque la dimostrazione che anche la leva locale, lavorando bene, può arginare il collasso demografico dei territori.
Noi – spiega - lo stiamo facendo operando su due piani. Da una parte, favorendo la ‘restanza’ dei giovani, cioè provando a creare le condizioni affinché non debbano andar via e possano invece scommettere su un nuovo patto di comunità che rende più attrattivo il nostro paese. Abbiamo iniziato con investimenti produttivi, in sinergia con imprese oltre confine comunale, sulla ‘filiera dell’ospitalità della montagna’: a partire, cioè, dal ‘Parco Avventura’, dove lavorano una decina di ragazzi, per poi proseguire con le ‘bubble room’, alla cui gestione lavorano altri ragazzi con la cooperativa di comunità, e tutto l’indotto che scaturisce da queste iniziative a vocazione turistica. Così hanno aperto nuovi b&b e ristoranti, e sono nate produzioni a conduzione giovanile di prodotti tipici locali, come olio, pasta, zafferano, tartufo, lavanda, con un mercato a ‘proiezione esterna’.
Su altri versanti, poi, è stata aperta una struttura socio-sanitaria che dà lavoro a diversi ragazzi e chiuso un contratto di sviluppo con un’impresa di Torremaggiore che fa capo alla ‘Nonno Vittorio srl’ e che porterà altri 30 nuovi posti di lavoro anche grazie all’investimento del Comune nell'infrastruttura pubblica che andrà a sostegno dell’impresa, la quale ha acquistato un vecchio stabilimento industriale che verrà riqualificato per essere destinato alla produzione di ortaggi surgelati”.
Infine Mignogna racconta la seconda linea di azione, secondo lui ancora poco compresa: l’attrattività per un turismo residenziale “qualificato”. “La vendita, finora, di 25 case sottocosto – evidenzia - ha condotto a Biccari stranieri motivati, persone che hanno portato qui i loro soldi, la loro storia, la loro cultura, le loro famiglie. E questo, oltre ad apportare nuove economie al territorio, come l’indotto edile per riqualificare le case, libera nuove energie, rigenera un tessuto socio-culturale stantìo, con ricadute immateriali e percorsi culturali attrattivi per gli stessi biccaresi. Il mio unico rammarico – conclude Mignogna - è che queste iniziative locali, che hanno a che fare pure con il ‘turismo delle radici’ e che stiamo sviluppando con le sole nostre forze, non siano ancora diventati modelli strategici politico-istituzionali per la Regione Puglia o per Roma. Nonostante io le abbia più volte proposte”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).