Al di là delle passerelle di rito alla Borsa internazionale del turismo di Milano e del solito primato regionale di Vieste quanto a presenze, si impone un’analisi approfondita sul tema sollevato da l’Attacco. La provincia di Foggia è la sola, in Puglia, insieme a quella di Taranto a non essere tornata ai dati pre-pandemia rispetto ad arrivi e presenze turistiche. La Capitanata ha registrato lo scorso anno 961.300 arrivi e 4.292.300 presenze. Se per tutte le province pugliesi il trend è stato positivo tra 2022 e 2023, con +3% e +0,5% per Foggia, l’analisi legata al raffronto 2019-2023 vede invece il segno negativo per la Capitanata: -0,2% gli arrivi, -1,5% le presenze. L’economista Nicola di Bari ha sottolineato su queste colonne la mancanza di crescita del settore: “Dal 2016 al 2023 i numeri delle presenze turistiche subiscono una flessione di 132mila presenze in meno (-3,2%)”. I comuni più colpiti sono Mattinata (-23,66%), Peschici (-17,35%), Manfredonia (-9,15%), mentre in termini percentuali crescono Monte Sant’Angelo (+32,14%) e Vico del Gargano (+5,80%), tiene Vieste (+2,78%).
L’agenzia regionale Pugliapromozione ha spiegato, nei giorni scorsi in BIT, che il dettaglio comunale complessivo verrà divulgato al termine della raccolta dei dati e a seguito della convalida da parte dell’Istat”. Ad oggi, dunque, ci sono solo i dati 2023 delle prime 15 destinazioni turistiche pugliesi, vale a dire Vieste, Bari, Ugento, Lecce, Fasano, Otranto, Gallipoli, Peschici, Carovigno, Monopoli, Ostuni, Melendugno, San Giovanni Rotondo, Porto Cesareo e Polignano a mare. Ma un ragionamento può comunque essere fatto rispetto alle due destinazioni garganiche che hanno perso maggiormente, ovvero Peschici e Mattinata. La prima ha registrato lo scorso anno 562.317 presenze e 79.552 arrivi, mentre nel 2022 le presenze erano state 625.454 e gli arrivi 90.549; nel 2021 rispettivamente 628.788 e 90.345, nel 2020 presenze pari a 462.216 e arrivi pari a 71.709.
Secondo il sindaco peschiciano Luigi D’Arenzo, eletto a maggio 2023, “non c’è stata, negli ultimi anni, una politica turistica adeguata” ma la colpa è ascrivibile anche a “un'evasione importante per quanto riguarda la denuncia di presenze nelle strutture ricettive”.
“Abbiamo effettuato una verifica sommaria con gli uffici comunali e ci siamo ritrovati con strutture ricettive che hanno dichiarato anche 15 ospiti giornalieri nel mese di agosto. Alcuni addirittura zero di fronte ad almeno mille persone effettive”, tuona D’Arenzo a l’Attacco. “Sono numeri del tutto lontani dalla realtà, a Peschici abbiamo un'evasione considerevole che secondo me pesa per il 30%. Penso che 30% degli operatori turistici dichiarino molto meno di quanto effettivamente avviene nelle proprie strutture ricettive. Non ci ritroviamo con i numeri ufficiali di Pugliapromozione. Le cose non quadrano né se pensiamo ai dati della raccolta differenziata, che non mentono, né se consideriamo gli incassi relativi all’occupazione di suolo pubblico. In questo caso erano previsti 30mila euro annui di incasso nel 2023, invece ne sono stati circa 120mila. C'è qualcosa che non quadra”, sottolinea il primo cittadino.
“Ma devo anche aggiungere che negli scorsi anni non è stato fatto nulla dal Comune di Peschici quanto a politiche turistiche, basti pensare che siamo tornati quest'anno alla BIT di Milano dopo una lunghissima assenza. Rispetto al 2022 lo scorso anno il calo c'è stato effettivamente ed è stato generale: è dipeso sia dalla fine dei bonus che dal maltempo che ha caratterizzato parte della stagione estiva. Ma io credo che in via principale la motivazione sia riconducibile all'evasione”, continua il sindaco, da poco iscritto al Pd.
“A Peschici credo che ci siano circa 200 strutture ricettive, compresi i b&b. Controlleremo a fondo per contrastare l’evasione fiscale. La vecchia amministrazione (guidata dal più volte sindaco Franco Tavaglione, ndr) proprio alla vigilia delle comunali di maggio 2023 adottò una delibera di giunta in cui si dichiarava l'intenzione di sottoscrivere un protocollo d'intesa con la Guardia di Finanza contro l’evasione degli operatori turistici. Quel protocollo non si realizzò mai, io adesso voglio adottarlo. Ci sarà un controllo generale su tutte le attività. L'evasione incide notevolmente anche sull’ammontare dell’imposta di soggiorno, che è stata di circa 450mila euro nel 2022 e di circa 550mila nel 2023, quando tutti i parametri si sono alzati compresi i parchimetri. Sono state, inoltre, messe in campo alcune iniziative grazie alle quali gli operatori oggi pagano più volentieri l’imposta di soggiorno, mentre prima davvero non veniva fatto nulla dall’amministrazione comunale”.
D’Arenzo ha infine un’idea precisa dei motivi per cui la Capitanata non è tornata ai livelli pre-pandemia del 2019. “Secondo me da un lato ha inciso la crescita di realtà emergenti destinazioni competitive, come l'Albania, dove si sono recati molti italiani, anche soltanto mossi dalla curiosità. Dall’altro lato dipende dai problemi atavici che ci portiamo avanti come provincia di Foggia in materia di viabilità. Bari, la BAT, il Brindisino e il Salento sono tutti territori collegati agevolmente tra loro, mentre il Gargano ha questo problema enorme legato alla difficoltà nei collegamenti. Peschici dista due ore dalla principale città, ovvero Foggia. Per noi la superstrada garganica diventa vitale, così come anche una forma di trasporto su strada ferrata. Immagino una metropolitana di superficie veloce”, conclude D’Arenzo.
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