Turismo, perché il resto della Puglia cresce più della Capitanata. Il caso Mattinata

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Si è fatto vivace il dibattito sul turismo in Capitanata dopo i dati sfornati da Pugliapromozione alla BIT di Milano e le analisi pubblicate su queste colonne. Il prossimo appuntamento organizzato dalla Regione è dietro l’angolo: la Puglia si propone come il terzo polo italiano per i professionisti del turismo e, dopo la prima positiva esperienza dello scorso anno, torna la formula congiunta del BuyPuglia (VIII edizione) insieme a BTM Italia – Business Tourism Management (X edizione) che si svolgeranno dal 27 al 29 febbraio alla Fiera del Levante di Bari. I due eventi condivideranno con l’industria turistica l’energia propulsiva che proviene dalla sinergia fra pubblico e privato, con un’azione rivolta a buyer internazionali e italiani, operatori, enti pubblici e privati, comunità ospitanti, aziende attente alla formazione. La presentazione si svolgerà nel corso della conferenza stampa che si terrà oggi dalle ore 11.00 presso la sala Di Jeso del Palazzo di Presidenza della Regione Puglia alla presenza degli assessori Gianfranco Lopane e Sebastiano Leo, del direttore del dipartimento turismo e cultura Aldo Patruno, del dg di Pugliapromozione Luca Scandale, di Mary Rossi event manager BTM e Nevio D’Arpa, ceo&founder BTM. 

Intanto continua l’approfondimento de l’Attacco sui passi avanti o sugli arretramenti delle destinazioni turistiche della provincia di Foggia. Il sindaco di Mattinata Michele Bisceglia giorni fa ha parlato di trend di crescita per la “farfalla bianca del Gargano”. “L’analisi del gettito dell'imposta di soggiorno dello scorso anno, ci permette infatti di asserire che le presenze registrate a Mattinata hanno ampiamente superato le 200.000 unità nel 2023, superando sia quelle pre-pandemiche del 2019 che quelle dello scorso anno (179.460 per l’anno 2022). I dati del 2023 non sono ancora ufficiali in quanto si attende la validazione dell’Istat, tuttavia Mattinata ha superato ogni record con più di 200mila presenze. Dato storico mai raggiunto prima”, le sue parole. A Bisceglia replica l’economista Nicola di Bari, nell’analisi della pagina accanto.

“Tutti i documenti strategici parlano del brand Gargano definendolo appannato, ovvero non più nettamente distinguibile, non più visibile come un tempo. Vuol dire che non offre un posizionamento efficace come una volta. Mi riferisco ai documenti di Puglia 365, alla candidatura del Parco alla Carta europea del turismo sostenibile, al documento sulla strategia dell'area interna, al piano di azione locale del Gal Gargano”, afferma a l’Attacco Federico Massimo Ceschin, esperto di turismo e di valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Il veneto oggi è presidente nazionale di SIMTUR (associazione a carattere tecnico, scientifico e culturale, costituita per garantire la qualità dei servizi dei propri associati, professionisti della mobilità e del turismo sostenibile) ed è stato nominato ambasciatore del Patto europeo per il clima della Commissione europea. 

“Servirebbe una DMO, ovvero un’organizzazione di destinazione che prenda in mano tutto. Non è il compito di Pugliapromozione fare questo, l’agenzia regionale fa promozione ma prima della promozione ci sono la qualificazione, la cultura, la costruzione del prodotto. Scontiamo sicuramente il fatto che con la riforma delle Province, col progressivo impoverimento del sistema camerale, con la scomparsa di enti come le Comunità montane, si è persa molto della rappresentatività di questo territorio. Ricordo che quando andai per la prima volta col consorzio Matinum alla BIT di Milano, nel 2005, c'erano ben cinque stand del Gargano, di cui due della Provincia. Allora non esisteva ancora l’agenzia regionale Pugliapromozione. Oggi fa sorridere per la poca capacità degli enti di fare sistema. Quest'anno alla BIT sono andate le amministrazioni comunali anziché alle imprese, perché Pugliapromozione le ha sostenute, senza peraltro che ci siano stati ritorni sulla stampa nazionale. Secondo me la provincia di Foggia e il Gargano perdono appeal e competitività perché non c'è più nessuno che li rappresenta”. Quanto incide la scarna imprenditoria? “La poca propensione all’imprenditoria non giustifica la differenza con il Salento e altri territori, dove le cose sono diverse. Il punto è che a monte c'è un problema di tenuta del sistema sociale. I limiti del sistema imprenditoriale sono evidenti già a partire dalla storia dell'aeroporto Gino Lisa di Foggia. Sono i consorzi di operatori a fare la forza di territori come l’Emilia Romagna”, osserva Ceschin. “Qui i consorzi dove sono? Il sistema imprenditoriale è oggettivamente fragile, se in Italia è frammentario in Capitanata lo è ancora di più. In un territorio come questo sarebbe fondamentale il ruolo degli enti di governance come l'ente Parco”.

C’è poi il caso macroscopico dei redditi inverosimili dichiarati, in media, dalle imprese turistiche nostrane, che vanno dai 12mila ai 15 euro l’anno. Una vera miseria. Se la redditività appare bassa va anche detto che l’evasione fiscale sembra diffusissima. “Il problema del sommerso è nazionale, commenta Ceschin. “Io lascio parlare i dati ufficiali e punto il dito, invece, sulla mancanza di coesione. Se gli enti non riescono a garantire luce, acqua potabile, che non ci siano scarichi in mare, infrastrutture sicurezza ed energia, è tutto dire. Purtroppo, anche in occasione del PNRR altro non hanno saputo fare gli amministratori locali che chiedere fondi per le strade, come se tutti i problemi fossero risolti dalla viabilità. Non è vero e lo confermano città che, nonostante siano attraversate in maniera egregia, non hanno svoltato sul piano turistico ed economico più in generale. Penso a Lesina, un posto meraviglioso e servito benissimo. Perché la strada non basta? Quali sono le vere responsabilità? Lesina, un po' come Mattinata, potrebbe rappresentare un laboratorio virtuoso dove sperimentare l'economia dei visitatori. Il turismo vale in Italia il 5,9% del PIL complessivo del Paese ma quella è una mezza verità perché vengono considerati solo il turismo e la ricettività in senso stretto. Invece l'economia dei visitatori significa molto di più”. 

A Monte Sant’Angelo, città di due siti Unesco e capitale regionale della cultura 2024, l’economia non cresce e nemmeno l’occupazione. Eppure promozione e risonanza oggi non mancano. “Non basta la promozione, che viene dopo il prodotto”, spiega l’esperto. “L’esperienza Monte Sant'Angelo oggi qual è? Perché dovrei rimanere più giorni a Monte dopo aver visto il santuario micaelico? Lasciamo perdere gli eventi, perché in quello sono bravi tutti, anzi in Turchia probabilmente hanno superato l'Italia. La politica degli eventi migliora la cultura ma non è un volano che fa crescere l'economia e l'occupazione. Non è detto, cioè, che abbia un impatto economico reale, in grado di determinare una crescita effettiva a beneficio della comunità. Dopo un evento, sia pur riuscito, cosa rimane? O le politiche culturali sono stabili e costanti oppure non servono a far svoltare. Faccio l'esempio della piccolissima Monteriggioni in Toscana, che ha otto compagnie teatrali e tre compagnie di rievocazione storica: vuol dire che lì il turismo produce davvero crescita e sviluppo, che è una costante”. 

Ceschin promuove i passi in avanti di Mattinata: “Sono sempre convinto che sarebbe stato meglio restasse frazione di Monte Sant'Angelo perché Mattinata e Monte hanno una stagionalità invertita: Monte lavora molto bene in primavera ed autunno, Mattinata è una destinazione tipicamente balneare. Monte resta sostanzialmente priva di ricettività. Nessuno sul Gargano può diventare una destinazione da sola, neanche Vieste. Mi spiego meglio: non lo diventa se si intendono creare le condizioni di una crescita duratura e sostenibile, che interessi tutto l'anno. Mattinata presenta un trend positivo da diversi anni, ormai. Credo che si stia muovendo meglio di altre località garganiche. Un vantaggio è dato dalla sua accessibilità che la rende adatta anche ai turisti giornalieri. Mattinata ha conservato abbastanza la propria tipicità e ha il vantaggio di una classe dirigente giovane, che porta un'innovazione nel metodo, oltre ad una classe imprenditoriale almeno di seconda generazione. Infine, rispetto ad altre destinazioni del Gargano, il patrimonio immobiliare più adeguato, cioè meno obsoleto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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