Calo presenze turistiche sul Gargano, Cotugno: “E’ vero, c’è crisi. Ma proprio le crisi aiutano a crescere”

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Può essere considerata la sorella minore delle due principali località di mare del Gargano, Rodi con le sue ampie spiagge di sabbia dorata e le acque cristalline ha tutte le carte in regola per poter essere a sua volta meta di migliaia di turisti. Ma anche qui l’annata sottotono si è fatta sentire. Lo conferma a l’Attacco uno degli operatori più longevi, da oltre 50 nel settore: Piero Cotugno, titolare di due hotel. “Il calo anche qui si percepisce chiaramente, direi che si attesta intorno al 30, 35% ma va detto che è un fenomeno che non riscontriamo solo sul Gargano, è diffuso in tutta Italia. Le ragioni di questa crisi possono essere molteplici, tra tutte credo prevalga il fatto che non ci sia molta disponibilità economica attualmente. Ma è proprio nei momenti di crisi che bisogna avere uno slancio e ingegnarsi per uscirne. Innanzitutto occorre promuovere di più il territorio, dal punto di vista individuale poi ciascun imprenditore deve investire e fare il proprio lavoro di promozione. Bisogna partire dal presupposto che i turisti non si accontentano più soltanto del soggiorno e basta, è cambiato tutto. 

Faccio un esempio: il sessantenne che veniva in vacanza da noi 30 anni fa chiedeva l’ombrellone e il lettino, era considerato un anziano a tutti gli effetti, cosa che oggi non esiste più. Il sessantenne è alla ricerca di emozioni, vuole fare trekking, escursioni, vivere esperienze. Dinamiche che noi operatori dobbiamo essere assolutamente in grado di cogliere perché se le facciamo cadere nel vuoto non andremo da nessuna parte. Anche perché c’è una concorrenza spietata. Faccio sempre una metafora a tal proposito: il settore del turismo è come un tapis roulant, ci sei sopra finché continui a correre. Ma se ti fermi vieni scaraventato via”.

Detto in altre parole, per restare sul mercato occorre investire, avere idee, stare al passo con le richieste dei turisti “e copiare – ha aggiunto Cotugno -. Copiare è una bellissima parola, che non significa imitare e non significa invidiare. Significa al contrario conoscere modi nuovi di fare impresa e riconoscere la capacità di chi ha avuto una buona idea. Io lo faccio sempre quando vado in giro e colgo guizzi che mi colpiscono, li copio con un tocco di personalizzazione adattandoli alle mie strutture. Purtroppo spesso siamo noi i peggiori nemici di noi stessi e in questo abbiamo ancora molta strada da fare. Copiare significa anche riconoscere la propria umiltà e contemporaneamente esaltare le proprie capacità imprenditoriali”.

Copiare sì ma anche essere creativi, come Piero Cotugno e i suoi figli hanno provato a fare in un momento della stagione, giugno, non troppo attivo. “I ragazzi sono delle macchine da guerra e si sono inventati questa sorta di promozione sui social che aveva un target molto preciso: italiani espatriati in Belgio. Ebbene, questa operazione ci ha consentito di avere 20 famiglie dal Belgio qui a Rodi in pratica fuori stagione, confermando che non servono aeroporti, non servono magie per aumentare i flussi ma occorre intraprendenza e spirito di iniziativa. Il mondo è cambiato, la globalizzazione, internet oggi forniscono degli strumenti che possono rivelarsi preziosissimi alleati, chi si ferma è perduto perché come li usiamo noi, come noi siamo diventati una meta mondiale, lo sono diventati tanti altri allargando sempre più la platea di concorrenti con cui dobbiamo vedercela. Ma invito ad una riflessione: è vero che c’è la crisi, è vero che la gente non ha soldi, è vero tutto ma se un imprenditore con un hotel medio, con 50 camere che in pratica deve vendere 100 settimane di vacanze, ovvero 500 soggiorni, non ci riesce con 20 milioni di famiglie in Italia allora bisogna valutarne l’effettiva bravura. Il tutto considerando un ritorno economico, fissando il giusto prezzo che sia abbastanza competitivo, investendo sui servizi e sulla promozione in maniera adeguata”.

Un ruolo importante proprio rispetto alla promozione del territorio può essere svolto dal parco nazionale del Gargano. “Dovrebbe essere il primo ente a promuovere il territorio. Il nostro promontorio è il regno della biodiversità che passa dal mare, dalle lagune di Lesina e Varano, fino alle montagne e alle colline e alle faggete, patrimonio dell’Unesco. Oltre alla presenza di importanti luoghi di culto noti in tutto il mondo. Con queste caratteristiche il Gargano dovrebbe attirare un turismo anche più attento a queste nuove emozioni. Non solo la tutela ma anche la promozione del territorio compete per l’appunto al parco. Ricordo che appena istituito l’allora presidente Matteo Fusilli, persona molto attenta, stampava tonnellate di materiale pubblicitario di ogni genere tra cartine e dépliant e aiutava tantissimo le strutture. In quegli anni chiedevamo il materiale che ci veniva regolarmente fornito dall’ente e che ci era particolarmente utile. Oggi naturalmente non è più tempo di dépliant ma si potrebbero trovare sistemi nuovi per fare promozione”, l’auspicio di Cotugno.

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