“Abbiamo le potenzialità (e la visione) per essere attrattivi tanto quanto le località più blasonate”

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Sindaco, l'impressione è che Lesina negli ultimi anni sia complessivamente cresciuta dal punto di vista dell'offerta. Il lungolago, ad esempio, pullula di locali, molti dei quali aperti tutto l'anno, a differenza di ciò che accade in altre località turistiche anche più blasonate. Avete mai pensato ad un restyling complessivo, ad un riequilibrio cromatico delle case che si affacciano sul lungolago e magari ad affidare il compito ad un architetto importante?
In realtà è uno dei punti del nostro programma. Tanto per cominciare abbiamo pensato ad un piano del colore ma è chiaro che l’operazione è più complessa e occorre fare uno studio d’insieme che punta a una crescita. Certo, l'incarico va dato a un professionista di spessore. Se ci fossero delle collaborazioni in tal senso sarebbe una buona partenza e ben venga se da queste pagine si potessero solleticare altre sensibilità attraverso cui dare vita a contatti utili al nostro intento. Attenzionare questi temi significa poi predisporre nel bilancio delle somme importanti. Questo è un po’ il limite che hanno le nostre località ma non ci spaventiamo perché così come abbiamo fatto già tante cose in due anni e mezzo ne possiamo fare ancora tante altre. Certo, c'è una visione di questo tipo. Abbiamo un posto che dal punto di vista naturalistico e ambientalistico è una grande meraviglia. Lo confermano le presenze che registriamo ogni anno, lo dice una nuova costituenda associazione di gestori di B&B, lo dicono recenti investimenti, anche di persone non residenti, che hanno realizzato nuove strutture recettive. Gente che crede in questo luogo e grazie al contributo della quale possiamo oggi vantare a Lesina 250 posti letto. Adesso dobbiamo fare in modo che chi arriva qui resti qualche giorno in più oltre la classica passeggiata. Abbiamo quindi preparato, ad esempio, una progettazione per il servizio di trasporto lagunare che potrebbe assicurare quei servizi che su Marina riusciamo a dare nel periodo estivo anche fuori stagione attraversando uno scenario favoloso, associando un servizio ad una esperienza. Su questo abbiamo attenzionato il Parco del Gargano. Sappiamo che trattenere i turisti significa muovere economia.

Anche l’offerta enogastronomica potrebbe essere uno dei punti di forza di Lesina, vista la qualità medio alta che ha raggiunto la ristorazione. 
I nostri concittadini ci hanno creduto, hanno investito, hanno assunto personale, propongono una buona cucina, valorizzando il nostro pescato e rivisitando la tradizione, quindi sì, c'è un'offerta importante ma anche il contributo dell’amministrazione ha inciso, penso a progetti tipo Lacus, l'intento era quello di farci conoscere e poi avere la possibilità di un passaggio in Bit per portare il nome di Lesina in contesti in cui si decide il turismo. Riteniamo il tema dell’enogastronomia molto importante, è ciò che differenzia la nostra regione. È anche uno dei motivi, oltre al mare pulito, per cui la gente viene in vacanza in Puglia. Dal canto nostro stiamo avviando un percorso con molta ristorazione di qualità, 12 mesi l’anno. La diversificazione dell’offerta fa sì che Lesina possa essere la meta in cui trascorrere un weekend. Non c’è più solo Termoli, che ha dalla sua il fatto di essere una città con storia e numero di abitanti diversa dalla nostra ma inizia ad esserci anche Lesina. 

Si è costruito un network, per esempio una rete tra operatori? 
Assolutamente, qualcosa si è iniziato a fare, l’associazione di B&B sta procedendo al secondo step coinvolgendo i ristoratori, compresi i titolari dei chioschi, hanno formulato dei pacchetti che sono già disponibili sui vari siti internet. E quindi si dorme, si mangia, si fa il giro in barca e poi magari si va nel nostro centro visite ad ammirare l’acquario e vivere l’esperienza dei pescatori del posto grazie ad una riproduzione in 3d di quel mondo antico, realizzato in collaborazione con il Parco. In questo contesto di crescita poi abbiamo inserito le tanto discusse strisce blu, in verità già presenti nel nostro programma elettorale, per dare ordine al flusso di turisti, parliamo nei weekend di 3 mila persone che determinano solo sul lungolago una difficile gestione del traffico. Era pianificato, non ci siamo svegliati una mattina e lo abbiamo fatto. Crediamo che non possano esserci uno sviluppo e una crescita, se non si parte dall'ordine, dal rispetto della legalità e dalla volontà di contribuire anche in questo modo. Quei soldini ritornano sul territorio. Parallelamente l’amministrazione sta facendo un lavoro importante per attivare veramente una zona industriale che però ospiti imprese amiche dell’ambiente ed ecocompatibili, ad esempio è in corso un’interlocuzione per un impianto di produzione di biogas che ci aiuterebbe anche nello smaltimento dei rifiuti organici e ridurrebbe i costi di conferimento, oltre a produrre metano. Nel progetto è prevista anche la realizzazione di un mulino per produrre farine di qualità. 

C’è però sempre il bubbone di Torre Mileto da gestire.
Lesina è considerata alla stregua di altri Comuni con una popolazione di 6500 abitanti, di fatto non è così perché gestiamo quest'altro tipo di realtà che incide in modo importante. Ci sono 2600 abitazioni abusive, per le quali lo scorso anno abbiamo riscosso poco meno di 8 mila euro, se pagassero tutti incasseremmo quasi il doppio ma il costo della raccolta rifiuti è di 230 mila euro l’anno, che incidono sul bilancio per non meno del 15%, coperto interamente dall’amministrazione comunale, costo che ovviamente va distribuito tra i cittadini, tra i residenti e tra gli ospiti proprietari di seconda casa a Marina di Lesina perché così dice la legge. Della questione abbiamo investito anche l’autorità prefettizia e sarebbe bello che oltre agli incontri, io ne ho fatto anche uno mirato, con procuratore, questore e tutte le autorità statali che hanno preso coscienza del problema, si facesse poi qualcosa di concreto.  Alla fine riusciamo a fare non più di 3, 4 abbattimenti ogni anno. Il problema è sentito, la popolazione è cosciente di questa situazione, tant'è che ci sono state anche diverse autodemolizioni. Va inoltre detto che ogni demolizione è a carico delle casse comunali e costa dai 30 ai 40 mila euro. Vale a dire 150 mila euro l’anno di cui ci facciamo carico noi pur essendo una problematica molto più generale e che non è nata nel 2021. In Prefettura si ritiene che l'unica soluzione sia la demolizione totale ma mi sono permesso di sottolineare che ci sarebbe il problema dello smaltimento degli inerti derivanti da 2600 abitazioni abusive: dove li mettiamo? Ma la cosa è finita lì.

Non c’è il coinvolgimento di altri Comuni?
Quello più vicino è San Nicandro, di recente si è chiuso un contenzioso tra noi e loro ma resta il problema dell’abbandono dei rifiuti che è solo di nostra competenza a prescindere dalla loro provenienza e a volte non sembrano proprio rifiuti portati dai villeggianti.

Quindi il Comune non ha mai beneficiato di contributi, finanziamenti ad hoc per gestire questa situazione? 
Del passato non ho contezza, quanto al mio mandato, c’è un fondo di rotazione regionale ma sono soldi che vanno comunque restituiti. Abbiamo avuto un contributo del 50% per alcune demolizioni da parte del ministero delle infrastrutture. Questo è tutto. Quindi si può comprendere quante sono le situazioni che vanno a incidere sul bilancio e quindi sui servizi ma nonostante tutto riusciamo a contenere i costi e fornire i servizi ai cittadini.  

Oltre 20 anni fa spuntò un progetto di recupero e valorizzazione dell’area, prevedeva l’intervento di un gruppo di imprese toscane interessate a realizzare un paio di villaggi turistici, che ne è stato di quel progetto?
Agli atti c’è il famoso piano di recupero. Però ovviamente ha bisogno che sia seguito non solo dalle amministrazioni locali, o meglio dalla nostra che in particolare è interessata ma anche e soprattutto dalla Regione, anche perché sono piani che devono andare in deroga a molte normative urbanistiche. So che quando si è voluto, in altre zone d'Italia, si sono fatti interventi, seguendo tutti i criteri ma soprattutto prevedendo compensazioni economiche da parte dei privati. Noi non avremmo assolutamente nulla in contrario, ugualmente i proprietari che sapendo di dover rinunciare a qualcosa magari possono avere una collocazione in un posto diverso. Questa può essere la strada. 

Lesina è anche il suo lago, evidentemente. Qual è il suo stato di salute? 
Da due anni incalziamo tutte le istituzioni. E’ cronaca di questi giorni quello che sta succedendo ad Orbetello, noi l'abbiamo vissuta già questa cosa, non a quel livello ma non meno importante. Abbiamo avuto una grave moria di specie ittiche, il lago ha avuto problematiche di ipossia e di anossia. Abbiamo anche chiesto al prefetto, in maniera provocatoria, di adottare i poteri sostitutivi. Abbiamo sottoscritto documenti con parlamentari, direttore del Parco. Ma francamente l'unica apertura che ha ricevuto il Comune di Lesina è arrivata dal presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti che ha raccolto il nostro allarme al volo e ci ha consentito di utilizzare 4 milioni di euro, 2 a Lesina e 2 a Varano per iniziare intanto a garantire i ricambi di acqua salata necessaria. Non saranno tanti, è un inizio ma è stata l'unica apertura. Parliamo di due tra i laghi più importanti della Puglia, i rappresentanti della politica regionale, quelli che rappresentano il territorio, la nostra provincia, facciano valere questa cosa, perché questo non è un bene di Lesina, è di tutti.  In tanti ci chiedono come riusciamo a fare tutto da soli.

C'è una stima circa le risorse che servono per risolvere le criticità del lago?
Siamo arrivati a chiedere un'udienza in commissione ambiente al Senato. L'abbiamo fatto in Regione Puglia e abbiamo saputo che non ci sono altri stanziamenti. Comunque noi abbiamo avviato delle progettualità. Non sottovalutiamo il problema, tanto è vero che abbiamo reclutato un ex dirigente della Regione Emila Romagna, esperto e competente che si sta occupando della questione idraulica. A tutti i tavoli abbiamo portato una voce importante, abbiamo le progettualità, non riusciamo ancora ad avere i fondi. Crediamo di poterlo fare con una parte di questi 2 milioni per avviare degli studi. Ribadisco però che non possiamo farlo da soli, serve l’apporto di tutte le istituzioni. Qui sul Gargano poi dobbiamo imparare a fare realmente squadra e non lottare per quanto può accaparrarsi il singolo. Dobbiamo imparare a ragionare su progetti di area.

Questo è un pezzo di Gargano inedito che conoscono in pochissimi e chi ci arriva per la prima volta rimane sorpreso. Ci sono imprenditori che colgono la necessità di una di una valorizzazione più importante, di una strategia di marketing che incentivi l’arrivo di più persone?
Assolutamente sì, ci sono espressioni del mondo imprenditoriale, non solo locale che ci hanno anche contattato, adesso si tratta di fare sintesi, di pianificare interventi che, anche a mio parere, sono assolutamente essenziali. È vero, noi abbiamo ancora delle unicità, bisogna differenziare, accanto a Vieste e Peschici, può esserci la nostra offerta, diversa ma ugualmente attrattiva, con il vantaggio di poter destagionalizzare con maggiore facilità grazie al lago e al nostro istmo. Non a caso stanno nascendo realtà come maneggi o gruppi che offrono passeggiate in carrozza. 

In quanti vivono di turismo a Lesina? 
Credo che la percentuale stia salendo piano piano ma ritengo sia ancora molto bassa, mi permetto di dire che tantissimi potrebbero vivere di tutto quello che abbiamo. La nostra non è un’amministrazione che si abbandona ai facili piagnistei ma abbiamo bisogno della giusta attenzione per crescere perché anche noi siamo Gargano ma, come sempre, gli stanziamenti più importanti finiscono altrove, dove si si registrano i numeri più alti. Ma se si continua così come fanno le realtà più piccole a crescere?

Può tracciare un bilancio di metà mandato? 
La soddisfazione più grande di un amministratore è quella di restituire al territorio quelle che erano idee proposte in campagna elettorale. Ebbene, per me parlano i fatti e i numeri. Abbiamo gestito dall'insediamento quasi 13,5 milioni di euro, 250 mila circa di fondi comunali, a cui vanno aggiunti un mutuo per le strade interpoderali di 500 mila euro, 7,5 milioni di fondi regionali, 5,2 milioni di fondi statali e 850 mila euro circa di fondi del Parco nazionale del Gargano. Abbiamo realizzato opere per un valore di 7,2 milioni di euro, abbiamo appaltato o finanziato opere per 3,2 milioni e non ci sembra un risultato tanto male per una comunità come Lesina.

Quante risorse del Pnrr avete intercettato?
Credo approssimativamente sui 3 milioni, tra il rifacimento della passerella sul lago e la riqualificazione dell’immobile confiscato alla mafia che oggi ospita i carabinieri.

Quanto alle risorse umane negli uffici comunali, prevede un piano di assunzioni nei prossimi anni?
Abbiamo già espletato due concorsi, oggi quindi abbiamo un amministrativo e un tecnico in più, abbiamo fatto un passaggio di tre agenti di polizia municipale da 18 a 36 ore, abbiamo assunto con la mobilità un ulteriore agente di polizia urbana. Abbiamo istituito una posizione organizzativa nell'ufficio lavori pubblici e un'altra a 18 ore nella ragioneria. Abbiamo reclutato un tecnico che si occupa della rendicontazione dei fondi Pnrr, un collaboratore a staff, un ex dipendente comunale che si attiva un po’ su tutti i fronti, ne abbiamo assunto un altro a 12 ore per la gestione del patrimonio. Abbiamo un doppio assistente sociale per il 50% e fino al 2027 a carico del piano di zona. In più questo è il terzo anno che assumiamo 6 vigili stagionali. In totale la macchina amministrativa si avvale di 25 unità, esclusi gli agenti stagionali. Quando siamo arrivati erano 17. E prevediamo di assumere almeno altre 3 unità.

A Lesina è di casa Massimo Casanova, ex europarlamentare, esponente della Lega e imprenditore di successo, ha mai pensato di offrirgli un ruolo di consulente sul marketing territoriale, come una sorta di testimonial di questa comunità?
A Massimo mi lega un rapporto di amicizia, le sue collaborazioni sono già notevoli e non ha bisogno di essere coinvolto con un ruolo di consulente perché lui ci ha creduto, ha investito in questo territorio e quando qualcuno ci mette la moneta propria probabilmente significa amare un luogo, forse quasi più di qualcuno che qui ci vive e questo per Lesina rappresenta un valore aggiunto.

(a cura di Cinzia Celeste)

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