Emergenza idrica in Capitanata: “Gli animi sono a pezzi, da tempo non si costruiscono invasi per la raccolta”

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Dal 13 agosto la diga di Occhito non avrà più la quantità d’acqua necessaria per soddisfare anche le esigenze irrigue della provincia di Foggia, oltre a quelle prioritarie dell'uso potabile per la popolazione che, con le risorse attuali, resta assicurata almeno per i prossimi 9 mesi. Ogni giorno, infatti, in assenza di piogge, la disponibilità dell'invaso posto al confine col Molise si riduce in media di circa 1.700.000 metri cubi d'acqua. Quando la disponibilità totale arriverà a 45milioni di metri cubi, lo stop all'uso irriguo sarà inevitabile. “Gli animi sono a pezzi - spiega a l’Attacco senza giri di parole Carmine Narciso, agricoltore, produttore e commerciante – e il vero problema non è nemmeno oggi. La gente, in queste condizioni, non può fare programmi, avremo problemi seri per le produzioni autunnali che dovrebbero essere piantate a giorni, dopo il 15 di agosto. Ma senza acqua non si fanno nemmeno gli ordini. Qualcuno potrebbe cavarsela coi pozzi, ma fino a un certo punto perché anche in questo caso, se tutti tirano, le falde si prosciugano in un niente. Cosa si prospetta nel futuro? Problemi di produzione e prezzi alle stelle perché chi riuscirà ad avere questi prodotti autunnali ne aumenterà il prezzo a dismisura. Il problema, dunque, si presenterà fra un paio di mesi”. 

A risentirne maggiormente gli ortaggi in particolare. D’altra parte la frutta estiva finirà entro settembre. L’ostacolo maggiore arriverà ad ottobre, con l’arrivo dell’autunno. “La Regione? Cosa può fare ora. Si tratta di azioni che dovevano essere programmate anni addietro. Oggi non ci resta che sperare nel buon Dio, affinché piova negli invasi. Il problema si allarga in tutta la Capitanata e non solo – conclude – c’è chi non riesce nemmeno più a vendere i prodotti realizzati in questi giorni perché il commerciante che deve comprare teme di non avere abbastanza acqua. E le piante sono come le persone, hanno bisogno di bere. Lo hanno preso un po’ sottogamba, ma si tratta di un vero e proprio dilemma”. 

Dello stesso avviso Enzo Smacchia, agricoltore, che ha poi aggiunto: “Ho perso circa quattro ettari di pomodori perché non ho potuto irrigare fino alla fine – confida. La colpa è però condivisibile tra noi agricoltori e la politica. Dopo un inverno così secco, senza piogge, non ci si può avventurare a piantare pomodori, dobbiamo ammetterlo. Per quel che ne concerne invece la politica sono tanti anni che ci riduciamo a tali problemi, la siccità non è arrivata mica adesso. Non è mai stato creato un bacino artificiale, il torrente Cervaro getta in mare milioni di metri cubi d’acqua, eppure anche attraverso i fondi del Pnrr nessuno ha mai pensato di creare strutture del genere. Per tirare un metro cubo di acqua dal mare occorre tanta energia – riflette l’uomo – quando potremmo conservare quella che già abbiamo e che buttiamo ciclicamente durante il periodo invernale, quando le piogge sono più frequenti. E i Consorzi di bonifica che hanno fatto? Assolutamente nulla se non inviarci le rate da pagare. Lamentarsi oggi è troppo tardi, la frittata è già servita. Come mai poi gli agricoltori si sono improvvisati a piante pomodori fino a giugno?”. E non solo. 

“Tra Bovino e Castelluccio hanno realizzato un parco eolico in meno di un anno – aggiunge Enzo Smacchia – attraverso un esproprio autorizzato dal Governo e dalla Regione. Un secco no invece alla costruzione di invasi alimentati dai torrenti nei periodi invernali. Gli espropri per le multinazionali sono stati veloci e indolori e quelli invece per la costruzione di bacini artificiali richiedono l’aiuto di Dio? Eppure per i bacini artificiali occorre scavare per circa quattro metri e creare margini di appena sei metri. Invasi artificiali che sarebbero serviti non solo a dare acqua agli agricoltori ma finanche a garantire l’acqua al territorio foggiano. Perché Foggia rimarrà senza acqua, nonostante ciò che dicono le istituzioni. Anche l’Acquedotto pugliese è andato in default. La nostra, purtroppo, è una strage annunciata, sapevamo già a cosa andavamo incontro, eppure nessuno ha fatto nulla”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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