Emergenza idrica, di Feo: "Perché non ci si adopera per risolvere il problema? Demolire burocrazia"

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“Questo caldissimo Ferragosto 2024 sarà ricordato come il primo no water day per la nostra mai abbastanza amata agricoltura. In parole povere non ci sarà acqua per innaffiare i campi e abbeverare il bestiame”. 

Così in una nota il coordinatore regionale delle guardie Era Ambiente, Nicola di Feo. “Quindi tutti a fare la danza e recitare poesie sotto le stelle per far sì che Dio ci mandi un po’ di pioggia. Se ciò non avvenisse, non si potranno riempire gli invasi. Ovviamente fra qualche giorno dovranno razionare anche quella che sgorga dai rubinetti delle case e, verosimilmente, delle industrie”. 

“E ‘allora dai’ cantava Giorgio Gaber, non è difficile prevedere che i prezzi della frutta, ortaggi, latte e tutto quanto andiamo a mettere sulla tavola aumenteranno sempre di più alla faccia di chi non riesce a sbarcare il lunario. Risibile è l’atteggiamento dei pennivendoli che sui propri giornali coltivati e stampati in casa, senza alcun titolo per scrivere un articolo di giornale, si professano fautori dell’autonomia differenziata senza capirne nemmeno la differenza o le vere ragioni”. 

“Una volta la sinistra si batteva per questi gravi problemi, per i risvolti negativi che la siccità ha prodotto e produce. La domanda viene spontanea: perché non vediamo le squadre di operai lavorare giorno e notte per sistemare la rete e gli invasi? Perché non si fa niente prima, ma sempre in emergenza? Tutti sanno, benissimo, che condotte e invasi sono ridotti malissimo da perdere per strada oltre la metà dell’acqua che trasportano. C’è da ridere: quindi l’acqua c’è, non scarseggia, ma c’è altrove”. 

“Le due Italie sono evidenti, checché ne dica qualche facinoroso, che non si batte più per vedere centinaia di operai montare vasconi di raccolta delle acque piovane nei nostri terreni, riattivare tutti i pozzi che i nostri nonni usavano abitualmente per irrigare quando non pioveva, perché l’acqua si raccoglie anche dal cielo. Una volta si faceva poi i progressisti e il progresso sinistroide. Non è da trascurare che per realizzare quelle opere potremmo vedere dozzine di progressisti all’opera per realizzare, nelle regioni siccitose, impianti di depurazione e dissalatori che formidabili aziende d’eccellenza italiane realizzano nei deserti della Terra, ma non a casa propria”.

“E’ giunto il momento di cassare, demolire, abbattere la spropositata cattedrale burocratica che si occupa dell’acqua in Italia ed è evidente l’incapacità a risolvere l’annoso problema. Ne abbiamo visti di sedicenti difensori di quelli che si spaccano la schiena sotto il sole per la raccolta del pomodoro; oggi tacciono nel vedere patire la sete gli incolpevoli animali nelle stalle puzzolenti di urina rinsecchita e nei campi, piegati in due e pagati niente, non hanno il coraggio di dire al PD- M5S e compagni vari che è giunta l’ora di lasciare libero il campo a chi può fare qualcosa per questa popolazione (Puglia) che tanto ha dato e nulla ricevuto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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