Si scrive vecchiaia, si legge longevità: un attrattore da poter spendere anche per le Amministrazioni comunali

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Sfruttare l’economia del leisure: questo c’è alla base del progetto di marketing di Stefano Bono. La narrazione o lo storytelling, comunque lo si voglia chiamare, ha un appeal significativo nelle scelte dei consumatori. E così nella Roseto Effect Zone quella che è attualmente una criticità diventa un’opportunità. L’invecchiamento diventa longevità: ovvero un prodotto da vendere e valorizzare e una risorsa per contrastare lo spopolamento che dilaga soprattutto nelle aree interne. Ma sono diverse le amministrazioni comunali che hanno colto il fatto che nella fascia più anziana della popolazione vi è una potenzialità ancora inespressa. “Nel nostro piccolo paese – ha illustrato a l’Attacco il Sindaco di Alberona Leonardo De Matthaeis – abbiamo sempre considerato gli anziani come una risorsa. Vivono momenti di collettività insieme, danno una mano ad esempio alle attività della Pro Loco. Di recente hanno aperto un punto lettura, il Comune gli ha messo a disposizione dei locali e ne hanno fatto una biblioteca di comunità. E poi c'è un altro gruppo che durante la settimana si riunisce e fa lavori artigianali, quelli di una volta. Per noi gli anziani non vanno curati solo dal punto di vista sanitario ma a 360 gradi. Ovviamente, attivi e utili, stanno molto meglio. Concordo con chi dice che la socialità possa essere il segreto della longevità”.

Può questo elemento rappresentare un attrattore per coloro i quali sono in fuga dallo stress e dalla vita frenetica delle città? “Questo già avviene – la risposta del primo cittadino -, anche se non con numeri molto alti. Tuttavia ricordo che i Monti Dauni intesi come territorio solo da pochi anni hanno una maggiore visibilità, rispetto ad esempio a aree tradizionalmente più note come quelle della Toscana, dell'Emilia, delle Marche. Da noi questo approccio turistico è un elemento assolutamente nuovo. Basti pensare che cosa è accaduto in occasione del giro ciclistico della Puglia che per la prima volta è passato sui Monti Dauni. I commentatori ne sono rimasti da una parte entusiasti, dall'altra hanno dovuto ammettere di non conoscere questa realtà pugliese. Quindi anche questo attrattore della longevità come tanti altri sta emergendo negli ultimi anni e speriamo che col tempo diventi una risorsa. Non a caso molti anziani che ci vengono a conoscere la prima volta poi acquistano casa ad Alberona”.

Quindi si potrebbe davvero ragionare sul fatto di fare della longevità un attrattore dei Monti Dauni. “Assolutamente sì”, la convinzione del Sindaco.

Sicuramente può essere un'opportunità ma è anche una responsabilità e un dovere amministrativo, ricorda il Sindaco di Troia Francesco Caserta. “I nostri territori invecchiano sempre di più. Quelli di Troia non sono i dati peggiori della zona ma comunque c'è un rapporto completamente invertito, cioè abbiamo un indice di invecchiamento della popolazione abbastanza allarmante, oggi ci sono 133 anziani ultra sessantacinquenni ogni 100 under 15 e questo pone il tema proprio di sostenibilità delle comunità”.

Quella di Troia è un’amministrazione giovane, da poco insediatasi ma già ha preso in carico il problema “per provare da un lato ad impattare, anticipare determinate problematiche e dall'altra, invece capire come queste possano essere in realtà un'opportunità, un volano socioculturale ma anche economico. In questo momento abbiamo l'esigenza di fornire servizi adeguati a questo target della popolazione perché stiamo assistendo ad un fenomeno ancor più allarmante, la generazione dei settantenni che hanno i propri figli fuori, a un certo punto, arrivati alla pensione iniziano a pensare di andar via e quindi si accentua ancor di più lo spopolamento. Allora, per poter intervenire cerchiamo di fornire servizi adeguati agli anziani, socio assistenziali ma anche ludico ricreativi. Ad esempio abbiamo appena promosso un'importante iniziativa legata alla settimana dell'Alzheimer per sensibilizzare la popolazione”. 

“In più lavoriamo in sinergia con le due Rsa, gestite dal San Raffaele e San Giovanni di Dio e con loro abbiamo costruito attività di sensibilizzazione. E circa un mese fa, con la Fondazione San Giovanni di Dio, abbiamo inaugurato il primo caffè Alzheimer, un progetto molto interessante finanziato dalla Regione Puglia che si occupa non solo degli anziani, ma anche delle loro famiglie. Stiamo inoltre lavorando ad un bando importante del Pnrr per un housing sociale grazie al quale poter edificare condomini di condivisione per famiglie di persone anziane, sul modello del villaggio Novoli in Toscana. Non solo, abbiamo avviato anche contatti importanti con i principali partner privati che lavorano nel settore delle residenze per realizzarne altre sul nostro territorio, per accogliere anche anziani che desiderano ricongiungersi con una vita un po’ più semplice e magari fuggire dalle città e credo che quest’approccio possa funzionare come volano di sviluppo, se riusciamo ad intercettare chi è alla ricerca di uno stile di vita che qui coltiviamo da sempre”.

Dall’altro lato il lavoro dell’amministrazione si sta concentrando sulla costruzione di un’alleanza intergenerazionale. “Oggi ad esempio abbiamo organizzato il primo Erasmus Day, un progetto embrionale che fa parte di un capitolo più importante di investimento che vogliamo fare, il progetto Erasmus Troia sui temi dell'internazionalizzazione dei nostri territori, abbiamo presentato dei progetti per scambi interculturali con le scuole e stiamo iniziando a collaborare con l'Università di Foggia. All’iniziativa di oggi parteciperanno non meno di 200 ragazzi tra troiani e in arrivo dalla provincia”.

E se è stato osservato che sono le relazioni personali che mantengono in vita gli anziani più a lungo e che queste caratterizzano trasversalmente le comunità del Monti Dauni questo tratto del tessuto culturale va fatto conoscere alle nuove generazioni. “Ecco perché l'alleanza anziani, giovani è fondamentale per far capire ai giovani che ciò che noi siamo oggi, è il frutto di un percorso che è fatto di relazioni forti, solidarietà che hanno costruito la nostra identità, però se manca questo passaggio di consegne perderemo anche quest’ulteriore punto di forza. Il rischio è che muoia anche questa nostra parte d'identità su cui si deve invece sicuramente lavorare”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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