“Dopo i 31,5 mln per raccordo ferroviario l’Autorità portuale dovrà tenerne conto”. Che succederà ai privati

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Il dado è tratto per le aree retroportuali del Bacino alti fondali di Manfredonia, finora oggetto di forte scontro tra il Consorzio ASI di Foggia e le imprese private operanti nella zona, da un lato, e, dall’altro, l’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, che mesi fa attivò l’iter di delimitazione per acquisirle. Nell’ambito dell’accordo di coesione firmato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Consorzio ASI è stato infatti finanziato coi fondi di sviluppo e coesione per 31,5 milioni per il ripristino del collegamento ferroviario stazione Frattarolo-agglomerato ASI del porto industriale di Manfredonia. Un risultato che rende possibile il disegno del presidente Agostino De Paolis di attivare il raccordo ferroviario da 12 km esistente nella zona retroportuale alla piattaforma logistica Lotras di Incoronata, per far compiere un salto enorme alla Capitanata sul piano logistico. 

Il Consorzio ASI ha ottenuto anche altri fondi: 16.904.000 euro per la ristrutturazione e ammodernamento delle aree industriali; 4.026.000 euro per l’adeguamento funzionale dell’impianto depurativo in agglomerato industriale ASI Incoronata di Foggia (che si aggiungono ai 7 milioni di euro già arrivati negli scorsi anni a tal fine, con Invitalia come stazione appaltante); altre risorse dal fondo di rotazione a favore dei Consorzi ASI pugliesi (8 milioni complessivi). Riguardano il Consorzio ASI anche i 5 milioni di euro destinati al progetto del Comune di Ascoli Satriano volto alla realizzazione di un impianto di depurazione al servizio della zona industriale.

La documentazione relativa agli interventi finanziati coi fondi FSC e POC rispetto al progetto ASI di collegamento ferroviario indica, come tempistica, per la progettazione l’inizio nel primo semestre 2024 e la fine nel primo semestre 2026, mentre per l’esecuzione l’inizio è fissato per il secondo semestre 2026 e la fine per il primo semestre 2031. Che impatto avrà tale intervento sul braccio di ferro con l’Autorità di sistema portuale?

A settembre scorso l’Attacco rivelò come ASI e privati si fossero opposti all’ente barese. La Lotras di Armando de Girolamo ricordò che, dopo gare pubbliche, è concessionaria sia della piattaforma logistica che della tratta ferroviaria situata nella zona retroportuale di competenza del Consorzio ASI. L’impresa ha sottoscritto con il Consorzio ASI il contratto di concessione per la realizzazione di nuove infrastrutture e gestione della piattaforma logistica ferroviaria integrata Incoronata, opera finanziata nel 2015 col Patto per la Puglia con contributo di 40 milioni di euro a valere sul FSC 2014-2020. La tratta ferroviaria, con il relativo piazzale, sita nell'area retroportuale di Manfredonia, con un raccordo di circa 12 km, rientra nella programmazione tesa al collegamento con la piattaforma di Incoronata e Lotras, nella qualità di gestore unico comprensoriale riconosciuto e autorizzato da RFI, è concessionario unico del terminal di Incoronata insieme alla tratta ferroviaria. Ci furono contestazioni anche da parte di noti nomi operanti nel retroporto del Golfo: la Sidap di Saverio de Girolamo in un’area di oltre 60mila mq si occupa da 25 anni di depositi portuali e stoccaggio e imballaggio per lo più di cereali dall’estero, oltre 2 milioni di tonnellate di merci movimentate ogni anno; mentre l’agenzia marittima Galli di Vincenzo Prencipe ha reso il porto sipontino il principale hub del Sud Italia per la componentistica finalizzata agli impianti eolici. Il progetto del Consorzio cozza con l’intento dell’AdSP MAM, che a gennaio 2024 stimolò ed ottenne, da parte della Capitaneria di porto, l’avvio dell’iter per la nuova delimitazione delle aree demaniali marittime comprese tra la radice del pontile del Bacino Alti fondali di Manfredonia (attuale limite demaniale marittimo) e le retrostanti aree ricomprese in agro di Manfredonia e Monte Sant’Angelo. Un iter partito quando l’AdSP MAM era presieduta da Ugo Patroni Griffi e continuato con l’attuale commissario straordinario, il contrammiraglio Vincenzo Leone.

Che succede ora? “Siamo soddisfatti, perché tutti i progetti da noi presentati sono stati finanziati”, afferma a l’Attacco de Paolis. “Sicuramente riusciremo a rispettare i tempi previsti per realizzare il raccordo ferroviario, abbiamo già la progettazione sebbene non ancora esecutiva. L'iter di delimitazione attivato dalle Autorità di sistema portuale è in stand-by ed ovviamente dovrà tenere conto di questo intervento finanziatoci, che interessa una parte delle aree rivendicate dall'ente portuale. Invece, rispetto ai privati, non ci sono aree che vanno liberate, cioè il nostro progetto non confligge con le imprese che operano nel retroporto. Vanno risolte, piuttosto, la questione inerente all’Autorità di sistema portuale e quella delle manifestazioni di interesse private per l'assegnazione di aree anche circostanti a quelle interessate dal progetto. Chi opera già continuerà a farlo, ma non più in virtù di assegnazioni temporanee. Serviranno assegnazioni definitive. Rispetto alla piattaforma logistica abbiamo avuto tutte le autorizzazioni e ora si tratta solo di aprire i cantieri, cosa che avverrà nei primi mesi del 2025. I nostri obiettivi sono stati raggiunti. Siamo pure in via di ultimazione rispetto al raddoppio del fascio ferroviario di Foggia Incoronata e poi ci sono altri progetti relativi a strade, videosorveglianze e altre infrastrutture”, conclude De Paolis.

Sereno appare Vincenzo Prencipe dell’agenzia Galli, che dice a l’Attacco: “Spero che il Consorzio ASI adesso chiarisca quanto prima la nostra posizione: vorremmo che ci fosse garantito di poter continuare a lavorare e vorremmo anche avere la possibilità di insediarci definitivamente perché ciò può portare ulteriore sviluppo al territorio. C’è una nostra richiesta, già fatta da alcuni anni, volta ad ottenere altri insediamenti per il revamping di impianti eolici e solari. Ci occuperemmo dello smontaggio di impianti datati e della loro rigenerazione in impianti nuovi, attività con elevato indice di manodopera e totale sostenibilità. Al progetto di raccordo ferroviario non siamo contrari assolutamente. Però oggi non vedo merci che vadano su ferro, partendo da Manfredonia, e in ogni caso si tratta di un passaggio in più. Se finora c'era, a 7 km dal porto, la stazione di Frattarolo mai utilizzata, può funzionare il collegamento ferroviario avvicinandolo a 4 km dal porto? Questo è il punto”, conclude Prencipe. “Nel caso dei porti di Brindisi e Taranto il fascio ferroviario arriva direttamente in banchina”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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