Il declino demografico è diventato il problema principale del nostro territorio, se non poniamo rimedio in tempi ragionevolmente brevi il futuro di tutti è drammatico. L’attuale struttura demografica ci sta portando verso una società non più sostenibile nel medio periodo, e verso la desertificazione nel lungo termine”. Con queste parole Nicola di Bari ha consegnato ai lettori de l’Attacco le sue riflessioni a corredo del suo approfondimento pubblicato la scorsa settimana sulle colonne del quotidiano, l’ultimo di una lunga serie elaborata negli ultimi anni dall’economista con una specializzazione in demografia e una vasta esperienza nella ricerca e nell'analisi del declino demografico. Al suo meticoloso lavoro di ricerca si deve la restituzione dell’ampio scenario delle dinamiche demografiche cruciali per il nostro futuro, che pongono la Capitanata di fronte ad una sfida decisiva.
Con i suoi studi, di Bari ha ben illustrato come la diminuzione della popolazione influisca sul mercato del lavoro, sulla crescita economica e sulla sostenibilità dei sistemi previdenziali, esaminando a fondo le conseguenze sociali del decremento della popolazione, inclusi i cambiamenti nei modelli familiari e nelle strutture costitutive delle nostre comunità. Anche di questo importante patrimonio di conoscenze si compone la progettualità che vede riuniti in un coinvolgimento organico il DEMET dell’Università di Foggia, l’Istat e l’Attacco che insieme daranno vita ad un intervento della durata di 4 anni e che realizzeranno iniziative di animazione pubblica in ciascuno dei 61 Comuni della provincia di Foggia. Il progetto sarà presentato domani, venerdì 13 dicembre, nel corso della conferenza dal titolo “Fughe e declino demografico. La provincia di Foggia da oggi al 2070”, che avrà luogo a Palazzo Dogana, a partire dalle ore 17.00.
I lavori saranno introdotti dai saluti istituzionali del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, della Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, e del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Foggia Lorenzo Lo Muzio. Interverranno Barbara Cafarelli, Direttrice DEMET Unifg, Nicola di Bari, ricercatore ed economista, Gerardo Gallo, Dirigente servizio Censimento della Popolazione e integrazione delle indagini sociali ISTAT, Antonio Salandra, imprenditore, Dubravka Suica, Commissaria europea per la democrazia e la demografia, Piero Paciello, direttore quotidiano l’Attacco. Porteranno il loro contributo di esperienza e riflessione Gianfilippo Mignogna, già Sindaco di Biccari, l’avvocato Massimiliano Arena, Marianna Carusillo, imprenditrice sociale, Virgilio Caivano, coordinatore nazionale Piccoli Comuni, Andrea Nigri, ricercatore. Le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Nobiletti, Presidente Provincia di Foggia.
Hanno annunciato la presenza ai lavori della conferenza i Sindaci di una trentina di Comuni, dal Gargano, al Tavoliere, ai Monti Dauni. “Nella mia relazione introduttiva al progetto mi occuperò delle cause del regresso della demografia e del sottosviluppo della Capitanata, in particolare dei redditi da fame e dello sfruttamento, presenterò alcuni dati che dimostrano come in Capitanata il 38% delle famiglie vive con un reddito al di sotto di 400 euro lordi al mese, che veramente sembra una cosa impossibile, e di come addirittura più del 60% delle famiglie vivono al di sotto del livello di povertà assoluta” spiega l’economista.
“Introdurrò il tema dell’economia sommersa che in provincia di Foggia assume proporzioni immani - continua di Bari -. Non è possibile che Vieste e Peschici che insieme raggiungono 2 milioni e mezzo di presenze in estate abbiano un reddito medio pro capire inferiore a quello di Candela o di Serracapriola. Un lavoratore su 2 è sommerso, c’è una gigantesca evasione fiscale, resistiamo ancora a galla e non si verifica ancora nessuna rivolta sociale non si capisce bene perchè. Dunque mi occuperò di illustrare cosa produce la Capitanata, perchè il lavoro è così povero e come si può venire fuori da questo inferno”.
Di Bari sostiene che con la struttura demografica attuale la provincia di Foggia si estinguerà nel 2147: “Siamo entrati, senza essercene accorti, in un circolo vizioso dal quale sembra impossibile uscirne. I primi ad essersene accorti sono i giovani, emigrati in massa in altre aree del Paese e all’estero, non vedendo alcuna prospettiva per il loro futuro. Ed hanno ragione, chi non lo farebbe di fronte a questa vera e propria apocalisse” ha scritto il ricercatore su l’Attacco, affrescando lo scenario a tinte fosche.
“Io ho quattro nipoti e sono tutti fuori e non li vedrò mai più qui - spiega con un accenno biografico -. I figli degli amici della mia generazione sono tutti fuori e noi moriremo di solitudine in qualche casa di riposo, questo pensiero per me comincia ad essere insopportabile. Negli ultimi 10 anni sono emigrati 1 milione di giovani dal sud e si sono portati altrove conoscenza e talento, depauperando ulteriormente il Mezzogiorno. Vivere in un contesto nel quale non c’è più la gioventù diventa veramente triste” asserisce.
E la Capitanata è per di Bari “mezzogiorno nel mezzogiorno” e per uscire dal decadimento e invertire la traiettoria demografica non potrà fare a meno dell’intervento pubblico, che deve essere straordinario, aggiuntivo e rapido. Resta da capire se il declino possa allora essere un’opportunità per ripensare il modello di sviluppo del territorio della provincia di Foggia. “Ce la possiamo ancora fare ma siamo ad un passo dal punto di non ritorno - risponde lo studioso -. La mancanza di lavoro e il non valore del lavoro ci stanno portando verso uno scenario futuro che è davvero inquietante. La soluzione può apparire banale, in ogni latitudine del mondo si è scoperto che ciò che fa la differenza tra un’area sviluppata ed una sottosviluppata è la qualità delle istituzioni; quindi se noi riuscissimo a mettere a capo delle nostre istituzioni pubbliche e private, persone eticamente a posto e competenti avremmo già risolto una parte dei problemi” è l’idea di di Bari che è impegnato con la stesura di un volume nel quale è presentato tutto il lavoro che ha svolto sull’importante tema in uscita nella primavera del prossimo anno, e che sarà distribuito ai lettori de l’Attacco.
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