Una fiche di ingresso da mezzo milione di euro è quella che la cordata di imprenditori pugliesi intenzionati a dar vita ad una compagnia aerea regionale, denominata Puglia Sky, sta chiedendo a coloro che vogliano entrare nel gruppo e investire nell’ambiziosissimo progetto. Dopo molti mesi di valutazioni e riflessioni il primo atto concreto è stato firmare da un notaio barese la nascita di una società. Finora i nomi certi sono quelli, rivelati in anteprima da l’Attacco già a settembre scorso, a cominciare dall’avvocato e patron delle rinnovabili Giacomo Mescia, molto amico del vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese. L’altro foggiano è Antonio Salandra, altro volto noto delle rinnovabili. C’è poi Vito Ladisa, titolare col fratello dell’omonima impresa della ristorazione, che produce oltre 35 milioni di pasti e dà lavoro a circa 5.400 persone, ma anche editore dell’Edicola del Sud e fresco neo patron del Taranto Calcio. E’ della partita pure l’editore massafrese della Gazzetta del Mezzogiorno Antonio Albanese, big del comparto rifiuti con la sua Cisa spa. Albanese è colui che, come svelato su queste colonne lo scorso anno, sta dietro il raggruppamento di imprese che si è aggiudicato a Manfredonia il mega appalto da 121 milioni di euro per rimettere a nuovo il degradato Bacino alti fondali (lavori da poco iniziati). Ad aiutarli come tecnico, essendo tutti inesperti di settore aeroportuale, c’è Daniele Azzarone, presidente e AD della romana Consulta spa, fondata nel 2002, che si occupa di attività aeroportuali, sia cargo che passeggeri, nel Lazio, in Toscana e in Lombardia. I quattro soci fondatori si incontreranno la prossima settimana a Bari con colui che sarà l’amministratore delegato di Puglia Sky (lo stesso Azzarone?) e con altri imprenditori che vogliano pagare la propria quota e aggiungersi alla compagine sociale, facendo lievitare ulteriormente il capitale di 5,5 milioni di euro accantonati finora. L’operazione è coordinata, a livello confindustriale, da Mario Aprile, il quarantenne neo presidente della potente territoriale di Bari-BAT che settimane fa fu il primo a sponsorizzare e lodare pubblicamente questa iniziativa imprenditoriale. Stando ai rumors si mira a partire con due vettori.
Chi, stando ai beninformati e alle sue esternazioni, sta avallando e mostrando grande interesse è anche Tito Salatto, presidente di Confindustria Foggia e reggente di Confindustria Puglia, che avrebbe manifestato l’intenzione di aderire come imprenditore alla cordata di Puglia Sky. Ci sta pensando anche il foggiano Michele Gengari, presidente di Cassa Edile di Capitanata e a capo dell’impresa Ediltur srl. Ma sullo sfondo restano interrogativi e scetticismo in merito alla realizzazione concreta di una nuova compagnia aerea.
I più dubbiosi sono coloro che vogliono capire se tra qualche mese, archiviata la campagna elettorale delle regionali di novembre, l’operazione andrà ancora avanti, come pure quanti ritengono che lo scenario sia completamente mutato rispetto ai mesi scorsi, quando l’idea nacque per tentare di salvare dal fallimento la compagnia greca Lumiwings acquisendone l’intero capitale sociale e assicurando in tal modo la continuità dei voli da e per l’aeroporto Gino Lisa di Foggia. Poi questo proposito è stato archiviato e Lumiwings è uscita di scena, facendo posto alla molto più solida compagnia romana Aeroitalia del ceo Gaetano Intrieri.
Proprio la solidità di Aeroitalia è il motivo per cui c’è chi oggi dubita della bontà dell’iniziativa Puglia Sky, ritenendo che non abbia senso lanciarsi con una compagnia ex novo, che parte da zero, quando c’è già la seconda compagnia italiana arrivata in Puglia e intenzionata a espandersi dal capoluogo daunio a Bari e Brindisi.
I due imprenditori foggiani avrebbero avuto interesse a rilevare Lumiwings, mentre oggi sono sicuramente meno allettati dalla diversa strategia di Puglia Sky, per la quale “stanno spingendo soprattutto i baresi”, come dicono i beninformati a l’Attacco. Un chiaro riferimento in primis a Ladisa. Chi, infine, sta meditando sulla possibilità di aggregarsi ai soci fondatori valuta tutti questi aspetti.
“Mescia è conosciuto per essere un imprenditore, oltre che di successo, estremamente oculato. Insomma, uno che non fa investimenti a perdere”, dicono alcuni imprenditori foggiani. “Se lui ci crede è una garanzia. Ma c’è al contempo anche il dubbio: e se tutto si smontasse, finendo come una bolla di sapone, dopo le elezioni?”.
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