Porto turistico Peschici, procede iter progetto milionario: entusiasmo e prudenza per le criticità tecniche

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Un investimento da oltre 5,8 milioni di euro per trasformare l’attuale approdo di Peschici in un porto turistico attrezzato. Con questa impostazione la giunta comunale ha approvato la presa d’atto del progetto esecutivo necessario per l’invio della documentazione alla Regione Puglia e l’avvio della conferenza dei servizi che dovrà raccogliere i pareri tecnici degli enti competenti. L’intervento viene indicato dall’amministrazione come una delle opere strategiche per rafforzare l’offerta turistica e infrastrutturale del territorio, con l’obiettivo di migliorare sicurezza, servizi e funzionalità dell’area portuale. Il sindaco Luigi D’Arenzo ha evidenziato come l’opera rappresenti “un’infrastruttura fondamentale per la città, capace di generare sviluppo economico, nuove opportunità occupazionali e un rafforzamento complessivo dell’offerta turistica”. Nelle intenzioni dell’amministrazione, il nuovo porto dovrebbe contribuire a rendere Peschici più competitiva all’interno del sistema della portualità turistica del Gargano, accanto agli scali già presenti lungo la costa. Proprio la presenza di altri porti turistici relativamente vicini - da Rodi Garganico a Vieste fino a Manfredonia - alimenta però alcune riflessioni tra gli operatori del settore, che accolgono con favore l’investimento ma invitano a valutare attentamente sia le soluzioni tecniche sia il reale bacino d’utenza dell’infrastruttura. Nicola Costante, dell’Agenzia Tour delle Grotte di Peschici, sottolinea come il progetto rappresenti “una buona opportunità, ma solo se accompagnato da interventi strutturali sulla sicurezza dell’ingresso portuale. Il porto - spiega a l’Attacco - è esposto ai venti di grecale, tramontana e soprattutto greco-levante, che si infilano direttamente nell’imboccatura, stretta e lunga oltre cinquanta metri. In alcune mareggiate siamo stati costretti a passare intere notti a sorvegliare le imbarcazioni, con cime e bitte che rischiavano di saltare per la forza del mare”. Secondo Costante, prima di qualsiasi ampliamento interno sarebbe necessario realizzare un frangiflutto esterno, “un pennello di protezione che i pescatori chiedono da oltre quarant’anni”, capace di deviare le correnti, ridurre l’insabbiamento e rendere più sicuro l’accesso al porto. 

“Abbiamo già avuto incontri con i tecnici e con l’amministrazione per spiegare queste criticità - aggiunge - perché chi lavora qui conosce bene il comportamento dei venti e delle correnti. Senza questo intervento preliminare il rischio è di realizzare nuove banchine senza risolvere i problemi strutturali esistenti”.

Lo stesso Costante invita inoltre a una valutazione realistica della domanda potenziale. “Anche con il nuovo assetto, il numero dei posti barca non sarebbe elevatissimo e il bacino d’utenza non enorme, considerando la presenza di altri porti turistici lungo la costa. L’infrastruttura avrebbe comunque un valore, ma va dimensionata e progettata tenendo conto di questi elementi”.

Una posizione articolata arriva anche dal comparto dei collegamenti marittimi. Leonardo Angelicchio, responsabile comunicazione di Navi Tremiti - Tour Gargano, definisce “assolutamente positiva” la prospettiva di un porto turistico, sottolineando però come tra gli operatori convivano entusiasmo e prudenza. 

“Un porto moderno porterebbe servizi migliori, indotto economico e nuove opportunità occupazionali - spiega - e permetterebbe di gestire con maggiore efficienza i flussi turistici verso le Tremiti e lungo la costa garganica, che già oggi sono numericamente molto consistenti”. Allo stesso tempo, Angelicchio evidenzia come negli anni “si siano susseguiti annunci e interventi parziali, soprattutto sul dragaggio dei fondali, senza soluzioni definitive”, motivo per cui il settore guarda al progetto “con interesse ma anche con una certa cautela”.

L’attuale approdo, osserva, “funziona più come punto di appoggio che come vero porto”, con fondali bassi e spazi limitati che rendono complessa la gestione delle imbarcazioni nei periodi di maggiore afflusso. “Un’infrastruttura adeguata consentirebbe di ampliare le rotte, migliorare i servizi ai passeggeri e organizzare in modo più efficiente l’accoglienza, anche dal punto di vista dei parcheggi e della logistica”. 

Angelicchio sottolinea inoltre come il sistema portuale garganico sia già articolato e competitivo, ma proprio per questo “Peschici non può restare priva di una struttura moderna, altrimenti rischia di restare marginale rispetto agli altri scali”.

Il progetto approvato dal Comune rappresenta dunque un passaggio significativo dopo anni di interventi limitati e manutenzioni parziali, ma la fase autorizzativa e tecnica che si apre sarà determinante per definire tempi, modalità e caratteristiche definitive dell’opera. Gli operatori del settore, pur esprimendo interesse e disponibilità a collaborare, chiedono che l’infrastruttura venga progettata tenendo conto delle criticità tecniche e delle reali esigenze del comparto, affinché il porto turistico non sia soltanto un intervento infrastrutturale, ma un investimento realmente funzionale allo sviluppo economico e turistico dell’intero territorio.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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