Turismo 2025, Capitanata terza per arrivi e presenze (e cresce meno di quasi tutto il resto della Puglia)

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È una Puglia autentica, attenta ai territori e a un turismo che cresce in armonia con le comunità quella presentata ieri alla 46esima edizione della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano. Lo conferma il Report sui flussi turistici del 2025, presentato nel corso della conferenza stampa istituzionale “Il turismo in Puglia nel 2026: evidenze, dinamiche e prospettive per il nuovo equilibrio territoriale” dal presidente della Regione Antonio Decaro, dalla neo assessora viestana al turismo e alla promozione Graziamaria Starace e dal commissario di Pugliapromozione Luca Scandale. Nello scorso anno la regione ha consolidato il suo ruolo come protagonista internazionale del turismo esperienziale, la Puglia è conosciuta come meta dinamica e attrattiva nel Mediterraneo, capace di generare valore e occupazione nei territori. I dati Istat/SPOT dell’Osservatorio turistico di Pugliapromozione, ancora provvisori ma riferiti al 92% della capacità ricettiva, mostrano infatti una forte crescita: si registrano oltre 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze. Rispetto al 2024 gli arrivi crescono del +13% e le presenze del +10%, mentre la componente internazionale traina i risultati con arrivi dall’estero in aumento del +25%. Le presenze straniere crescono del +23%, raggiungendo 8,6 milioni nel 2025, mentre il turismo domestico cresce più lentamente ma resta solido, con +5% di arrivi e +4% di presenze. Rispetto al 2024, i flussi aumentano in tutti i mesi, soprattutto in primavera. Tra aprile e maggio gli incrementi arrivano fino al +30%, mentre in estate si attestano intorno al +10%. A dicembre le presenze superano le 500mila unità, rafforzando un modello turistico meno stagionale. Nel 2025 gli arrivi risultano in crescita in tutti i mesi rispetto al 2024, con incrementi particolarmente significativi nel periodo primaverile. Dopo un avvio d’anno positivo (+17% tra gennaio e febbraio), aprile e maggio registrano i valori di crescita più elevati (+23,5%), anche in relazione allo spostamento della Pasqua. Nei mesi estivi l’andamento resta positivo ma più contenuto (fino al +10%), mentre la seconda parte dell’anno mostra una buona tenuta dei flussi, con variazioni sempre positive e incrementi del +13% a dicembre. Anche le presenze aumentano in modo diffuso, con forti incrementi in primavera (aprile +29%) e una crescita sostenuta a inizio e fine anno. In estate la dinamica si stabilizza su valori più moderati, confermando livelli elevati di permanenza e un consolidamento della domanda. Nel mese di dicembre le presenze raggiungono le 500mila unità con un incremento del +17%. 

Nei diversi comparti turistici, l’alberghiero cresce del +7% negli arrivi e +6% nelle presenze, a conferma della costante attrattività delle strutture ricettive tradizionali, mentre l’extra-alberghiero registra un buon incremento degli arrivi (+14%) e delle presenze (+10%), segnale di un interesse crescente per soluzioni ricettive alternative. Il comparto delle locazioni turistiche vede il trend in crescita marcato con +28% negli arrivi e +25% nelle presenze. I dati evidenziano la crescita delle principali aree turistiche, ma anche uno sviluppo più equilibrato che include le aree interne.  Le quote riflettono un processo di decentramento del turismo che favorisce una distribuzione più equa dei flussi turistici, aiutando a rilanciare economicamente anche le zone rurali e interne, con un impatto positivo sullo sviluppo di infrastrutture, servizi e opportunità nelle aree meno urbanizzate.

Ecco i numeri: per arrivi prima la provincia di Bari a quota 2.285.530 (+17%), seconda Lecce a 1.748.438 (+11%), terza Foggia a 1.135.917 (+10%), quarta Brindisi a 850.200 (+11%), quinta Taranto a 444.417 (+12%) e infine la piccola Bat a 227.582 (+8%). Rispetto alle presenze, Lecce a quota 7.467.989 (+8%), poi Bari a 5.226.083 (+16%), terza Foggia a 4.796.622 (+6%), quarta Brindisi a 2.923.861 (+9%), infine Taranto a 1.653.178 (+14%) e Bat a 586.654 (+16%).

La Puglia rafforza inoltre il suo profilo internazionale grazie ai mercati esteri. Francia e Germania si confermano ai primi posti per volumi di presenze, mentre gli Stati Uniti consolidano il loro ruolo di primo mercato extra-europeo. Particolarmente dinamici risultano i Paesi dell’Est Europa e del Sud America, con tassi di crescita che segnalano nuove opportunità di posizionamento e una crescente diversificazione della domanda. Nel complesso, il tasso di internazionalizzazione raggiunge livelli storici, con gli arrivi stranieri che rappresentano ormai il 45% del totale. Le presenze dalla Francia sono state oltre 1,2 milioni di notti (+22% sul 2024), dalla Germania 1,1 milioni. Si conferma il ruolo strategico degli USA al terzo posto, che superano le 608.000 presenze e segnando un incremento del 26,5%, si consolida come il primo mercato extra-europeo per volumi e permanenza. I mercati dell’Est Europa e del Sud America mostrano i tassi di crescita più dinamici anche in termini di pernottamenti: spiccano la Polonia (580mila presenze, +30%) e la Romania (+61%). Risultato eccellente per l’Argentina, che incrementa le presenze del +71%.

Tra i comuni delle aree interne pugliesi si segnala la crescita significativa di San Giovanni Rotondo (+63.347 presenze, +14,9%) e Alberobello (+57.309, +17,3%).  Andamenti positivi anche per Martina Franca (+34.401, +18,1%), Conversano (+21.209, +21,1%) e Lucera capitale regionale della cultura (+11.550, +38,9%). Crescite solide interessano inoltre Putignano (+7.001, +27,9%), San Severo (+6.043, +19,2%) e Noci (+4.463, +11,9%). Da segnalare infine le variazioni percentuali più marcate di San Ferdinando di Puglia (+89,1%) e Castelnuovo della Daunia (+79,1%), che evidenziano segnali di forte dinamismo locale.

Tra il 2015 e il 2025 si osserva un forte e progressivo aumento del peso della componente straniera, interrotto temporaneamente nel 2020 a causa della pandemia. Nel 2025 gli arrivi stranieri rappresentano il 45% del totale, mentre le presenze straniere raggiungono il 38%, evidenziando una crescente attrattività internazionale della destinazione. Parallelamente diminuisce l’incidenza del mercato domestico, che resta comunque prevalente in termini di presenze. Il trend complessivo conferma un rapido processo di apertura e consolidamento sui mercati esteri. Nel periodo dal 2015 al 2024, la Puglia si colloca al secondo posto dopo il Lazio, con un aumento del 32,3% (13.526.151 presenze nel 2015, 17.894.361 nel 2024). Questa crescita significativa conferma la sua ascesa come meta turistica di primaria importanza, con un tasso di variazione quasi il doppio della media nazionale. Rispetto all’impatto economico, nel 2025 la filiera del turismo vale 13,9 miliardi, il 16,3% del valore aggiunto totale regionale occupando circa 200.000 addetti. In Capitanata il turismo pesa per il 14,5% del valore aggiunto totale (1.748 milioni di euro), rispetto al 14,8% di Bari (4.542 mln), al 12,9% di Taranto (1.568 mln), al 21,1% di Brindisi (1.659 mln), al 22,4% di Lecce (3.421 mln) e al 13,8% della Bat (955 mln). La spesa dei turisti stranieri è oltre 1,8 miliardi di euro, quasi il triplo rispetto al 2019. L’effetto della crescita turistica si ripercuote anche sulla crescita dell’imposta di soggiorno che ha raggiunto 26,3 milioni, con una variazione del +14% rispetto al 2024.

Reazioni

I dati raccontano una Puglia che, negli ultimi anni, ha compiuto una crescita complessiva a doppia cifra”, ha detto ieri il presidente della Regione Antonio Decaro. “Nel solco di questo lavoro vogliamo continuare per intercettare nuovi mercati e nuovi target. Ma non basta dire quante persone vengono a visitarci. Dobbiamo capire come vivono la Puglia, quali esperienze cercano, che tipo di relazione instaurano con i territori che attraversano. I dati ci dicono, ad esempio, che la crescita non riguarda solo le destinazioni più note. Accanto a Bari e Lecce, crescono Foggia, Taranto, Brindisi, la BAT. E crescono molti comuni dell’entroterra. Il turismo può diventare una leva di riequilibrio territoriale, non solo un fattore di concentrazione. Anche la stagionalità ci restituisce un’indicazione interessante: la crescita più forte avviene nei mesi primaverili e in autunno inoltrato, mentre l’estate si consolida. Oggi convivono due Puglie turistiche. C’è una Puglia che in alcuni periodi dell’anno è satura e soffre il peso del turismo. E c’è una Puglia ancora inesplorata che può strategicamente incrociare tutte le leve che i dati ci mostrano. Ed è qui che si apre la Puglia dei prossimi anni, qui comincia la nostra visione sul turismo che vogliamo.
Un turismo che distribuisca i flussi, che accompagni le persone fuori dai luoghi saturi, che rafforzi servizi, economie e comunità locali. Un turismo che non pesa sui territori, ma li rende più forti. Che non consuma i luoghi, ma li attraversa con rispetto. Esiste una Puglia che comincia dove gli occhi dei viaggiatori non sono ancora arrivati. Una Puglia inattesa, non ancora completamente raccontata, che esprime il senso più autentico del viaggio: scoprire ciò che non si conosce. È la Puglia dell’entroterra, dei cammini, della montagna, dei borghi. La Puglia dove ci si può disconnettere dalla frenesia quotidiana, respirare aria pulita, assaggiare cibi che forse neanche noi pugliesi conosciamo. È la Puglia che non è ancora stata fotografata e replicata all’infinito. È la Puglia dei paesi antichi che per molti possono diventare, anche solo per un periodo, una nuova casa. Perché questo si trova in Puglia: una dimensione che ha il sapore della casa, dei legami, dell’accoglienza. Ed è lungo queste strade che vogliamo accompagnare i viaggiatori dei prossimi anni”, ha concluso Decaro.

“La Puglia cresce in modo equilibrato. Equilibrio significa turismo responsabile”, ha fatto eco l’assessora al turismo Graziamaria Starace. “I dati confermano una traiettoria positiva, il turismo internazionale registra una crescita del 25%, segno di una regione sempre più attrattiva sui mercati esteri. Ma il nostro obiettivo non è soltanto aumentare i flussi: è distribuirli nel tempo e nello spazio, riducendo la pressione sulle aree più esposte e accompagnando lo sviluppo con una visione di lungo periodo. Le aree interne sono al centro del nostro racconto 2026. La nostra azione si fonda su due leve complementari: infrastrutture e comunicazione. Rendere questi luoghi raggiungibili e fruibili, e al tempo stesso trasformare cammini, borghi, cooperative di comunità e integrazione tra turismo, agricoltura e cultura in narrazioni riconoscibili e competitive tutto l’anno”.  

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testatina dillo al direttore WEB

 



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