Tra tradizione, strategie industriali e numeri in continua crescita, Bari torna capitale del turismo italiano con la XII edizione della BTM – Business Tourism Management, in corso fino al 27 febbraio alla Fiera del Levante di Bari. Una manifestazione che, anno dopo anno, si è trasformata in uno snodo fondamentale per operatori, istituzioni e mercati internazionali, sostenuta dalla Regione Puglia e da Pugliapromozione, e capace di raccontare l’evoluzione del turismo come vera politica industriale. L’apertura è stata affidata a un’immagine diventata subito simbolica: la ministra del Turismo Daniela Santanchè alle prese con le orecchiette, gesto che racchiude l’identità pugliese e il senso profondo dell’accoglienza. Ma dietro il folklore, il messaggio è stato netto: basta turismo predatorio, serve qualità, sostenibilità e rispetto delle comunità locali. Un cambio di passo che guarda a un’Italia capace di valorizzare i territori senza consumarli. La BTM 2026 si muove su numeri imponenti: oltre 545 espositori tra aziende, enti e istituzioni, 80 buyer nazionali e internazionali, 60 tour operator e 270 agenti di viaggio, sulla scia delle 49mila presenze dell’ultima edizione. I panel inaugurali hanno acceso il confronto sul futuro del comparto: destagionalizzazione, formazione, infrastrutture, marketing territoriale e grandi eventi come volano di sviluppo. La ministra ha sottolineato come la Puglia, pur in forte crescita, debba liberarsi dall’etichetta di destinazione solo balneare, puntando su cammini, cultura, benessere e turismo esperienziale. Allo stesso tempo, amministratori locali e operatori hanno messo sul tavolo una sfida nuova: governare il successo. Bari, cresciuta in dieci anni a ritmi record, è oggi una destinazione matura che deve trasformare l’aumento dei flussi in qualità dei servizi, vivibilità urbana e occupazione stabile. La BTM non è più solo una fiera, ma un laboratorio di visioni, dove pubblico e privato costruiscono insieme le strategie del turismo che verrà. Un turismo che parte dalle mani nella farina per arrivare alle politiche industriali, che racconta territori autentici ma parla ai mercati globali. Ed è proprio da qui, da Bari, che prende forma una nuova idea di viaggio in Italia: meno consumo dei luoghi, più valore per le comunità, più qualità dell’esperienza. Una sfida ambiziosa, ma ormai inevitabile per il futuro del settore.
Si apre con un’immagine simbolica e fortemente identitaria la XII edizione della BTM Italia – Business Tourism Management: la ministra del Turismo Daniela Santanchè che impara a realizzare le orecchiette, emblema della tradizione gastronomica pugliese. Un gesto semplice, ma carico di significato, che racconta l’anima dell’evento in scena dal 25 al 27 febbraio presso la Fiera del Levante di Bari: un turismo che parte dalle radici per costruire sviluppo. Promossa dalla Regione Puglia con il supporto di Pugliapromozione, la BTM si conferma uno dei principali appuntamenti fieristici del settore in Italia, punto di incontro tra istituzioni, operatori e mercati internazionali. Oltre 545 espositori, 80 buyer nazionali e stranieri, 60 tour operator e 270 agenti di viaggio animano gli spazi della fiera, sulla scia delle 49mila presenze registrate nell’ultima edizione. Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stato il panel “Il turismo come politica industriale: competitività, territori e mercati”, con la partecipazione, oltre alla ministra Santanchè, dell’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace, della presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli, dell’amministratrice delegata di Enit SpA Ivana Jelinic e del presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Maria Vasile. Nel suo intervento, la ministra ha ribadito la linea tracciata dal governo: “Dobbiamo far sì che il turismo sia di qualità e non di quantità. Non vogliamo un turismo predatorio che mette in conflitto le comunità locali con i turisti. Il turismo deve essere una possibilità di sviluppo, lavoro e crescita per i territori”. Un cambio di paradigma che guarda alla sostenibilità dei flussi e alla valorizzazione delle eccellenze locali. Santanchè ha poi posto l’accento sulle grandi opportunità ancora da cogliere in Puglia: una regione in forte crescita, ma ancora troppo legata al turismo balneare. “Bisogna destagionalizzare, ha spiegato. La Puglia può e deve essere molto di più”. In questa strategia rientrano anche gli investimenti sui cammini religiosi e naturalistici, sostenuti con oltre 35 milioni di euro, pensati per attrarre viaggiatori durante tutto l’anno e valorizzare le aree interne. Non sono mancati i riferimenti ai grandi eventi come leva di promozione: dalle Olimpiadi di Milano-Cortina ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, occasioni capaci di accendere i riflettori sul Sud e rafforzare l’attrattività dell’Italia nel mondo. Accanto alla visione nazionale, la voce del territorio è arrivata forte attraverso l’assessora Starace, che ha raccontato il valore dell’accoglienza pugliese già alla vigilia della fiera. “Abbiamo ospitato i buyer davanti alla Basilica di San Nicola, nel Convento dei Pellegrini, ha spiegato. È stato un momento simbolico ma potentissimo: la Puglia che accoglie chi arriva da ogni parte del mondo per scoprire e acquistare la nostra offerta turistica”. Un’accoglienza che va oltre la bellezza dei luoghi: “La nostra forza è anche immateriale, ha sottolineato, fatta di radici, identità, spirito di ospitalità. Ognuno di noi è un pellegrino nella vita, fa il suo cammino, e la Puglia deve essere lo spazio in cui il visitatore trova serenità, natura e cultura”. Starace ha inoltre ribadito il ruolo strategico della BTM nel panorama fieristico nazionale: terza fiera del turismo in Italia, con riscontri concreti in termini di contatti, collaborazioni e ritorni economici. “I numeri dei follow up sono positivi e dimostrano che questa manifestazione funziona davvero per promuovere la Puglia nel mondo”, ha affermato. Un tema centrale emerso dal confronto è stato quello della formazione, rilanciato con decisione dalla presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli. “La formazione è l’elemento sul quale dobbiamo battere di più, ha spiegato, perché dobbiamo alzare l’asticella dell’accoglienza e possiamo farlo solo attraverso persone ben preparate, capaci di rispondere alle nuove esigenze del turista”. Secondo Lalli, la Puglia oggi dispone di un’offerta turistica di altissimo livello e di una notorietà ormai consolidata sui mercati internazionali. “Ora dobbiamo completare questo percorso, ha aggiunto, portando la qualità dei servizi allo stesso livello dell’attrattività dei luoghi”. Un ragionamento che si lega direttamente alla necessità di allungare la stagione turistica. “La Puglia non è solo mare, ha ricordato, ma anche cultura, enogastronomia, wellness, terme, sport ed eventi. Tutti elementi che possono essere promossi insieme per costruire un turismo distribuito nell’arco dell’anno”. Un modello che non significa soltanto aumentare i flussi, ma soprattutto creare occupazione stabile e duratura. “Destagionalizzare vuol dire offrire lavoro continuativo, dare certezze alle persone e rafforzare il tessuto economico dei territori”. Infine, il richiamo alla collaborazione come chiave di ogni sviluppo: “La crescita vera, ha concluso Lalli, nasce solo quando pubblico e privato lavorano insieme, a livello regionale e nazionale. La Puglia ce lo sta dimostrando”. Tra panel tematici, incontri B2B e workshop sui nuovi trend, dal cicloturismo al turismo natura, in forte espansione nella regione, la BTM 2026 restituisce l’immagine di un comparto in evoluzione, sempre più orientato alla qualità, alla sostenibilità e alla professionalizzazione. E così, dalle mani nella farina per modellare le orecchiette ai tavoli di lavoro internazionali, Bari diventa per tre giorni il laboratorio del turismo italiano che verrà: un turismo capace di valorizzare le identità locali, generare sviluppo equilibrato e trasformare l’accoglienza in una vera politica industriale.
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