Martina Lukaszek, un lancio nel futuro con il suo disco: il più lontano possibile...

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L’atletica leggera foggiana negli ultimi anni sta fornendo grandi risultati. Tra le giovani più promettenti della nuova generazione c’è sicuramente Martina Lukaszek. Il suo palmarès vanta già quattro ori e un argento ottenuti nelle varie edizioni dei Campionati italiani. I presupposti ci sono tutti, la speranza è che possa continuare così, lanciata come il suo disco verso nuovi traguardi, più lontano possibile. 

Sei divisa tra Italia, Brasile e Polonia. Ti va di raccontare di più sulle tue origini?
Mia mamma è polacca, e all’età di diciotto anni si è trasferita a Foggia, qui ha incontrato mio padre, brasiliano, e nel ‘06 sono nata io.

Come e quando ti sei avvicinata al mondo dell’atletica?

Un amico di mia madre mi vedeva sempre correre e saltare dappertutto e per farmi sfogare le ha consigliato di portarmi ad atletica. Ho fatto la prima lezione a tre anni e mezzo, ma la odiavo perché la vedevo come una punizione. Poi però me ne sono innamorata.

Hai cominciato la tua carriera sportiva in diverse discipline. Qual è stato il momento in cui hai capito fosse il lancio del disco la tua specialità?

Ho sempre fatto atletica e in parallelo ho provato numerosi sport, anche di squadra. A 12 anni ho avuto un brutto incidente che mi ha costretta a stare ferma un anno: ho rotto tibia, perone, i malleoli e lesionato il collo del piede. È stata dura, avevo perso la forma fisica, ma in compenso avevo guadagnato 20 centimetri in altezza, e le braccia mi arrivavano alle ginocchia. Quando il mio attuale allenatore mi ha vista, ha detto che per la mia struttura fisica avrei dovuto fare disco e così ho cominciato.

Hai parlato del tuo allenatore, Ivano Del Grosso. Quanto è stato importante per la tua crescita sportiva e umana?

Mi allena dal ‘20 e, come detto, è stato lui a indirizzarmi verso questa disciplina. AncheIvano lanciava, quindi è ben piazzato, ed è pieno di tatuaggi. All’inizio, essendo piccola, un po' mi impauriva, però ha saputo mettermi subito a mio agio e ora non posso desiderare allenatore migliore. Sa tutto di me e io gli racconto tutto.

Ad oggi il tuo personal best è di 45.07 metri. Di quanto vorresti ritoccarlo entro il ‘26?

Con la preparazione che sto facendo mi aspetto grandi cose, non mi piace parlare di misure, ma sicuramente sopra i 50 metri.

Sei primatista regionale nel disco nelle categorie Allieve e Juniores. Cosa significano per te questi risultati?

Il mio record nella categoria Allieve resisteva da 50 anni, magari potrei restare anche io nella storia e chi verrà dopo di me, leggendo il mio nome, mi conoscerà. È una bella sensazione.

Hai portato Foggia al Festival Olimpico della Gioventù Europea. Com’è stato confrontarsi con atlete provenienti da tutto il continente?

È stata dura, ho trovato molte ragazze che facevano misure che neanche sognavo, però mi ha stimolato moltissimo.

Da qualche anno ti cimenti anche con il getto del peso. Credi di poter essere competitiva anche per questa disciplina?

Assolutamente no. Molte discobole lo fanno, ma io, abituata alla pedana del disco che è più grande e avendo una rotazione molto larga, non mi ci trovo e inoltre non mi appassiona.

Pensi che Foggia sia una città adatta per maturare sportivamente?

Per le strutture che ha a disposizione è ben fornita, in tutti gli sport. Ora stiamo rinnovando il nostro campo di atletica e accanto faremo un piccolo campetto indoor con un pistino di 60 metri. L’unica pecca è fuori dalla pedana, un ambiente un po' ostile.

Chi sono, nello sport e nella vita, i tuoi idoli?

Nella vita devo tutto a mia mamma, ha tanto coraggio, è la persona più forte che conosca. Nel disco mi ha impressionata Sandra Perkovi quando vidi un suo lancio sopra i 70 metri pensai: chissà che un giorno non lanci anche io così. 

I tuoi prossimi obiettivi?

Prima dei Campionati invernali di marzo, ai quali punto al primo posto, avrò una gara che mi aiuterà a rientrare. Durante l’anno farò altre gare per migliorare la prestazione e arrivare ai Campionati italiani di luglio nella migliore condizione possibile. Dopo il diploma, farò Scienze Motorie, perché in futuro mi piacerebbe molto allenare. Credo sia una bella soddisfazione crescere un atleta e vederlo fare risultati e vincere titoli.

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