No Vax e No Green Pass, l’assessore Salvemini si adegua: “Spero non si vada oltre 3 dosi”

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Il primo Consiglio comunale della neonata Amministrazione guidata da Gianni Rotice si svolgerà martedì 21 dicembre prossimo, alle ore 16, nella consueta locazione

dell’aula consiliare di Palazzo San Domenico.

È stato il primo cittadino stesso a convocarlo, anziché il presidente del Consiglio, visto che questa ultima figura sarà individuata proprio nel corso della prima assise.

In fondo al testo che ufficializza l’esordio di 20 consiglieri comunali sui 24 complessivi, è indicato che “all’ingresso sarà richiesta l’esibizione del Green pass”.

Quando Angelo Riccardi terminò prematuramente la sua seconda Amministrazione, a fine aprile 2019, nessuno immaginava la pandemia che di lì a qualche mese avrebbe colpito la popolazione mondiale. Non c’erano mai stati Consigli comunali con obbligo di mascherina. Né ci sono stati successivamente al Covid-19, dal momento che c’era la Commissione straordinaria, chiamata in Comune ad esercitare con i poteri della Giunta e del Consiglio. Non facevano riunioni pubbliche, non essendo previsto così, quando decidevano le sorti della comunità sipontina.

Stavolta il pubblico può assistere, alle condizioni previste dalle norme vigenti, quindi con mascherine e osservando il distanziamento, ma più di qualcuno si è chiesto se gli attuali amministratori, più che gli eventuali spettatori, posseggano il Green pass. Molti hanno fatto riferimento ad uno in particolare, visto che lui non ha mai fatto mistero delle proprie posizioni piuttosto scettiche tanto sul vaccino quanto sul Green pass: l’attuale assessore ai Lavori pubblici Angelo Salvemini.

Il 41enne avvocato ha più volte lanciato strali all’indirizzo dei vaccini e, ancor più, del Green pass, offrendo anche spunti per sorridere, come il video dove si rilassa a mare con amici su una moto d’acqua e l’accompagna con la didascalia: “Sulla mia moto si sale senza Green pass”. Circa tre mesi fa tuonava sui social scrivendo, a conforto del suo punto di vista, che “anche in Parlamento (luogo chiuso) non è obbligatorio il Green pass… così, mi andava di dirlo”. Era di lì ad arrivare l’obbligo anche per deputati e senatori, confermato nella sua legittimità due giorni fa dalla Corte Costituzionale.

Le FAQ del Ministero per la Pubblica Amministrazione chiariscono che “i titolari di cariche elettive, di cariche istituzionali di vertice e i componenti di organi, dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021 (procrastinato al 31 marzo, ndr), per accedere ai luoghi in cui esercitano le loro funzioni devono possedere ed esibire la certificazione verde Covid-19, salvo esenzioni dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica”.

E Salvemini cosa farà al prossimo Consiglio comunale?
Glielo ha chiesto direttamente l’Attacco e l’assessore è stato disponibile chiarendo senza troppi fronzoli che “ho fatto la prima dose del vaccino, una settimana fa. Ho avuto anche un po' di febbre, trovandomi costretto a mancare all’evento con il procuratore Nicola Gratteri di domenica scorsa, al teatro Dalla”.

Ha saltato il fosso ed è entrato anche lui, allora, nel novero di quei poco meno di 48 milioni di italiani che hanno fatto almeno una dose di vaccino, circa l’88,37% della popolazione over 12.
Si può pensare che l’attuale carica istituzionale abbia inciso in qualche modo nella tempistica con cui l’assessore Salvemini si è deciso a farsi vaccinare. Lui lo conferma specificando che “ho voluto anche rinunciare all’incarico legale per 7 assistiti che mi avevano nominato, relativamente ad un processo dove è contestato loro il 416 bis (associazione di tipo mafioso, ndr), per ovvie ragioni di opportunità. Ho accettato di vaccinarmi, perché adesso ho un incarico pubblico per il quale non esiste più ‘io’ ma ‘io per gli altri’. Figurarsi, quindi, se voglia violare le norme”.

In un certo qual modo, è stata un’azione comunque ‘obtorto collo’. “Io sono contrario al Green pass – ribadisce l’assessore ai Lavori pubblici -, perché non condivido le modalità del suo concepimento. A questo riguardo, sono dell’avviso che sia più efficace un tampone piuttosto che il Green pass, in particolar modo nei luoghi più affollati”.

A metà agosto scorso, scriveva: “Forza, fatevi prendere in giro….la terza per contrastare la Delta….poi la quarta per contrastare la Gamma è così via fino a prevedere almeno una dose all’anno. E le case farmaceutiche si saranno garantite gli ordini a vita….bacchettoni”. Adesso, invece, è di tutt’altro avviso e riferisce di aver “dovuto prendere atto dell’impossibilità di effettuare tamponi continuativi, dal momento che non avrei il tempo di andare a farli, oltre che in misura minore per il dispendio economico che comunque comportano”. Ergo, farà anche le successive dosi? Tra il serio e il faceto, risponde: “Sì, basta che ci fermiamo al massimo alla terza dose, anziché farcene una ogni nove mesi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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