Governo, “Dieci attivisti su dieci chiedono di staccare la spina al premier. Noi sempre più mortificati da manovre di palazzo”

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La ritrovata connessione sentimentale tra la base e gli eletti del M5S è tutta nei commenti degli attivisti di queste ore. Non si leggono voci contrarie rispetto all’uscita dal governo.
“Di sicuro la base grillina è in fermento e chiede a gran voce a Conte di staccare la spina a Draghi”, afferma a l’Attacco un parlamentare M5S di Capitanata. “Da giovedì le chat sono in subbuglio. Dieci attivisti su dieci chiedono di lasciare Draghi ai vari Renzi e Di Maio”.

Non preoccupano nemmeno i rumors su un Grillo in disaccordo. “Secondo me Grillo a questo giro avrà poco da dire perché la base preme affinchè si stacchi la spina a Draghi a causa di un Movimento sempre più mortificato da manovre di palazzo”.
Dello stesso tenore il post condiviso dall’assessora regionale al Welfare Rosa Barone: “Una cosa semplice semplice. I numeri Draghi li ha per andare avanti, infatti al Senato il DL Aiuti è passato. Ora sono liberi di continuare a distruggere le nostre leggi, senza di noi. Mentre in TV si assiste alla santificazione di Draghi a reti unificate”. Barone ha concluso con l’hashtag sarcastico “armi di distrazione di massa”. Applausi da attivisti e simpatizzanti, indietro non si torna.

Oltre 2mila sono stati coloro che hanno commentato favorevolmente quanto scritto mercoledì dall’europarlamentare Mario Furore: “Domani il MoVimento 5 Stelle non parteciperà al voto al Senato, non voterà la fiducia a questo governo. Lo faremo con coraggio e dignità. Grazie presidente Giuseppe Conte”.

Sui social è tutto un inveire degli attivisti 5S, con insulti di ogni tipo, contro il ministro Luigi Di Maio e gli altri “traditori” di Insieme per il futuro. La via è quella giusta, sentono gli eletti di Capitanata, che negli ultimi tempi avevano registrato con vero allarme la frattura venutasi a creare con la base. Nel momento in cui si scrive non c’è ancora traccia di dimissioni dei ministri pentastellati, non chiesta da Conte nell’assemblea di ieri. “Sebbene Dadone, Crippa e altri siano usciti con richiesta di rimanere al governo, ci sarà il consiglio nazionale la prossima settimana che esprimerà una posizione chiara sull’ipotesi di dimissioni”, fa sapere un parlamentare 5S. Resta poi da capire se la strategia di Conte con l’uscita dal governo per recuperare l’elettorato perso sarà efficace. Il M5S ha perso ulteriori pezzi e rischia di perderne altri. I numeri dell’implosione sono impressionanti. Dei 330 parlamentari di inizio legislatura (marzo 2018) sono rimasti meno della metà: i 221 deputati sono diventati 105, i 109 senatori crollati a 62. Chi spera che il governo vada avanti e, ciononostante, continua anche a credere nell’alleanza Pd-M5S (di cui fu il precursore) è il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

“Tutti gli italiani si augurano che Mario Draghi possa proseguire il suo lavoro, al di là della identità personale del presidente del Consiglio che pure credo sia straordinaria. Noi abbiamo centinaia di partite in corso che verrebbero interrotte dalla interruzione della attività di governo”, ha detto Emiliano.
“Alcune di queste partite sono importantissime, per esempio tutta la partita sulla decarbonizzazione di Taranto o il polo dell'idrogeno, tutte le attività legate agli investimenti sanitari, gli ospedali che stiamo costruendo che rischiano di arrestarsi perché tutte le nostre pratiche di integrazione dei finanziamenti si bloccherebbero laddove il governo dovesse interrompere la propria attività e fosse sostituito da un esecutivo di mera amministrazione. Non avremmo indirizzo politico definito. Sono esempi dei danni che una crisi di governo può determinare ed è il motivo per il quale mi auguro che le Camere respingano le dimissioni di Draghi e che si possa proseguire l'attività di governo”. Rispondendo alla domanda se questa crisi rappresenti il fallimento della alleanza con il M5S, Emiliano ha aggiunto: “Non credo. I 5 Stelle in questo momento vivono un travaglio molto intenso e io credo di poter comprendere il loro disagio, le loro difficoltà. Siamo pronti a dar loro una mano in tutti i modi possibili, perché questo significa essere alleati, non solo gli alleati del buon tempo ma anche gli alleati nei momenti difficili. chiaro però che per avere un aiuto devi essere disponibile a farti aiutare”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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