Secondo Maria Luisa Faro - deputata ex Movimento 5 Stelle passata di recente nelle file della nuova formazione politica del ministro Luigi Di Maio, e cioè Insieme per il futuro - “la crisi governativa in atto potrebbe avere effetti nefasti anche per la Puglia e la provincia di Foggia”. La parlamentare siciliana, sannicandrese d’adozione, spiega il perché.
“L’eventuale caduta di Draghi comporterà l’interruzione di tutta una serie di trattative nelle Conferenze Stato-Città e Stato-Regione circa la distribuzione non solo delle risorse del Pnrr, che arriveranno con la seconda tranche, ma anche del Fondo sviluppo e coesione. Per non parlare”, continua Faro, “del pericolo che corrono i Cis, ovvero i Contratti istituzionali di sviluppo. O dei Comuni che si stanno svenando per far fruttare i bandi del Pnrr, che prevedono una corsa contro il tempo”.
“Ricordiamoci”, evidenzia Faro, “che l’‘avvocato del popolo’ (l’ex premier Giuseppe Conte, presidente dei 5 Stelle ndr) ha fatto arrivare 200 miliardi, ma ora li sta buttando alle ortiche. Questi soldi sono concessi a scadenza e la loro erogazione è vincolata dagli obiettivi raggiunti. Abbiamo 100 obiettivi da raggiungere entro la fine del 2022 e finora solo 55 di essi sono stati centrati. Bisogna lavorare sul resto per avere la seconda tranche. Andare ad elezioni ad ottobre significa esercizio provvisorio e paralisi su tutto ciò su cui invece questo Governo stava operando: dalle battaglie in Europa sul caro bollette e benzina agli interventi di contrasto all’inflazione, fino al taglio del cuneo fiscale, che doveva essere sviluppato nella legge di Bilancio. Senza scordare le trattative sul salario minimo e il cashback fiscale inserito nella delega fiscale: battaglie, quest’ultime, dello stesso Movimento 5 Stelle, il quale ha alzato un muro quando da parte del Governo Draghi non c’era alcuna preclusione nei confronti della ‘lista della spesa’ presentata da Conte. Come può una forza politica che dovrebbe rappresentare 11 milioni di italiani creare una crisi governativa in un momento di così grande difficoltà per gli italiani?”, si domanda l’ex grillina.
Per Faro si tratta di “una crisi pretestuosa e premeditata”.
“I 5 Stelle hanno fatto mancare la fiducia al Governo su un Decreto Aiuti da 14 miliardi di euro, contestando una norma ‘sull’inceneritore a Roma’ che invece non c’è, perché in quel documento non si parla mai di ‘inceneritore’ ma di ‘poteri speciali conferiti al Commissario’. Per apparire coerenti con se stessi hanno creato una crisi insensata”, sottolinea.
L’artefice della sortita di Conte, nemmeno un anno fa, a San Nicandro Garganico per il sostegno all’allora candidato sindaco Matteo Vocale, ha mutato il proprio giudizio sull’ex premier: “Speravo che traghettasse il Movimento 5 Stelle in avanti e invece lo ha fatto regredire. E’ uno dei motivi per cui ho deciso di effettuare il passaggio con Di Maio. E poi”, continua Faro, “mi sentivo ormai avulsa dalle modalità decisionali interne ai 5Stelle ma anche dal loro modo di affrontare i problemi del Paese. Non è stato semplice per me lasciare perché in questi anni sono molto cresciuta dal punto di vista politico e amministrativo. Ma ad un certo punto sono andata via dal Movimento proprio per un maturato senso di responsabilità: quando giro per strada i cittadini mi chiedono non cosa succede a Roma ma quando arrivano gli aiuti e cosa vogliamo fare per sostenerli. Lo dico a tutti coloro che hanno tacciato di irresponsabilità la mia nuova scelta politica”.
All’opposto il giudizio di Faro su Draghi è molto migliorato nel tempo: “Non votai a cuor leggero la fiducia a questo Governo. L’attuale premier veniva demonizzato. Ma oggi devo ricredermi. Perché se non ci fosse stato Draghi, con la sua credibilità, non avremmo ottenuto i risultati che stiamo ottenendo. Ora si sta mettendo a repentaglio l’inverno degli italiani. Con il Governo paralizzato scoppierà ‘un’emergenza sociale’”.
Poi l’appello ai cittadini, replicando polemicamente alla ex compagna di partito Rosa Barone: “Ho letto da poco un post di una rappresentante dei 5 Stelle che scriveva ‘spegnete le tv’. Io invece faccio l’invito opposto: ‘Accendete le tv, ascoltate, leggete e informatevi il più possibile perché in questo momento tutti devono essere informati di ciò che sta succedendo’”.
Infine il giudizio sul M5S: “Lì la schizofrenia regna sovrana e non escludo che questa crisi porterà ad ulteriori spaccature al suo interno”.
E sul reddito di cittadinanza tanto difeso da Conte?
“Lo ritengo fondamentale, ha evitato una ‘rivoluzione sociale’. E infatti Draghi non la ha mai messo in discussione. Ma va sicuramente modificato nella parte che non funziona, cioè quella che riguarda la famosa ‘seconda fase dei Centri per l’impiego’. Bisogna capire dov’è il problema”.
Sulla crisi governativa è intervenuta, sui propri canali social, anche un’altra ex pentastellata, rappresentante della Capitanata in Parlamento: è la manfredoniana Francesca Troiano, ora in Italia Viva di Renzi, ovvero quanto di più lontano esista dal M5S.
“Centrati, dal Governo Draghi”, ha scritto la deputata, “tutti gli obiettivi per la seconda tranche dei finanziamenti Pnrr. Un grande lavoro messo in discussione dalla futilità di egoismi di parte. Unico obiettivo raggiunto: consegnare il futuro ai populismi, negare le opportunità ai giovani, rischiare di rendere inutili le risorse europee con il rischio di dover restituire il tutto con gli interessi”.
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