La scacchiera della politica italiana potrebbe arricchirsi di una nuova pedina: “Blablabla ti faccio sapere”. Non uno scherzo ma un vero e proprio Movimento di opinione pubblica nato pochi giorni fa da un’idea del foggiano Domenico Saldutto e dall’ascolano di origine Leo Lavi Tartaglia, oggi trasferito nel bergamasco. Le motivazioni? Tante.
“Fatti e non parole – si legge nel comunicato inviato a mezzo stampa - siamo stufi e stanchi di questa politica e i politici rappresentati da partiti e movimenti che predicano bene ma razzolano male. Comunichiamo al popolo italiano che presenteremo i punti del nostro programma per l'imminente tornata elettorale allo scopo di poterci presentare al Viminale con il nostro simbolo. Abbiamo bisogno di tutti per apporre le firme per la costituzione della lista con la presenza del nostro cartello elettorale. Ma al fine di organizzarci – evidenziano - dobbiamo predisporre i gruppi raccolta firme ed abbiamo bisogno di referenti sul territorio disponibili, oltre che entrare a far parte del coordinamento nazionale, per l'organizzazione della raccolta della sottoscrizione delle firme certi che tutti contribuiranno per una giusta e nobile causa”.
“Il nome del Movimento vuole essere una sorta di provocazione nei confronti di tutte quelle realtà politiche nate al fianco dei cittadini ed oggi più lontane che mai - spiega a l’Attacco Leo Tartaglia – ovviamente ci impegneremo a produrre fatti e non le solite parole trite e ritrite ascoltate in questi ultimi anni. Sono tantissimi i Movimenti del cambiamento, tutti partiti da buone proposte e poi trasformati nel tempo, lungo la vita politica di ciascuno. Partiamo senza nessuna presunzione – aggiunge – i nostri contenuti sono buoni e soprattutto onesti”.
Mai tesserati ma con una passione politica seminata negli anni vorrebbero ora “scardinare” il sistema. “Di Movimenti ce ne sono stati – rincara Tartaglia già candidato in passato – tutti partiti con buoni propositi. Poi, dopo le elezioni, spariscono e nessuno è più disponibile. Non abbiamo ideologie: ci interessa l’onestà delle persone. In passato in Germania si unirono destra e sinistra e fecero un governo tecnico che partorì tante cose buone. In Italia, purtroppo, non accade questo perché si è sempre soggetti a decisioni che piombano dall’alto, in seno ad un partito. Quindi se una persona di destra fa una buona proposta per il Paese o la città, quella di sinistra non l’accetta. E viceversa. Siamo di diverse vedute: se qualcuno propone cose fattibili e utili alla comunità devono essere sposate anche dalla controparte”.
Il Movimento è partito da pochissimi giorni e conta in Capitanata circa una ventina di persone che hanno sposato la causa. “Se riusciamo a raccogliere le firme ci candidiamo come Movimento alle prossime politiche – aggiunge Tartaglia – lo scopo è quello di capire la reazione e i pensieri della gente che si recherà alle urne durante la prossima tornata elettorale.
Non useremo chissà quali mezzi di comunicazione: ci affideremo prevalentemente ai social e ai nostri contatti”. Proiezioni concrete anche sul territorio di Foggia. “L’obiettivo è quello di arrivare alla formazione di liste da presentare al voto del 2023 – spiega l’uomo – dovremo solo capire quale sarà la risposta dei cittadini a questa nuova realtà politica”. Da dove partire? Dallo sviluppo del territorio e dal reddito di cittadinanza che “nasce da una buona idea ma oggi viene eseguito male” - ripete Tartaglia. “Per colpa dei disonesti devono pagare le persone perbene. E non c’è nessuno che dà alternative. Per carità, trovare lavoro non è facile ma come si fa a collocare una persona di 60 anni? Stiamo lavorando per stilare un programma concreto per le prossime politiche e grazie ai nostri referenti territoriali andare incontro alle esigenze di ciascuna provincia – conclude – il primo step sarà però quello di capire l’interesse delle persone verso questa nuova visione delle cose. Li abbiamo votati e ci hanno tradito. Restiamo con le mani conserte o ci rimbocchiamo le maniche e proviamo a cambiare le cose”?
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