L’ossessione legalitaria di Piemontese&Co, il sogno proibito si chiama Vaccaro

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Un occhio alle politiche del 25 settembre e un altro alle comunali foggiane di fine 2023. Raffaele Piemontese, vicepresidente della Regione con delega al bilancio e dominus del Pd in Capitanata, è impegnato su più fronti e, in attesa del via libera alle candidature degli assessori regionali che gli permetterebbe di correre per il Parlamento come nome forte del nord della Puglia (avvantaggiandosi del supporto dei sindaci garganici), continua a lavorare per riportare il Comune di Foggia al centrosinistra dopo le due consiliature targate Franco Landella.

Come avviene da tempo nel centrosinistra la ricetta non cambia e l’ossessione resta la stessa: la ricerca di una figura di alto profilo attorno alla quale costruire una coalizione capace di far convergere pezzi di Stato e di Deep State, mondi della legalità, società civile, partiti di centrosinistra e civici. Sì, anche il Deep State: quelle reti, lobby ed eminenze grigie che agiscono lontano dagli occhi dell’opinione pubblica, condizionando spesso agenda e scelte degli obiettivi pubblici.

Nei mesi scorsi, come rivelato da l’Attacco, i nomi su cui si sta ragionando erano quelli del penalista Gianluca Ursitti, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, della vicepresidente nazionale di Libera Daniela Marcone, ma soprattutto della professoressa sanseverese Donatella Curtotti, direttrice del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia (la cui candidatura l’avrebbe costretta a sfilarsi dalla corsa in Ateneo per il prossimo rettore). Da qui la richiesta di Piemontese al rettore Pierpaolo Limone di dare una mano, con Unifg, per quanto possibile, disposta a mettersi a disposizione anche con candidati di livello.

Prima ancora, negli anni Novanta, la seduzione legalitaria portò nel ’94 alla candidatura alle politiche, nelle liste dei Progressisti, del giudice Tonino D’Amelio, pm della costola foggiana di Mani pulite, e nel 1999 e nel 2004 alla scelta di Orazio Ciliberti (attuale presidente di Sezione del TAR Puglia) come candidato sindaco. Dal 2004, data dell’insediamento di Ciliberti a Palazzo di città, sono trascorsi 18 anni, un’era geologica in politica. L’ultimo desiderio di Piemontese&Co. porta più in alto rispetto ai mesi scorsi e conduce direttamente al vertice della Procura foggiana.

Stando a fonti regionali, sarebbe stata offerta la candidatura a sindaco nientemeno che al procuratore capo Ludovico Vaccaro, foggiano doc, classe 1960.

Del resto la Procura di Foggia ha indagato la presunta corruzione tangentizia di Palazzo di città, o meglio del centrodestra landelliano (con udienza preliminare che si concluderà a ottobre prossimo, quando si saprà sull’eventuale rinvio a giudizio di ex sindaco e ampia parte di quella maggioranza), come pure ha chiuso l’indagine sul presunto voto di scambio che coinvolge l’ex consigliere di maggioranza Danilo Maffei, protagonista di un esagerato boom di consensi alle regionali del 2020.

Chi, dunque, meglio di Vaccaro – devono aver pensato i dem – può personificare l’uomo di Stato, il volto pulito e integerrimo, la migliore proposta possibile alla città per risollevare Foggia dall’ignominia di esser diventata il secondo capoluogo di provincia in Italia sciolto per mafia (il solo al momento) e di aver visto indagata mezza maggioranza? 

Ma la suggestione Vaccaro è destinata a restare tale. E’ del tutto improbabile che il procuratore capo decida di accettare, specie in considerazione del fatto che alla pensione c’è ancora tempo visto che ai 70 anni di età mancano ancora 8 anni. Troppi per decidere di piantarla con la magistratura e di buttarsi nell’agone politico.

Senza contare che la vittoria annunciata di Meloni, Salvini e Berlusconi alle politiche farà indubbiamente da traino per le comunali e potrebbe rigenerare un centrodestra foggiano dato per morto lo scorso anno.

Infine, chi, come Piemontese, sta seguendo entrambe le partite in prima persone è il civico Rosario Cusmai, ex vicepresidente della Provincia e attuale consigliere di Emiliano per i rapporti con gli enti locali, il quale ha buone chance di strappare una candidatura al Parlamento.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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