Lo scontro Letta-Calenda libera posti per i civici. Mal di pancia nel centrodestra, decide la Meloni

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Sette collegi a Fratelli d’Italia, cinque alla Lega e tre a Forza Italia. I numeri sono i numeri e la formula definitiva per la ripartizione territoriale nel fronte dei moderati tarda a venire in presenza di alcune variabili indipendenti che potrebbero modificare e irritare i potenziali candidati.

In casa di Fratelli d’Italia, ad esempio, c’è qualche mal di pancia poiché da Roma il via libera sembra non sarà dato a tutti i consiglieri regionali. Solo un paio o al massimo tre di loro potrebbero ambire allo scranno in Parlamento, mentre per il resto sarà Meloni e Fitto a tracciare la linea definitiva e a dire l’ultima parola. Le poltrone restano molto ambite in quella parte del cosiddetto “arco costituzionale” ma bisognerà dare maggiore omogeneità agli equilibri su tutti i territori. Per avere certezza delle candidature si dovrà aspettare che il sole tramonti a Ferragosto.

Lo schema è tracciato ma ciò che è scritto per il momento sulla carta può subire delle variazioni sul tema. Ad esempio, il nome nuovo spuntato da qualche angolo della Puglia che potrebbe modificare la ripartizione è quello dell’oncologo Francesco Schittulli in rappresentanza di Noi per l’Italia. Posto che dovrebbe essere ceduto proprio dai meloniani.

Non è felicissima la situazione all’interno della Lega che, stando ai rumors, potrebbe cedere da uno a due collegi per riequilibrare il nord e offrire maggior spazio a Forza Italia e Udc. Ma anche nel partito del Carroccio tutti vorrebbero conquistare un posto in prima fila. Immancabile come in tutte le competizioni elettorali l’ipotesi del presidente dell’Invimit, Nuccio Altieri ma nel Barese la Tateo potrebbe anche abdicare in favore di un’altra presenza femminile. Il caos in queste ore è davvero enorme e le comunicazioni con le segreterie di partito sono particolarmente bollenti. Ma anche per le strade circolano gli imbecilli.

“Ci risiamo: puntuali come un orologio svizzero gli imbrattatori di sinistra, pseudoambientalisti, che con bombolette spray di vernice tossica si divertono a colorare - di rosso, ovviamente - i manifesti di Fratelli d'Italia e di Giorgia Meloni”. E' quanto scritto, in una nota congiunta, dal coordinamento regionale Fratelli d'Italia Puglia, dal gruppo regionale e dei consiglieri comunali e municipali di Bari. E’ accaduto nel capoluogo nelle scorse ore, ma - hanno aggiunto i dirigenti di Fdi - sono episodi a cui siamo abituati e che si sommano alla serie di insulti e dichiarazioni infanganti che leggiamo ormai da due settimane. Sintomo di una sinistra nervosa”.

Nell’altra parte dell’emisfero, quello progressista, il clima non è dei più sereni anche se la rottura del patto tra Calenda e Letta potrebbe in qualche modo riaprire i giochi per i civici di Emiliano, totalmente ignorati dalla Capitale. Gli spazi sono sempre più ristretti ma si attende l’esito proprio da Roma, dopo l’incontro in programma in queste ore tra Emiliano e il segretario nazionale dei democratici.

Si capirà se il governatore è riuscito a far comprendere che in Puglia i civici hanno il 20 per cento dei voti e che la situazione potrebbe evolvere anche a favore del movimento di Di Maio che in Puglia vede come caposaldo Marialuisa Faro. La partita dunque si potrebbe riaprire con un’ipotesi di lavoro già in campo, ovvero rivedere la griglia delle candidature.

Lo schema attuale vede nei listini bloccati del proporzionale al Senato la conferma di Francesco Boccia e Assuntela Messina. Per la Camera sono stati scelti il vice presidente della Giunta, Raffaele Piemontese, il segretario regionale Marco Lacarra a Bari, Ubaldo Pagano a Taranto e la presidente del Consiglio Regionale, Loredana Capone a Lecce. Il capo di gabinetto Stefano Romanazzi, fortemente sponsorizzato da Emiliano potrebbe occupare il secondo posto al Senato dopo la stessa uscente Messina con buone chance di successo elettorale. Ma si discute anche sulla candidatura di una donna come capolista indicata da Letta che si dimetterebbe poi a favore di Boccia e Stefanazzi.

Sul fronte di Impegno Civico le bocche sono ancora cucite: “Come potrete certamente intuire – spiega al quotidiano l’Attacco, l’on. Marialuisa Faro –, gli scenari e gli eventi in questa fase mutano di ora in ora, e non è quindi possibile per me potere rispondere alle vostre domande adesso. Potrò farlo quando il quadro politico, le alleanze, le coalizioni in campo saranno definite e stabili. La scelta di Impegno Civico è quella della responsabilità, in una coalizione che ribadisca la centralità dell'appartenenza all'Unione Europea e al l'alleanza atlantica, per proseguire il percorso che stava seguendo il governo Draghi.  Il nostro manifesto recita così: Impegno Civico è un appello a tutti gli italiani di buona volontà. Per superare le difficoltà di questo periodo dobbiamo impegnarci tutti, a partire dal quotidiano nel nostro Comune, e lavorare insieme per le priorità del Paese. Il miglior modo per non farci paralizzare dalla paura di un domani incerto è agire adesso per costruire un nuovo futuro”.

Sul fronte Cinquestelle l’ultima parola sulle candidature spetterà alle Parlamentarie online. Da pochi giorni eletto con duemila voti di preferenza nel Consiglio Nazionale del M5s per la circoscrizione Sud preannuncia la sua candidatura l’ex consigliere regionale Antonio Trevisi che se eletto “il primo obiettivo sarà quello di creare un fondo rotativo per consentire alle imprese e ai cittadini di realizzare a costo zero la propria dipendenza energetica con le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. Massima attenzione al bene comune e una attenzione a scuola e formazione”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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