Risultati lusinghieri in ambito nazionale, quelli di Fratelli d’Italia che secondo l’ultimo sondaggio Ixé è stimato al 30,1%, meno in quella locale della provincia foggiana. Ci sono Comuni dove le percentuali restano del tutto irrisorie e altri dove, nonostante il ribaltamento a favore del centrodestra, raccolgono comunque poco.
Come a Manfredonia, per esempio, dove Fratelli d’Italia è stato votato da 578 elettori (1,51%) nelle elezioni amministrative di novembre 2021, mentre per le politiche di quasi un anno dopo sono stati 2.784 (12,86%) gli elettori che hanno barrato la crocetta a favore di FdI.
In Comune, c’erano due rappresentanti: Adriano Carbone in Consiglio comunale e Grazia Pennella nella Giunta. Il primo è stato messo alla porta dai suoi dopo i guai giudiziari che lo hanno investito, mentre l’assessora al Welfare si è disimpegnata e ha scelto di restare al suo posto, accanto al Sindaco, tirandosi fuori dal partito. Il diktat del viceministro e commissario provinciale Galeazzo Bignami non lasciava margini: o dentro o fuori. E lei ha scelto di uscire fuori.
“Nessuna sorpresa, in fin dei conti. Già tempo fa – raccontano alcuni – avrebbe voluto fare la commissaria cittadina. Quando si rese conto che in quel caso avrebbe dovuto seguire fedelmente le direttive degli organi superiori, preferì optare per l’assessorato”.
A proposito di commissario cittadino, non è facile la vita di chi lo fa a Manfredonia. Attualmente c’è Matteo Robustella, individuato pochi mesi fa. Ma sono insistenti le voci secondo le quali avrebbe il tempo contato. Sarebbe infatti pronto un nuovo cambio e Robustella pagherebbe la sua (troppa) vicinanza al primo cittadino di Manfredonia. La guerra sotterranea, nemmeno troppo, dei vertici di FdI contro Gianni Rotice prosegue ugualmente. Il fio di essersi schierato con il collega di Apricena Antonio Potenza e con il consigliere regionale Paolo Dell’Erba, condannando di fatto il presidente provinciale uscente Nicola Gatta alla mancata (ri)elezione, ha lasciato strascichi. Destinati ad ingrossarsi se, come riferiscono da Bari, è prossima l’investitura di Dell’Erba come segretario d’aula.
Ora un deputato, ora un senatore, Rotice resta nel mirino dei suoi alleati di una volta. Ma ha ben altro a cui pensare in questi momenti. L’uragano Salvemini lo ha risparmiato, in fin dei conti. Per quanto è vero che qualche veloce passaggio della conferenza stampa su Engie lo ha comunque riguardato direttamente.
La sua attenzione primaria è per Energas, continua a ribadire. Ha acceso una polemica con Report per via della resa fatta delle dichiarazioni che aveva rilasciato al giornalista Bernardo Iovene e ha pubblicato il video integrale delle sue parole. Ma è chiaro che non sta con le mani in mano e, dopo aver preparato le dimissioni che però non ha protocollato – come raccontato ieri su queste colonne -, il Sindaco è consapevole dell’importanza del rapporto con l’onorevole Giandiego Gatta.
I recenti dissidi hanno fatto di perdere di vista ad entrambi la bussola della navigazione che stavano condividendo di buon passo, quindi serve che ognuno faccia un passo indietro. Per farne due avanti, come ha detto già qualcuno.Il deputato forzista è tornato anzitempo a Manfredonia e ha incontrato il gruppo del circolo cittadino. Il primo passo indietro che ha chiesto a Rotice è la testa di Stefano Pecorella. Il capo ufficio di Gabinetto, “abusivo” ha stigmatizzato l’ex assessore Salvemini, che sarebbe pronto a candidarsi alle regionali. non ha mai riscosso consensi tra gli eletti. “Senza titolo e abusivo, come più volte denunciato da noi a mezzo stampa - dichiara Maria Teresa Valente (CON Manfredonia) -, ma anche al Prefetto sin dal mese di gennaio dello scorso anno e, nuovamente due settimane fa, anche all’Ispettorato del Lavoro di Foggia”. Come raccontato su queste colonne già un anno fa, era solito costringere chiunque volesse parlare con il Sindaco a fare anticamera. Che fosse un tecnico, un consigliere di maggioranza o uno di minoranza, una persona con appuntamento o anche un assessore, non c’era scampo: siediti e aspetta.
“Mò lui ci sta poco, sta di più Matteo Palumbo. Però Pecorella va girando con sta catena del portachiavi di fuori – dice chi frequenta regolarmente Palazzo San Domenico – che una volta andava di moda. Adesso non più. La mette così perché in questo modo le persone vedono che lui ha tante chiavi del Comune. L’ho visto entrare un sacco di volte nella stanza del segretario generale con le chiavi che porta legate al suo pantalone. Lui è potente”. Che lo sia o no, Giandiego Gatta non vuole più che eserciti influenza – a suo parare negativa – sulle azioni politiche di Rotice. Non c’è un contratto, visto che dovrà esserci prima l’ok della Cosfel, perciò il taglio sarebbe a costo zero per la casse pubbliche. Come lo è stato finora il membro dello staff del Sindaco. Dopo il suo contrattacco, adesso la palla è di nuovo nella metà campo del primo cittadino.
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