C’è da costruire una candidatura, anzi due, e magari diventano tre. Tutto passa (da anni) dalla notaia

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Tra una ventina di giorni compirà settanta anni. Non è mai elegante indicare e tanto meno chiedere l’età di una donna, ma nel caso di Orfina Scrocco è necessario per descrivere la storia del personaggio e della professionista che a Lucera da decenni ha capacità di prendere parte attiva a questioni di carattere sociale, imprenditoriale, culturale e perfino politico. Il 2024 per lei si preannuncia un anno di scelte e di prese di posizione importanti, peraltro atteggiamenti con cui caratterialmente non ha alcuna difficoltà a cimentarsi, in maniera rigorosamente trasversale. Dal suo studio notarile ci è passato praticamente chiunque da un territorio che si estende fino ai Monti dauni, di qualunque settore e categoria di appartenenza, ma bisogna fare alcuni esempi concreti per confermare la sua indole a influire anche indirettamente su tante situazioni che riguardano le comunità. Anzitutto, da almeno 15 anni a questa parte, non c’è campagna elettorale per l’elezione del Sindaco in cui il suo nome non venga fuori per essere “speso” a capo di una coalizione che poi non prende mai forma, così come la sua candidatura effettiva, spesso avanzata da altri “in contrapposizione a”, piuttosto che per la “costruzione di”. Del resto, il panorama politico locale è talmente fluido e frastagliato che è difficile mettere insieme i pezzi di uno schieramento che pure la vedrebbe a capo, ma non prima di aver manifestato le sue regole e le sue condizioni, elementi che poi fanno disciogliere tutte le intenzioni dei tanti che si sono recati nel frattempo in pellegrinaggio in Piazza Matteotti, dove ha il suo ufficio, luogo in cui spesso si fa attendere, e per un tempo che a volte ha la mezzora come unità di misura multipla. 

Qualcuno pensa che sia la sua cifra stilistica quella di far aspettare il suo interlocutore, eppure sicuramente in un caso non è accaduto, ma perché è stata colta in una situazione privata. Tuttavia in quella occasione non si sottrasse alla richiesta di un suo intervento, circostanza emblematica di quanto sia sempre al centro di qualunque evento solenne. 

Era la sera del 17 ottobre 2008, al cinema cittadino in quello stesso momento stavano proiettando il film Gomorra, e si era appena sciolta la seduta (per strategica mancanza del numero legale) di uno dei Consigli comunali più difficili e drammatici della storia della città, perché l’assemblea non trovò l’accordo sulle compensazioni economiche da richiedere alle aziende che cominciavano a invadere il territorio di impianti eolici. Sedici membri, quasi tutti dell’opposizione e alcuni della maggioranza, decisero che si sarebbe dovuta mettere fine all’esperienza dell’Amministrazione di Vincenzo Morlacco iniziata poco più di un anno prima. E per formalizzare le rispettive dimissioni, molti di questi andarono fino alle pendici di Troia, dove Orfina Scrocco era a cena in un ristorante del posto. Aveva con sé i timbri personali, con i quali certificò quegli atti di rinuncia alla carica, determinando quindi la decadenza del Sindaco che poi sarebbe stata formalizzata il mattino successivo. 

Insomma, bisogna(va) passare quasi sempre da lei, anche quando si è cercato di sciogliere, con i suoi pareri espressamente richiesti da Palazzo Mozzagrugno, qualcuno dei grovigli urbanistici che in città hanno frenato per anni uno sviluppo edilizio e imprenditoriale.

Ma c’è chi giura che gli argomenti politico-elettorali torneranno ancora una volta, ma percorrendo una strada tutta “culturale”. In realtà per il voto amministrativo a Lucera dovrebbero passare almeno un altro paio di anni, forse più, se venisse applicata la regola dell’election day che sposterebbe la data dall’autunno 2025 (quello della scadenza naturale del Sindaco) alla primavera successiva. Ma sono i mesi prossimi a venire quelli in cui c’è concreta possibilità di costruire un adeguato perimetro di consenso, lo stesso che sta già facendo apertamente proprio Giuseppe Pitta, però con vista sul Consiglio regionale, anche perché le due urne dovrebbero aprirsi nella stessa occasione. E allora quale miglior ticket potrebbe essere obliterato in una città che sicuramente sarà già Capitale pugliese della cultura 2025, ed è ancora in lizza per il titolo nazionale 2026. 

Tuttavia la leadership regionale, peraltro al traino di Monte Sant’Angelo che si appresta a svolgere lo stesso ruolo dalla settimana prossima, è già una piattaforma sufficiente per muoversi con acume, da un posto di comando come quello di coordinatrice del Comitato dei Promotori, ovvero il motore economico che sostiene la candidatura lucerina in relazione alla finale ancora da giocare ma soprattutto per la lunga serie di attività da individuare, allestire e organizzare, grazie a svariate fonti economiche, tra cui proprio quella del sodalizio che già dispone di oltre 100 mila euro versati da imprese e professionisti locali.  

Del resto, Scrocco ha già dimostrato di saper indirizzare con precisione chirurgica le scelte di ottobre e novembre scorsi, quando c’è stato da gestire 50 mila euro messi a disposizione dalla Regione Puglia, bonus di benvenuto che si aggiunge agli altri 300 mila euro garantiti per legge dalla Giunta Emiliano e da spendere nel 2025, peraltro con l’asse già compiutamente attrezzato del Comitato Tecnico Scientifico rappresentato dal regista Luciano Toriello.

Insomma, saranno mesi di complessa preparazione e attenta distribuzione, ma non di deleghe, perché Orfina Scrocco è abituata a muovere del tutto personalmente le leve, ancora di più in questa occasione e fino ai Monti dauni, anche nella sua veste di fondatrice e finora unica presidente del Club per l’Unesco di Alberona. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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