M5S, base boccia Miglio e campo largo. “Pd ha condotta autoritaria. Abbiamo più chance con civiche”

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Hanno scelto le colonne de l’Attacco, la scorsa settimana, i referenti del Pd sanseverese per tentare di far ripartire l’interlocuzione col M5S in vista delle elezioni comunali del 9 giugno prossimo.

Il segretario cittadino Pd Antonio Bubba e il capogruppo consiliare dem Michele De Lilla hanno sottolineato i vari incontri susseguitisi da giugno 2023 in poi (alla presenza dei vertici pentastellati, come le parlamentari Carla Giuliano e Gisella Naturale) e la brusca interruzione del dialogo dopo i fatti di Foggia.

Il riferimento era, ovviamente, alla rottura tra Pd e M5S sul caso della presidenza del consiglio comunale assegnata a Lia Azzarone, che ha portato l’europarlamentare contiano Mario Furore e l’assessora regionale Rosa Barone a non volersi più spendere in favore del campo largo nelle successive competizioni elettorali, dalle provinciali (forse a fine febbraio) alle amministrative.

Furore ha lasciato la decisione finale ai gruppi territoriali del M5S, che quasi ovunque – eccezion fatta per Manfredonia e Torremaggiore – sono contrari all’alleanza coi dem. Ma a San Severo già settimane prima dell’intervista di Furore e Barone a l’Attacco la base del MoVimento aveva detto unanimemente no al campo largo.

E’ datato 24 novembre il verbale di chiusura della riunione dei contiani. Il rappresentante del Gruppo territoriale Vito Gassi informò di essere stato contattato dai segretari cittadin di Sinistra Italiana e Pd, “specificando la difficoltà di intesa dovuta ad una visione miope del Pd il quale, anche negli appelli all’interlocuzione, si pone quale “partito faro” ed assume un atteggiamento autoritario come nell’ultimo incontro in cui Bubba pronunciò la frase “facendo seguito agli accordi raggiunti convoco per domani”, un modello a dir poco prevaricatore”.

La parola passò poi al consigliere comunale M5S Gianfranco Di Sabato, da sempre all’opposizione di Miglio. Di Sabato spiegò in riunione: “Alcune forze politiche hanno manifestato l’intenzione di intraprendere un percorso comune e di avvicinamento alle argomentazioni del M5S al fine di costruire una fattiva collaborazione”, come il Movimento Uniti per San Severo con il consigliere Enrico Pennacchio.

Inoltre disse di aver “ricevuto apprezzamenti anche dalla consigliera fuoriuscita del Pd Alessandra Spada e dalla capogruppo della civica Città Civile, Lidya Colangelo”, che ha recentemente rotto col proprio leader Nazario Tricarico. 

La discussione dei contiani virò poi sull’operato del sindaco Francesco Miglio, che “stando alla lettura di alcuni dati e proiezioni gode di un indice di gradimento molto basso, anzi bassissimo”. “In particolare, la cattiva esecuzione delle opere pubbliche, i ritardi ed i disagi provocati molto spesso per imperizia delle imprese esecutrici",

"ma anche dal lassismo del dirigente ai lavori pubblici e degli assessori responsabili, l’assoluta inadeguatezza del servizio di raccolta dei rifiuti che, nonostante un costo di 14,5 milioni di euro, vede la città in balia della sporcizia”, dissero i pentastellati,

che puntarono il dito anche contro “la non prosecuzione dell’iter relativo al bando pubblico per le comunità energetiche rinnovabili e l’autoconsumo collettivo, come lo stesso PEBA (piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche), anch’esso inattuato",

"il PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile) ed infine l’attuazione del Registro Comunale dei Tumori, tutti capisaldi approvati in consiglio comunale all’unanimità su proposta del nostro consigliere ma rimasti sulla carta”. “A questo punto”, la conclusione dei 5S, “si ritiene di non poter proseguire nello sviluppo di intese con le forze politiche che appoggiano l’attuale maggioranza”. 

Secondo il M5S sanseverese ci sono previsioni preoccupanti in caso di alleanza col centrosinistra: “Da alcune proiezioni evidenziate su alcuni giornali locali è stato possibile analizzare brevemente tutti gli scenari che potrebbero verificarsi alle prossime elezioni amministrative: la peggiore delle ipotesi vede il M5S intorno al 3-5% in una eventuale coalizione progressista a sostegno della maggioranza uscente;

nella migliore invece il M5S, alla guida di una coalizione costituita esclusivamente da liste civiche, si attesterebbe intorno al 10-12%”. Seguì una serie di interventi da cui emerse: “La forza del centrodestra si attesta storicamente intorno al 40-45% e la prossima tornata elettorale non dovrebbe essere un’eccezione".

"Dall’altra parte un’utopistica e fantasiosa coalizione che ricomprenda tutte le forze di sinistra, centrosinistra e centro dovrebbe raggiungere la soglia del 55%. Le numerose differenze formali e sostanziali di tali forze, tuttavia, rendono impraticabile questa strada".

"Lo zoccolo duro del M5S è rappresentato dal 4-5% che costituisce per buona parte voto di opinione. È necessario sottolineare che, collocandoci stabilmente nel campo progressista, dovremmo dialogare con le forze che vi fanno parte. Di conseguenza, è inevitabile il rifiuto al dialogo con le forze di “destracentro” ed in particolare con il locale partito di Fratelli d’Italia.

Il M5S dovrebbe aprirsi alle interlocuzioni con le altre forze politiche sane della città. È necessario confrontarsi con professionisti, autonomi, associazioni, nonché con le forze del centrosinistra che si trovano all’interno dell’attuale maggioranza consiliare e che mostrano insofferenza nei confronti dell’azione politica dell’amministrazione attuale come il Movimento Uniti per San Severo, Città Civile ed eventualmente Azione+Italia Viva”.

Dalla riunione dei 5S venne fuori anche il no alle primarie: “Un gioco al massacro, un modo per bruciare una personalità importante del nostro Gruppo”. “Si sottolinea, inoltre, il fatto che il format delle primarie appartiene esclusivamente, nell’ottica collettiva, ad una determinata forza politica: il Pd".

"Le richieste di incontro giunte al rappresentante sarebbero del tutto prive di contenuti, specie perché sono stati indicati quali candidati sindaci Sderlenga (ID), Santarelli (PSI), Venditti (Pd), oltre al nome di Masucci quale presunto soggetto appartenente al M5S. Notizie e nominativi apparsi più volte sugli organi di stampa insieme alle candidature della “destracentro”.

A questo proposito ed in particolare sulla candidatura dell’avvocato Masucci il nostro consigliere comunale ha richiesto spiegazioni. Masucci ha espresso disinteresse alla candidatura, anzi ha parlato di dicerie e che non aveva accettato la proposta giuntagli da altra forza politica locale, Liberi e Forti gestita dal dottor Damone che da oltre 50 anni detta le proprie scelte a Palazzo Celestini.

Il Gruppo ritiene all’unanimità dei presenti che la sua candidatura è contraria all’etica del Movimento e non è certamente un soggetto in grado di rappresentare l’agognata discontinuità richiesta dalla cittadinanza rispetto alla disastrosa situazione della attuale maggioranza.

Inoltre Masucci è avvocato vicinissimo al sindaco Miglio e da costui gratificato con numerosi ed importanti incarichi professionali”. Insomma, “ad oggi non ci sono le condizioni per un dialogo serio e concreto con queste forze politiche ed in particolare con il Pd locale”.

Netta la conclusione della riunione: “La forza attrattiva del M5S risiede fondamentalmente nella sua capacità di rappresentare, davanti agli elettori, una proposta alternativa ai classici schieramenti. L’elettorato M5S preferisce l’astensione quando si trova davanti a coalizioni che non riesce a comprendere".

"Lo zoccolo duro in città permette al M5S di arrivare al 7-8%, tuttavia, in una eventuale corsa non solitaria ma con liste civiche, ha notevoli margini di crescita e di poter giungere quantomeno al ballottaggio. Tale crescita sarebbe sostenuta anche da astenuti e scontenti del centrosinistra”. 

Insomma, la strada prescelta è quella dell’alleanza con liste civiche, al pari di quanto deciso dal M5S a San Giovanni Rotondo, dove i contiani intendono creare una coalizione “aperta ad associazioni e movimenti civici che vorranno condividere i temi e gli obiettivi propri del M5S, proponendosi come alternativa e in discontinuità rispetto all’attuale governo cittadino”, quello del sindaco Michele Crisetti, a capo di una maggioranza di centrosinistra guidata dal Pd.

Hanno siglato l’accordo per primi Furore e Salvatore Biancofiore in rappresentanza del locale Gruppo territoriale, Pasquale Chindamo referente del movimento In… formazione per San Giovanni Rotondo, Francesco Mangiacotti per Cittadini Sangiovannesi e Samuele Zichella per SiAmo San Giovanni Rotondo.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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