Elezione Sindaco a Manfredonia, possibili alleanze e candidati

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Inutile girarci intorno e filosofare se chiamarlo “campo largo” o “campo giusto”, il punto cruciale è che avrebbe senso soltanto se vi fosse tanto il Partito Democratico quanto il MoVimento 5 Stelle. Questa è la realtà di Manfredonia, quando mancano cinque mesi esatti alla data del 9 giugno. Non c’è ancora l’ufficialità ma, con buona probabilità, è il giorno in cui i sipontini, insieme al voto per le Europee, torneranno alle urne elettorali per scegliere la nuova Amministrazione comunale. C’è però un’altra ipotesi, che va comunque riferita perché proviene da Roma, ed è quella che individuerebbe una finestra di voto tra il 14 e il 28 aprile prossimi. Per ragioni economiche, il Governo propenderebbe per l’election day, tuttavia non è stato ancora sciolto questo dubbio. Qualunque possa essere la data del ritorno al voto, al massimo entro la fine di gennaio – all’esito del congresso provinciale di Forza Italia - si avrà un quadro più chiaro degli schieramenti in campo. Come già scritto su queste colonne e a differenza di altre municipalità, la corsa a Palazzo San Domenico potrebbe vedere pentastellati e democratici nello stesso schieramento. Ci sono voci secondo le quali il candidato Sindaco unitario potrebbe essere l’ex consigliere comunale pentastellato Raffaele Fatone. Lo era già stato, nelle precedenti amministrative, ma in contrapposizione rispetto a Gaetano Prencipe, che era sostenuto dai democratici.

“Nella costituenda coalizione, che sta dimostrando uno scatto di maturità, c’è la volontà di indicare una figura politica con esperienza amministrativa – ha detto Fatone a l’Attacco - e che rappresenti di per sé un altro segnale di discontinuità”. Un identikit che lo rappresenta ma resta pur sempre diffidenza reciproca e punti di contatto programmatici ancora da individuare. Questo alimenta qualche ulteriore resistenza, principalmente nel gruppo dei cinquestelle.

Sarà la base dei cinquestelle sipontini a scegliere le eventuali alleanze, o almeno così dovrebbe essere. Perché, al momento, non risulta che sia stata interpellata. Però, entro il prossimo fine settimana, le forze della coalizione progressista dovrebbero avere l’ultimo incontro per definirne il perimetro. Addirittura, ci sarebbe l’intenzione di annunciare, a stretto giro, sia l’accordo raggiunto e sia il nome del candidato Sindaco.

Secondo qualche beninformato, la sacca resistente all’accordo con il PD starebbe però sondando il terreno per sfilarsi dal campo progressista e dare vita ad un’area civica, sulla falsariga di quella già creata dagli ex amministratori Giuseppe Basta e Libero Palumbo (Città Protagonista), insieme a Gaetano Brigida (Azione), Pietro Frattaruolo (Liberaldemocratici), Cristiano Romani, Francesca Troiano e Gaetano La Forgia (Italia Viva).

Le chiacchierate fatte anche durante le festività lascerebbero margini se i cinquestelle volessero dare vita ad una propria coalizione. In quel caso, indipendentemente da chi aderisse, qualcuno avrebbe già ben chiaro chi sarebbe il candidato Sindaco: Gianluca Totaro. Più che una bocciatura per Fatone, sarebbe una scelta dovuta al fatto che Totaro rappresenterebbe meglio le ragioni di chi vuole svincolarsi dal PD.

Nell’ipotesi - per ora resta solo tale – di un’area civica guidata dal MoVimento, ci sarebbe spazio per CON Manfredonia, per esempio. La preclusione a priori verso la lista emilianista ha lasciato posto - negli anni di opposizione consiliare -, a un rapporto più disteso tra le parti. In virtù di ciò, ci sono già state interlocuzioni e, come già riferito su queste colonne, sarebbero stati individuate identità di vedute su buona parte dei temi discussi.

In quest’area non entrerebbero certamente le civiche del centrosinistra Progetto Popolare e Molo 21, legate indissolubilmente alla ex ‘casa madre’ democratica. Non si può escludere a priori che, forse anche per ordini dall’alto, potrebbe esercitare fascino su qualcuno dei componenti dell’area civica che già si è creata, come riferito in precedenza.

L’ex primo cittadino Gianni Rotice attende al varco. Lui ci entrerebbe volentieri, stando a quello che lasciano intendere persone a lui vicine. Non fosse altro che, nel caso fallisse il golpe che si vuole fare a danno dell’onorevole Giandiego Gatta, non c’è la fila per unirsi a lui. Starebbe infatti incontrando difficoltà e resistenze da più parti. Che sia direttamente lui a cimentarsi o che lo facciano persone di sua fiducia, non si è scrollato di dosso l’impopolarità che solitamente accompagna chi ha appena guidato un governo cittadino. Ancora di più quando lo stesso si reggeva ormai su numeri risicati.

Dal lato dei cinquestelle che non vogliono il PD, nemmeno la figura di Rotice riscuote consensi. Vuoi per propria formazione e vuoi per ragioni di opportunità, l’assessora regionale Rosa Barone potrebbe non escludere un fronte comune con l’imprenditore che si era dichiarato “identitario del centrodestra”. In tal caso, avrebbe anche più senso vedere Totaro candidato Sindaco, stante lo stretto rapporto fiduciario che intercorre tra i due. Ma bisognerebbe vincere le resistenze del giovane pentastellato che, tra l’altro, resta tra i papabili per le elezioni regionali.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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