Campo largo a San Severo, il Pd non demorde: “M5S è ora in standby, ma siamo fiduciosi”

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Si sono scatenate molte polemiche dopo l’intervista a l’Attacco del coordinatore provinciale M5S Mario Furore e dell’assessora regionale Rosa Barone rispetto al futuro del campo largo in Capitanata. Un’ipotesi, quella della coalizione giallorossa, che in vista delle elezioni comunali del 9 giugno prossimo appare praticabile a Manfredonia e Torremaggiore, mentre il M5S ha detto chiaramente no a San Severo e San Giovanni Rotondo. Nella città dei campanili, dove si lavora al dopo Miglio, il Pd crede nel campo largo, come spiegano Antonio Bubba, segretario cittadino del partito, e Michele De Lilla, capogruppo consiliare dem, intervistati dal direttore de l’Attacco Piero Paciello in redazione.

Perché a San Severo è no dei 5S al campo largo?

Bubba: Risalgono a giugno scorso i primi incontri bilaterali. Come direttivo del Pd sanseverese abbiamo deciso di incontrare tutte le forze che sono opposte al centrodestra, dunque anche con Italia Viva, Azione e M5S. Ricordo che il Pd sostenne il secondo Governo Conte, lo dico non tanto alla luce delle alleanze ma perché col M5S abbiamo valori in comune.

Ma su queste colonne è stata data notizia del documento con cui la base pentastellata, in modo unanime, ha deliberato di non aderire al campo largo a San Severo.

Bubba: In quegli incontri bilaterali incontrammo sia Furore che la parlamentare M5S Carla Giuliano, insieme ai pentastellati locali. C’era una visione comune, anche se il referente territoriale e consigliere comunale Gianfranco Di Sabato siede all’opposizione rispetto all’attuale maggioranza di Miglio, pur avendo condiviso alcune delibere. Mentre a Manfredonia dove Pd e M5S negli scorsi due anni erano assieme all’opposizione, laddove a Torremaggiore il M5S è parte integrante ormai della maggioranza a guida Pd, a San Severo c’è una situazione differente. Ma c’erano tutti i presupposti per un percorso comune, in piena sintonia. Tutto è precipitato con i fatti di Foggia, legati alla composizione della giunta comunale. 

Insegna qualcosa il caso Foggia, quanto meno nella conferma che mettere insieme dieci liste rende difficile trovare una consonanza? Più che convergenza autentica appare piuttosto, talvolta, un’ammucchiata, specie perché avvenuto a ridosso delle urne e non è stato un percorso maturato negli anni di commissariamento.

Bubba: Non a caso abbiamo iniziato a giugno questo percorso a San Severo.

De Lilla: Ammucchiata è un termine che non mi piace affatto. Credo sia anche pericoloso far passare il messaggio che si fa l’ammucchiata per andare a governare. Il punto di partenza, a Foggia come domani a San Severo, è ritrovarsi con quelle forze che hanno valori comuni e che stanno all’opposizione rispetto al Governo Meloni. A Foggia, poi, si è creata una situazione favorevole e si sono aggregate anche altre forze. A San Severo c’è un momento di standby adesso. Per me si stanno verificando passaggi fisiologici, così come sono fisiologiche secondo me le fibrillazioni di Foggia: due forze – Pd e M5S, che con CON sono l’asse portante della coalizione, non hanno mai lavorato assieme prima d’ora. In politica è così: nessuno regala niente a nessuno e gli spazi vanno occupati con intelligenza, testardaggine, ma anche con cognizione di causa. Bisognava comporre la giunta con partiti che mai avevano lavorato assieme se non a livello nazionale. Ma poi la sintesi si è trovata. Siamo convinti che anche a San Severo, con calma, si riuscirà a trovare la sintesi e a tenere gli alleati in questa coalizione – che non sarà una ammucchiata – per continuare il lavoro di Miglio. Non si tratterà di un cartello elettorale.

Bubba: Più che il numero degli alleati contano i valori che devono accomunarci. Le fibrillazioni sono naturali, o quasi, in politica. Ma, a parte questo, Foggia può davvero rappresentare l’inizio di una stagione politica nuova della Capitanata, trainando il resto della provincia. Un nuovo corso incentrato su legalità e sicurezza, dopo gli anni di commissariamento del Comune capoluogo. Ci sono assessori giovani con enorme voglia di fare, dopo la vittoria al primo turno. Bisogna valutare l’amministrazione Episcopo dalla capacità di amministrare. La coalizione deve avere questa forza, le questioni personali invece lasciano il tempo che trovano. Veniamo da una cultura berlingueriana basata sulla questione morale, è un tema che ci poniamo noi in primis. Però non vanno fatti i processi alle intenzioni e la politica non si fa sui particolari e sui rancori.

Da anni l’Attacco pone la questione dei conflitti di interesse dell’ex segretaria provinciale Pd Lia Azzarone, oggi a capo dell’assemblea regionale del partito e presidente del consiglio a Foggia. Un caso che ci è sembrato singolare alla luce dell’impresa del marito Gigi Colucci, nella quale compariva anni fa la stessa Azzarone. Se ne discusse anche in commissione nazionale di garanzia del Pd, che fece capire come andasse risolta. Quel tema esiste tuttora, anzi è stata la causa della rottura tra Pd e M5S sulla presidenza del consiglio ad Azzarone. Da San Severo che visione avete?

Bubba: Lia non ha mai dato adito, a mio avviso, ad una situazione di questo tipo. Non si possono fare i processi alle intenzioni, se ci fossero fatti concreti da persona corretta qual è agirebbe. Stiamo parlando di un marito che fa l’imprenditore, non dovrebbe nemmeno fare politica? Anche fare il semplice consigliere potrebbe creare dei conflitti. Non è così. Bisogna valutare i fatti.

Tornando a San Severo, cosa è accaduto negli ultimi mesi?

Bubba: C’era sintonia negli incontri dei mesi scorsi, non si faceva ancora alcun nome ma si discuteva di capire in primis il perimetro della coalizione. Poi si sarebbe discusso, sempre insieme al M5S, del profilo del candidato sindaco. Il percorso si è inceppato ma una chiusura totale non c’è da parte del M5S. Ci hanno detto di aver bisogno di un periodo di osservazione, noi siamo fiduciosi.

De Lilla: Attualmente i 5Stelle non sono fuori, ma sono in una fase di ascolto. E’ normale che le situazioni di Torremaggiore e Manfredonia facilitino il processo di alleanza. Il consigliere 5S Di Sabato da noi è minoranza ma è all’opposizione rispetto al Governo Meloni. Servono tempi e lavoro diversi.

Nel 2014 Miglio vinse anche grazie ad uno strappo col Pd, inaugurando una stagione amministrativa durata dieci anni e una fase politica nuova in Capitanata, basata sul civismo. Miglio ha retto anche perché ha sempre mantenuto un piede dentro e l’altro fuori dal Pd? E che giudizio date rispetto al civismo?

Bubba: Credo che il civismo sia una grande risorsa, i movimenti possono essere un valido supporto. Ma devono essere accompagnati sempre dalle forze partitiche, le quali sono collocate in aree precise, mentre il civismo parte molte volte da singoli casi personali e in occasione delle elezioni. Va detto pure che spesso i movimenti civici si dimostrano contradditori, perché li si vede spostarsi con grande facilità da un’area all’altra, a differenza dei partiti. Hanno un valore importante ma non possono certo sostituirsi alla politica partitica. Il civismo fu una novità con Miglio, la gente aveva bisogno di cambiare. Ma quel tipo di politica, va detto, ha portato anche a variazioni in seno all’amministrazione di Miglio, che ha sempre trovato un Pd molto responsabile. Siamo stati fedeli, perché crediamo che quando i cittadini ci danno il mandato noi dobbiamo amministrare, anche in presenza di fibrillazioni. Le ripercussioni ci sono: basti vedere come il nostro assessore Carrabba, per la sua lealtà, si sia ritrovato con l’auto saltata in aria ed è stato sotto scorta. Poi, ovviamente, ci sono criticità che riconosciamo.

Ma perché Miglio non è mai rientrato nel Pd?

Bubba: Gliel’abbiamo chiesto molte volte. Come sindaco non ha voluto tornare nel partito perché avrebbe potuto dare l’idea di assumere una posizione rispetto agli altri gruppi politici. Ha voluto mantenere sempre una certa autonomia.

Restando al civismo, che giudizio avete di Nazario Tricarico?

De Lilla: Nazario è un amico, una persona capace e competente che ha avuto uno straordinario risultato. Ma, per progetti di lungo respiro, in politica servono anche saggezza, lungimiranza, pazienza. E’ bastato che qualcuno facesse un ammiccamento alla sua consigliera Colangelo per sfasciarne il giocattolo. Ora lei viene indicata come possibile candidata sindaca da parte della Lega. Il civismo è una risorsa da coinvolgere ma, non avendo radici, possono esserci candidati che vanno a perorare in un’amministrazione solo questioni personali. Una cosa che non succede nei partiti strutturati e nel Pd, dove le legittime aspettative personali vengono sempre contemperate con la linea del partito e col bene comune. Insomma, il civismo può nascondere sempre trappole…

Bubba: L’errore maggiore è chiudersi sulla propria figura, nell’incapacità di intavolare un percorso di condivisione con altre forze politiche. Un leader autoproclamato si ritrova, magari, a dover cambiare posizione e area, disperdendo tutto il consenso accumulato.

De Lilla: Non sopporto il falso civismo di chi, da Tangentopoli in poi, vuol far credere che chi fa politica nei partiti sia brutto, sporco e cattivo, a differenza delle persone pulite dei movimenti civici. Questo non fa altro che allontanare le persone dalla politica. Lo ha fatto Lidya Colangelo, rivendicando di non aver mai avuto tessere di partito. Io, invece, rivendico l’esatto contrario.

Uno dei temi di cui l’Attacco si occupa da tempo è quello dell’inverno demografico della Capitanata, nell’ambito di un declino strutturale. Tutti i centri della provincia, secondo gli studiosi, entreranno in questa fase a partire dal 2039. A San Severo la perdita di popolazione è del 13-14%. Possibile che non sia una questione all’ordine del giorno di tutte le amministrazioni?

Bubba: La prima fase di Miglio fu dedicata alla sicurezza e alle infrastrutture, la seconda al rilancio e alle attività produttive. Sono stati dati, con bando, 30mila euro a quanti investivano nel centro storico con esercizi commerciali. Ce ne sarà un altro, non più limitato solo al centro storico. Andremo a decurtare le tasse comunali come forma di agevolazione. Ma dobbiamo fare in modo che i giovani non abbandonino la nostra città. Abbiamo investito molto sulle officine di quartiere, una delle poche realtà in Capitanata. E poi abbiamo creato la consulta, cui guardano tutti in Capitanata, un lavoro che è partito anni fa e che mette insieme 80 associazioni. La rigenerazione è nata dai tavoli con tali associazioni. Un percorso non semplice né immediato. I risultati si vedono anche in alcuni quartieri, dove non si era mai intervenuti sulle strutture abusive.

De Lilla: Non esiste una ricetta unica e nazionale contro il declino demografico, va trovata su ogni territorio in linea con la propria vocazione. La nostra è una vocazione agricola, siamo leader in campo vitivinicolo e nel comparto olivicolo. Oggi San Severo sta dimostrando di avere anche una tradizione spumantistica. Abbiamo tutto ciò che serve per mettere a frutto le nostre peculiarità. Ma la cosa fondamentale contro emigrazione e denatalità è la qualità della vita.

E’ stata un’occasione persa quella di San Severo capitale della cultura. Bari è la dimostrazione di come le città possono cambiare, idem Mesagne. Quasi sempre tali operazioni ripartono da una riappropriazione del centro storico. A San Severo è cambiato il centro storico negli ultimi dieci anni?

De Lilla: Tra pochi mesi sarà inaugurata la galleria di Palazzo Celestini, su cui si è intervenuti con 4,5 milioni di euro nell’ambito della rigenerazione urbana. E poi abbiamo acquistato il Teatro Real Borbone, faremo un investimento per valorizzarlo e renderlo un polo culturale attrattivo. Sarà dedicato ad Andrea Pazienza ed è al centro della città.

Bubba: Ci sono anche l’investimento per ristrutturare la struttura del Fraccacreta e quello per ripavimentare il centro storico. Ma il lavoro è svolto anche nelle periferie, a cominciare dalla riqualificazione nel quartiere San Bernardino fino al quartiere Luisa Fantasia.

De Lilla: Né va dimenticato il progetto PINQUA da 15 milioni di euro, condiviso con Torremaggiore, che vedrà nascere nuovi alloggi popolari. Verrà riqualificata la vecchia strada per Torremaggiore. Vinceremo la prossima volta il titolo di Capitale della cultura.

Va bene la legalità come parola d’ordine, ma quanto a sviluppo? Quanti investitori sono arrivati a San Severo negli ultimi anni?

Bubba: Pochi, sono arrivati soprattutto coloro che volevano realizzare impianti di compostaggio o di lavorazione delle acque reflue. Abbiamo fatto la scelta di far uscire San Severo da queste logiche. Serve investire sul capitale umano e la legalità è l’unico modo per avere credibilità sul territorio. 

(a cura di Lucia Piemontese)

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