“Partiamo da una premessa. Se quello dell’autonomia è un tema che tiene banco da così tanto tempo lo dobbiamo al Governo D’Alema e alla sinistra che sono gli unici responsabili di una scellerata riforma del titolo V della Costituzione rimasta, oltretutto, fin troppo a lungo incompiuta”. Non usa mezzi termini la senatrice di Fratelli d’Italia, Anna Maria Fallucchi, imprenditrice agricola del Foggiano sul ddl Calderoli approdato in questi giorni al Senato. Nella sostanza delle sue dichiarazioni il governo Meloni ha ereditato dal centrosinistra qualcosa che era già scritto e che non trova comunque una piena condivisione da parte di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Nel ripercorrere le origini del provvedimento “il governo Letta - spiega Fallucchi al quotidiano l’Attacco - con la finanziaria 2014, ha varato le relative norme di attuazione. Gentiloni poi, nel 2018, ha sottoscritto con i presidenti di Lombardia ed Emilia Romagna le prime iniziative istituzionalmente concrete e rilevanti di autonomia. Venendo alla Puglia, il Presidente Emiliano e la sua giunta, con un provvedimento di Giunta Regionale del 2018, quindi oltre 5 anni fa, ha avviato l’iter per redigere una proposta di particolari forme di autonomia per la Regione. Oggi però, assistiamo a una levata di scudi da parte del Pd su questo tema e francamente non è possibile che tutti gli esponenti di questa parte politica si dicano estranei a questo processo. E’ paradossale e anche ridicolo!”.
“Veniamo però al merito della questione. Se attualmente constatiamo un forte divario tra le regioni e preoccupanti disuguaglianze tra i cittadini del nostro Paese è perché la fruizione di alcuni servizi primari, atti a garantire il godimento dei diritti civili e sociali, è stato legato alla spesa storica. C’è oggi una sfida tra chi vuole mantenere la situazione attuale, e quindi gli attuali divari, e chi come il Governo Meloni propone una reale possibilità di cambiamento e di superamento di ingiustificate e ingiustificabili disuguaglianze. La sfida è tutta qui. Io sono per dare un contributo a questo cambiamento che l’autonomia persegue”.
A quelle della senatrice Fallucchi seguono le dichiarazioni del collega di partito, Giandonato La Salandra: “Sull’autonomia differenziata finora è stato fatto più che altro terrorismo psicologico, abbiamo ereditato un Italia nella quale le Regioni non sono in grado di garantire in modo unitario i servizi, con grandi disparità e difficoltà. All’alternativa di andare avanti così, questo Governo ha scelto di provare a cambiare le cose”.
“L’autonomia differenziata è una grande occasione per far ripartire anche chi è più indietro e questo è garantito proprio dal testo che, anche grazie agli emendamenti di Fratelli d’Italia, assicura: la perequazione, l’invarianza di risorse e la loro proporzionalità per le Regioni che non firmano intese, la perequazione infrastrutturale ed insulare. Inoltre, il Comitato per i Livelli Essenziali delle Prestazioni (CLEP) rappresenta un passo in avanti fondamentale perché consentirà di capire chi è più indietro e quali finanziamenti sono necessari per garantire una perequazione seria e reale. Spesso ci si chiede se l’autonomia creerà differenze tra i vari territori ma un dato di fatto è che le differenze in Italia ci sono già, l’importante è cercare di affrontarle, anzi sono convinto che questo ddl sia uno stimolo per invertire la tendenza della protesta a prescindere, della contrapposizione strumentale tra le due parti del Paese”.
“Questo provvedimento - spiega Gisella Naturale, parlamentare pugliese del M5S - non comporta oneri per lo Stato come è più volte ripetuto non solo nel ddl Calderoli, ma anche in passaggi già approvati all'interno della Legge di bilancio per il 2023. Dunque il nulla per finanziare e garantire i LEP, base ineludibile affinché non si vada anche nell’incostituzionalità non rispettando diversi articoli della Costituzione fra cui l’art 119 che stabilisce i criteri per assicurare sviluppo economico, coesione, solidarietà sociale e per rimuovere gli squilibri economici e sociali”.
“Questo Governo sta facendo di tutto per affossare l’equità tra i cittadini anche nel momento in cui la Meloni ha accettato un patto di stabilità che prevede nei prossimi anni tagli alla spesa pubblica e ulteriori tasse per 12 miliardi di euro l'anno. Il progetto autonomista è un pallino della Lega Nord, diamo il nome giusto alle cose e, altro non è che un vessillo regalato alla Lega, da fargli sventolare prima delle regionali. E prelude a un do ut des con il presidenzialismo inseguito da FdI. Siamo alla follia: si tratta l’Italia e gli italiani come pedine in un gioco da tavolo, come una merce di scambio tra i partiti della coalizione. Questa riforma Calderoli è una legge “spacca Italia” che spinge verso la privatizzazione dei servizi, assolutamente vergognosa per chi si presenta come “patriota” e parla di made in Italy”.
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