Fumata nera per i rinnovi delle commissioni regionali, il centrosinistra diserta l’Aula in attesa di accordi

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Il film,  in una sala consiliare semideserta con gli addetti stampa regionali da una parte e qualche sparuto consigliere dall’altra, evoca quelle pellicole ingiallite della politica italiana fatta di intrighi, accordi sottobanco, sguardi ammiccanti e intese faticosamente da raggiungere se non con il compromesso e l’eterno gioco di equilibrismi vari.

Alla presidente del Consiglio Regionale, Loredana Capone, l’arduo compito della convocazione delle sedute delle sette commissioni per l’insediamento e il rinnovo della cariche secondo un calendario  prestabilito. Dunque la presa d’atto della mancanza del numero legale.  

E’ stata questa la tragicomica conclusione di una giornata passata nella noia e nella compassionevole attesa che qualcuno si manifestasse per dare un senso al venir meno della maggioranza di centrosinistra che si è tenuta ben lontana dagli scranni per adempiere ai compiti per cui i consiglieri vengono lautamente pagati con i soldi dei contribuenti.

Eppure tutto si è risolto nel nulla, con una fumata nera che rinvia alla prossima settimana quando il governatore Michele Emiliano cercherà di ricomporre le tessere del mosaico e mettere tutti d’accordo. Faticosamente. Di certo, stando alle notizie di corridoio, il lucerino Antonio Tutolo, pluripremiato per i suoi show da incatenato e imbavagliato ai cancelli di viale Japigia, non sarà più il presidente della Seconda Commissione, cedendo il passo ad altri colleghi dopo il suo transito nel gruppo Misto. Il nodo più grosso da sciogliere, a parte Tutolo, è di natura politica.

Sul capo di Fabiano Amati, consigliere regionale che dal Pd è passato ad  Azione di Carlo Calenda, pendeva la fatwa di Emiliano il quale, guardacaso, con estrema creatività  avrebbe ipotizzato un sub-assessorato alla Sanità per l’avvocato brindisinoil quale, già presidente della Commissione Bilancio,  un giorno sì e l’altro pure segue il destino di ospedali, medici e infermieri della Regione Puglia. Secondo antichi proverbi, quando vuoi toglierti qualcuno dalle scatole lo promuovi.

E questo ragionamento avrebbe un senso per liberare il campo e fare spazio a chi aspira alla poltrona di presidenza. E’ il caso di Alessandro Leoci della civica “Con” che attende in fila il suo turno ma anche di Lucia Parchitelli che dovrebbe andare a presiedere la Sesta Commissione. L’appetito vien mangiando e non si esclude che nei prossimi giorni dal cilindro magico venga fuori qualche altra soluzione strategica per quanto riguarda l’Arca e alloggi popolari. Chissà mai che la presenza della politica riesca a migliorare tutto quello che non funziona o funziona male".

Il panorama complessivo, ammette qualche consigliere regionale, è patetico. E lo è così tanto da scomodare una come Antonella Laricchia che ormai al Movimento 5 stelle preferisce la maternità: “Quanto accaduto per il rinnovo delle commissioni consiliari si può definire con una sola parola: vergogna".  

"Vergognoso anche il fatto che non ci fosse la diretta streaming delle commissioni, al contrario di quanto accade di solito. Almeno però i cittadini si sono risparmiati questo spettacolo indegno. Una questione che si trascina da otto mesi, a causa di liti interne alla eterogenea maggioranza di Michele Emiliano su come spartirsi le presidenze".

"Il Consiglio viene di fatto esautorato e si decide nelle riunioni di maggioranza di paralizzare le attività delle commissioni solo per questioni di poltrone.” “Dopo i continui rinvii - continua Laricchia - oggi il colpo di teatro: convocazione sì, ma senza che si raggiungesse il numero legale. Evidentemente anche la presidente Capone non ha potuto trovare il coraggio di dare vita al quarto rinvio, perché le scuse erano finite".

"Il posto giusto in cui continuare con i giochetti e dispettucci di casa Emiliano degli ultimi mesi non è il Consiglio Regionale ma la ludoteca”. Fin qui l’affondo della 5 stelle al quale fa seguito quello di Fratelli d’Italia:  “Per la prima volta nella storia della Regione Puglia, quindi dal 1970 ad oggi, anche un ordinario rinnovo delle Commissioni regionali, che avviene a metà legislatura, diventa un mercato delle vacche, una spartizione di poltrone e una resa dei conti all’interno di un centrosinistra”.

“È una maggioranza che si tiene in piedi solo con lo strapuntino: con la gestione del potere, con incarichi e poltrone a gogò. Ma quando nonostante tutte le prebende distribuite non si riescono a far quadrare i conti allora in maniera più scandalosa e irrispettosa delle istituzioni si fugge”.

Infine Paolo Pagliaro e Antonio Scalera (La Puglia Domani): “Il bluff continua sintomo evidente delle divisioni interne alla frastagliata maggioranza di centrosinistra.  Ancora lontani gli accordi per ridistribuire le caselle nel gioco delle poltrone, che gli uscenti non vogliono saperne di mollare".

"E così assistiamo all’ennesima battuta di arresto di questa legislatura, ostaggio di tatticismi ed equilibrismi che inceppano l’ordinato svolgimento dell’attività istituzionale del Consiglio. Uno spettacolo indegno, l’ennesimo teatrino di una politica incapace di rispettare il mandato di governo a cui è chiamata”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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