Quando manca ormai davvero pochissimo al 10 e 11 maggio – data di presentazione delle liste – a Manfredonia una nebbia fitta continua ad avvolgere sia il campo largo Pd-M5S che il disgregato centrodestra. Dem e contiani restano alla ricerca del proprio candidato sindaco. I beninformati definiscono ormai tramontata l’ipotesi dell’ex deputato Antonio Tasso (dal M5S al Misto, infine candidato alle politiche 2022 col centrodestra), già in campo a capo di quattro civiche. Troppi i contrari, sia nel M5S che nel Pd. Nell’ultima riunione sipontina tra i due alleati il coordinatore provinciale 5S Mario Furore avrebbe rievocato l’opzione del presidente uscente di Camera di commercio Damiano Gelsomino, quale nome della società civile molto gradito ai piddini perché da lungo tempo legato a Campo. Ma l’imprenditore si è detto nuovamente non disponibile. Saltata anche l’ipotesi della prof piddina Annarita Attanasio. Resta un mistero il motivo per cui non si tenta di allargare la coalizione su Gianluca Totaro, 28enne eletto pentastellato nell’ultima consiliatura, ma la sensazione è che il M5S non pretenda nemmeno più di esprimere il candidato sindaco. Da ultimo il Pd ha proposto il trentenne militante Matteo Gentile, fondatore di SmartLab Coworking e legato a Campo&Bordo, candidato consigliere non eletto nel 2021. Le altre ipotesi giovanili sono i dem Matteo Caputo e Michele Nenna, oltre a Totaro.
Una riunione c’è stata anche nel centrodestra: i due vertici provinciali di Fratelli d’Italia Giannicola De Leonardis e Giandonato La Salandra domenica scorsa sono stati visti presso la sede di Forza Italia, in corso Manfredi, dove hanno incontrato il deputato azzurro Giandiego Gatta e Ugo Galli, candidato sindaco delle sei liste civiche di Manfredonia 2024, sul quale il parlamentare da settimane sta cercando di far convergere il centrodestra.
Una coalizione orfana della civica dell’ex sindaco Gianni Rotice, di una Lega pressochè inesistente nel Golfo e dell’UdC dell’ex consigliere comunale 5S Gianni Fiore, che sostengono l’ex capogruppo FI Vincenzo Di Staso, roticiano.
L’Attacco la scorsa settimana aveva rivelato l’intenzione dei meloniani di ricompattarsi con FI su Galli, ma a condizione di ricevere garanzie in merito ad alcuni ex big della maggioranza di Rotice, quali l’ex assessore Libero Palumbo e l’avvocato Michelangelo Basta, padre dell’ex vicesindaco Giuseppe. Un problema ad oggi non superato. De Leonardis e La Salandra hanno cercato di capire se i due siano tra i protagonisti di Manfredonia 2024, ricevendo risposta affermativa e riservandosi di compiere approfondimenti interni prima di decidere.
Fonti di centrodestra spiegano a l’Attacco quali siano i timori. “Si temono ulteriori inchieste su Manfredonia, che vadano oltre gli episodi emersi nell’indagine “Giù le mani”, nel cui processo i Basta – oggetto, per l’accusa, di un tentativo di condizionamento dell’attività amministrativa da parte di Michele Romito e dell’ex assessore ai lavori pubblici Angelo Salvemini - saranno testimoni dell’accusa. La preoccupazione è di contraccolpi da frequentazioni, riflettori su altre vicende amministrative, ma soprattutto dal rischio di una continuità amministrativa per la maggioranza uscita dalle urne, a causa delle persone coinvolte. Questa circostanza potrebbe causare l’attivazione dell’iter di accesso agli atti, una prospettiva che oggi appare scongiurata nel caso di una nuova maggioranza priva di collegamenti alla precedente di Rotice”.
Galli avrebbe rimarcato la totale serenità degli artefici dell’operazione Manfredonia 2024, i quali rimarcano la rottura, già prima della caduta dell’autunno 2023, col sistema Rotice, bollando tali dubbi come questioni personali.
Il livello provinciale di FdI – che nel Golfo sta tentando di capire se si riesca a fare la lista - ha allora chiesto alle civiche di Galli (riunitesi domenica sera) di sottoscrivere il codice di autoregolamentazione cui hanno aderito sia i meloniani che i forzisti, in modo da cautelarsi, spingendo ogni candidato ad assumersi la responsabilità personale rispetto ad eventuali situazioni imbarazzanti, anche impegnandosi a farsi da parte. Ad ora la risposta ottenuta sarebbe l’adesione ad Avviso pubblico.
Il confronto interno in FdI dovrà servire, nelle prossime ore, a sbrogliare la matassa: insistere con Galli, nonostante tali perplessità ma riunendosi a FI, o tornare alla soluzione Tasso, considerata da alcuni meloniani “la vera novità a Manfredonia”?
C’è infine anche un problema legato al mancato equilibrio interno al centrodestra di Capitanata che interseca le vicende di Manfredonia e San Severo, dove FI corre con la propria Caposiena. Darla vinta agli azzurri su Galli nel Golfo non crea entusiasmi nel partito della presidente del Consiglio.
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