Quanto potrà incidere l’effetto Conte sui candidati sindaci sostenuti dal M5S? È questo l’interrogativo che circola dopo il bagno di folla che ha accompagnato l’ex presidente del Consiglio nelle sue tappe in Capitanata.
A Manfredonia, dove il campo largo è naufragato in extremis col ritorno del Pd nell’alveo del tradizionale centrosinistra, il ritorno dell’amatissimo presidente del M5S è stato salutato da una partecipazione del tutto soddisfacente nel comizio di domenica sera, sembrata in alcuni momenti superiore al colpo d’occhio di due sabati prima per il presidente della Regione Michele Emiliano e per il sindaco di Bari e candidato alle europee, Antonio Decaro, arrivati a dar man forte al candidato sindaco del centrosinistra Domenico La Marca. Conte ha richiamato in corso Manfredi anche elettori di centrosinistra, che stavolta sono ancora dubbiosi sul voto a La Marca.
Ma è arduo capire in quale misura il traino dell’avvocato di Volturara Appula possa aiutare la corsa dell’ex parlamentare Antonio Tasso, visto che stando a tutti i pronostici al ballottaggio sono destinati ad andare La Marca e Ugo Galli, candidato di una coalizione civica guidata da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Sono cinque le liste di Tasso (quattro civiche e quella del M5S), sei le liste di La Marca, sette quelle di Galli, tre sole le liste del candidato del centrodestra roticiano Vincenzo Di Staso.
In quel caso a favore di chi si sposterebbero Tasso e i suoi? Secondo alcuni rumors, Conte avrebbe interloquito giorni fa col consigliere regionale e leader del Pd sipontino Paolo Campo prospettando il sostegno a La Marca al secondo turno. Un simile posizionamento non sorprenderebbe, visto che il M5S è da tempo saldamente ancorato al centrosinistra e rifugge con forze le alleanze col centrodestra meloniano.
Ma tale indiscrezione si scontra con due elementi: in primis è smentita totalmente dai vertici provinciali del M5S, mentre in secondo luogo Tasso (candidato con Meloni alle politiche 2022) settimane fa, rispondendo a l’Attacco, disse “mai col centrosinistra”.
In ogni caso, sia Galli che La Marca appaiono in calo di appeal. Rispetto alle prime settimane il dirigente Arif appare meno trainante ma lo stesso La Marca non sembra carismatico né incisivo. Due neofiti della politica entrambi, che cercano di compensare gli oggettivi limiti nella gestione della campagna elettorale: il primo con l’esperienza professionale e la conoscenza giuridica, il secondo con l’umanità che trasuda dall’impegno ultratrentennale al fianco degli ultimi.
Ben più ficcanti sono stati, ad oggi, gli interventi di Antonio Tasso nei confronti pubblici, uno che sa tenere la scena e appare meglio calibrato col microfono in mano e davanti alle platee. Sul candidato sindaco civico e del M5S potrebbero concentrarsi maggiormente il voto d’opinione e quello disgiunto.
E, a conferma di performance pubbliche considerate insoddisfacenti dagli stessi gruppi di appartenenza, Galli e La Marca hanno dato forfait per il confronto tra candidati sindaci previsto per stasera, a quanto pare consigliati in tal senso dai rispettivi comunicatori e dai big delle proprie coalizioni. Un’occasione mancata per rispondere a domande serie, come finora non se ne sono sentite nei precedenti confronti.
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