Una circolare datata 19 giugno 2024, recante ad oggetto le candidature o il sostegno a liste concorrenti a Fratelli d’Italia, pervenuta dal Dipartimento organizzazione di Fratelli d’Italia a firma del responsabile Giovanni Donzelli, e indirizzata ai coordinatori regionali e provinciali. Questo il casus belli della faida interna al partito di Giorgia Meloni, almeno in Capitanata. “Carissimi, durante le recenti elezioni amministrative ed europee abbiamo riscontrato alcuni casi di iscritti a Fratelli d’Italia che hanno sostenuto pubblicamente altri partiti o si sono candidati in liste diverse da Fratelli d’Italia o da quelle ufficialmente indicate dal coordinamento provinciale”, scrive Donzelli. “Poiché secondo il nostro statuto e il regolamento di adesione tali situazioni devono essere inoltrate alla commissione disciplina e garanzia per i provvedimenti del caso, vi chiediamo una relazione dettagliata comprensiva di verbali o registrazioni, se disponibili, della riunione del direttivo provinciale in cui avete stabilito quali erano le liste da sostenere, con l’indicazione degli iscritti che hanno contravvenuto a tali indicazioni”, si legge nella lettera. In Capitanata, il coordinamento ha provveduto a segnalare - come riportato nei giorni scorsi da l’Attacco - nove iscritti: Leonardo De Vita e Luigi Ciavarella del circolo di Torremaggiore; Matteo Robustella, Vincenzo Di Staso, Federica Conteduca, Francesco Paglione e Romina Famiglietti del circolo di Manfredonia; Luca Reddavide del circolo di Cerignola ed Emilio Gaeta del circolo di San Severo.
Per loro sarebbero state predisposte dal partito delle sanzioni - anch’esse ampiamente elencate su queste colonne - che dovrebbero essere formalizzate subito dopo l’estate, e che spaziano dall’espulsione per violazione del codice etico e dello statuto fino al diniego dal rinnovo o dalla sottoscrizione del tesseramento per gli anni successivi. Immediate, e anche verbalmente piuttosto violente, sono state le reazioni dei colpiti dai provvedimenti, messe nero su bianco da l’Attacco in precedenti edizioni del quotidiano. Particolarmente dura anche la presa di posizione di Leonardo De Vita, intervenuto nella mattinata di ieri ai microfoni del giornale. “Un partito come Fratelli d’Italia, che viaggia su censure e deferimenti, non è un partito inclusivo”, accusa.
“Fratelli d’Italia, purtroppo, è un partito nelle mani di pochi soggetti”, afferma. “Mi sono subito adoperato per relazionare in via formale le mie riflessioni a riguardo”, ha fatto sapere. “Chi, come il sottoscritto, governa un circolo di partito non può essere sempre messo nelle condizioni di posporre i propri interessi politici e le proprie ambizioni di carriera”, spiega. “Fratelli d’Italia, secondo me, è un partito che non funziona bene, e che crea situazioni come quella delle scorse elezioni comunali a Foggia, dove il centrodestra non è arrivato neppure al ballottaggio”, ricorda. “A Torremaggiore, invece, diversi militanti e dirigenti sono scappati a piazzare i loro candidati nelle liste del centrosinistra”, commenta. “A mio avviso, dunque, il problema principale è rappresentato dall’unità interna del partito”, sottolinea. “Ma, a fronte di queste mie riflessioni, non è stato fatto nulla, e non è stato preso provvedimento alcuno dai vertici del partito a livello locale, provinciale e regionale”, rimarca. “Torremaggiore, addirittura, è uno dei pochissimi comuni italiani dove c’è stato uno scarto del genere tra centrodestra e centrosinistra”, continua.
“Il centrosinistra ha vinto le elezioni amministrative con il 73% delle preferenze, e i consiglieri di opposizione in capo al centrodestra sono finiti per essere 3 invece di 6: un fallimento totale”, tuona. “E noi, che siamo stati i primi a sollevare il problema, adesso siamo passati da essere gli accusatori ad essere gli accusati”, chiosa. “Se il mio modo di operare porta a questo non mi interessa, io proseguo dritto lungo la mia strada”, conclude Leonardo De Vita.
“Come già spiegato più volte, il 19 giugno scorso il Dipartimento Nazionale Organizzazione di Fratelli d’Italia ha diramato una circolare in cui evidenziava che, durante le recenti elezioni amministrative ed europee, si erano riscontrati alcuni casi di iscritti a Fratelli d'Italia che hanno sostenuto pubblicamente altri partiti o si sono candidati in liste diverse da Fratelli d’Italia o da quelle ufficialmente indicate dal coordinamento provinciale”, ha subito replicato l’onorevole Giandonato La Salandra a l’Attacco.
“Quella circolare è stata portata a conoscenza del coordinamento provinciale e dei diversi dirigenti del partito locale poiché, secondo il nostro statuto e il regolamento di adesione, tali situazioni devono essere inoltrate alla Commissione disciplina e garanzia per i provvedimenti del caso”, ha precisato. “Ora, premesso che il partito non è di certo una caserma, è abbastanza lineare immaginare che chi aderisce a un progetto politico sottoscrive una tessera, e quindi un regolamento, ed è quanto meno tenuto ad alcune responsabilità, che ne tutelino gli assetti organizzativi e la linea politica”, ha sottolineato.
“Detto ciò, non ho alcun interesse a entrare nel merito delle singole segnalazioni, trasmesse al partito nazionale, poiché sarà proprio l'organismo di valutazione di Fratelli d'Italia da Roma a fare le opportune valutazioni ed eventualmente stabilire le relative sanzioni, dopo le formali contestazioni”, ha continuato. “Non comprendo perché ci si agiti tanto, posto che non penso sia normale avere la tessera in un partito e non candidarsi in quello, così come non penso sia normale disinteressarsi del proprio partito o sostenere altre liste in una competizione importante quale quella delle ultime europee”, ha concluso. “Gli interessati riceveranno le contestazioni, forniranno le proprie giustificazioni rispetto a fatti obiettivi e, se sarà il caso, riceveranno le sanzioni previste”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).