“Premessa: da tempo l’Istituto Scillitani di Foggia ospita ai piani superiori un pensionato abitato per lo più da famiglie indigenti, sistemate lì dal Comune di Foggia per sopperire all’emergenza abitativa. Ebbene, a quanto si apprende - riferisce Antonio Vigiano -, l’Ente, accampando motivazioni ridicole, da circa quattro anni non corrisponde più i canoni di locazione all’Istituto, il quale, al netto delle cause civili promosse per ottenere le somme dovute (in danno dell’Ente), è attualmente afflitto da una grave crisi finanziaria”.
“Ciò sta provocando due conseguenze: la prima è che l’Istituto pretende che le famiglie indigenti sistemate dal Comune di Foggia paghino personalmente le pigioni, minacciando di sfrattarle; la seconda è che non ha più le risorse economiche per effettuare la manutenzione dello stabile tant’è che le famiglie, composte anche da anziani e disabili, non possono usufruire dell’acqua calda poiché la caldaia è rotta, così come rotto è l’ascensore interno e le stanze sono a dir poco fatiscenti e insalubri”.
“A questa difficile situazione, che rischia di determinare l’ennesima bomba sociale in città con lo sfratto in blocco degli inquilini, va aggiunto che ad agosto dello scorso anno circa, è decaduto, dopo un periodo di proroga, il consiglio di amministrazione nominato nell’era Landella. In attesa che venisse nominato il nuovo cda (composto da 5 membri: 2 nominati dalla Regione, 2 dal Comune di Foggia e uno nominato dalla curia vescovile di Foggia), la Regione Puglia nominava il Dott. Domenico Di Molfetta, attuale assessore della giunta Episcopo, commissario dell’Istituto Scillitani. Di Molfetta ha però dovuto rassegnare le dimissioni a stretto giro per sopravvenuta incompatibilità con il suo nuovo ruolo assessorile”.
“Per farla breve, insomma, da novembre dello scorso anno l’Istituto Scillitani è in una situazione di stallo, in quanto il Dott. Di Molfetta, benchè ancora non sostituito nel suo ruolo di commissario e quindi in regime di prorogatio, si rifiuta di compiere qualsiasi attività. Dal canto loro, sia la Regione Puglia che il Comune di Foggia non hanno ancora provveduto a nominare i loro rappresentanti, cosa che ha fatto solo la Curia vescovile. Ne consegue quindi che alla crisi finanziaria dovuta al mancato pagamento dei fitti da parte del Comune di Foggia si aggiunge l’impossibilità da parte dell’Istituto di compiere qualsiasi attività visto che non ha né un commissario nel pieno delle sue funzioni né un consiglio di amministrazione”.
“Tra l’altro, a quanto mi è dato sapere, questa situazione rischia di compromettere anche un importante progetto dell’Università di Foggia, che ha ottenuto un finanziamento di quasi 900mila euro per adibire lo Scillitani a pensionato per studenti universitari (chiaramente, la mancanza di un rappresentante legale non consente all’Università di Foggia di portare avanti il progetto, che potrebbe anche naufragare con buona pace del finanziamento ottenuto)”.
“Mi domando e domando al Comune di Foggia e, per parte cda, alla Regione: che vogliamo fare? Sindaco Episcopo aspettiamo che esploda la bomba sociale? E’ al corrente di come vivono queste famiglie? E’ il caso di cominciare a governare la città e le sue emergenze visto che tra poco battezza il primo anno di amministrazione? E alla Regione, sempre solerte con le nomine: come mai questo immobilismo? Vogliamo darci una mossa considerata la grave situazione? O aspettiamo che tutto salti per aria?”.
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