Occhi puntati sul crollo del M5S, ma a innervosirsi è solo il PD. Pontone come Spartaco si ribella e fa il caos

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

È una seduta di Consiglio inaspettata e ricca di sorprese la prima dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno, si discute la deliberazione del regolamento per il servizio di trasporto scolastico rivolto agli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado residenti e domiciliati nelle borgate e nel campo nomadi e agli alunni diversamente abili. Un tema che avrebbe dovuto trovare una quadra in pochi minuti, visto il consenso trasversale di cui avrebbe dovuto godere la questione, e dal momento che - come sottolineato dal consigliere dem Italo Pontone - il punto era stato ampiamente discusso nella relativa commissione consiliare. Gli occhi del consiglio e dell’opinione pubblica, però, sono inevitabilmente rivolti ai mal di pancia interni alla maggioranza, e in particolare alla delusione del consigliere Pasquale Cataneo per essere stato nuovamente escluso dal giro delle nomine dei consigli di amministrazione delle società partecipate - come avvenuto in giunta - e allo stato di fibrillazione del M5S. Settimane di rumors, fughe di chat private e sentori dalla base davano infatti quasi per certa la dichiarazione di fuoriuscita dal gruppo consiliare di Nicola Formica e Francesco Salemme. Anche in questo caso, i malumori pare fossero dovuti alle nomine nei cda. 

Addirittura, lo scorso fine settimana, sarebbe stata convocata una riunione fiume alla presenza del coordinatore regionale pentastellato Leonardo Donno, al fine di dirimere i malcontenti e gli scontri interni al gruppo. L’attesa di una spaccatura insanabile era alta, e c’era chi in maggioranza era pronto a brindare e cannibalizzare i resti di un M5S in disfacimento, prendendo consiglieri o semplicemente riducendolo a forza estremamente minoritaria e ininfluente. Da qui si innesca invece una girandola di fatti sorprendenti. Non solo il M5S rimane unito e compatto, ma assiste al più clamoroso degli sconquassi del suo partner di governo principale, il Partito Democratico, solitamente granitico e disciplinato. 

Le quattro ore di discussione solo sul primo punto, infatti, sono attribuibili quasi totalmente alla grandissima confusione dei consiglieri dem, che tra gaffe, errori formali e sostanziali, portano il Consiglio Comunale in un vortice caotico e inconcludente. A iniziare è proprio il consigliere Pontone, che nel suo intervento finisce per accusare la dirigente ai servizi sociali Serafine Croce, rea di non avere derubricato i pareri della commissione sociale sulla delibera del servizio di trasporto scolastico. La relazione di Pontone, tuttavia, si presenta ricca di imprecisioni e frasi colorite, al punto da meritarsi il simpatico appellativo di Spartaco - schiavo ribelle - dal collega forzista Raffaele di Mauro, che si compiace della sua ribellione alla maggioranza e diverte l’aula. In diversi punti Pontone afferma che il servizio sia per tutti i foggiani, dimenticando che riguarda invece determinate categorie e determinate aree urbane, le borgate. 

Nel momento in cui la disamina sta per sfociare in toni ancora più imprevedibili, interviene la presidente del consiglio Lia Azzarone, collega di partito, per stopparlo e togliergli la parola, riportandolo alla quiete. Poco dopo Mario Cagiano, sempre del PD, propone a sorpresa degli emendamenti al testo. La confusione in aula diventa palpabile, in quanto nessuno pensava che il testo sarebbe stato emendato. Il Consiglio Comunale viene sospeso per 10 minuti dalla presidente, ma passa un’ora e mezza prima del ritorno in aula. Nelle segrete stanze della maggioranza si provano a riprendere le redini e a ricostituire una quadra. 

Nel frattempo, arriva un altro emendamento dai banchi di governo, proprio dal M5S, che chiede di eliminare la tabella delle tariffe dal regolamento, in quanto le stesse vengono determinate di anno in anno con delibera di giunta e quindi si rischia di approvare un regolamento con tariffe già vecchie e sbagliate il giorno dopo. Proprio su questo esplode un nuovo caos. Le richieste della commissione sociale e dell’opposizione di garantire l’esenzione al pagamento per le fasce Isee più basse totalizzano la discussione. Ed è ancora il PD a creare panico nel momento in cui Pontone firma la mozione del maggior oppositore del campo largo, Giuseppe Mainiero, diventando l’unico a firmare e poi contemporaneamente a dire a tutti i suoi colleghi che avrebbe votato contro. Di fatto, Pontone firma un emendamento a cui poi vota contro. Poi, ne scrive di suo pugno un altro, onnicomprensivo delle rimostranze emerse nel Consiglio. E qui ancora l’ennesimo pastrocchio: la sua scrittura, come da luogo comune di ogni medico, risulta incomprensibile. La stessa Azzarone si trova costretta a dirlo in aula e a pretendere che si rifaccia tutto, scrivendo gli emendamenti al pc. Nuova lunga pausa. 

Intanto i nervosismi tra i banchi del PD diventano sempre più accesi. Gli emendamenti di Cagiano non piacciono alla sindaca e al segretario comunale, come riferito dai banchi di opposizione. Si impone dunque di ritirarli. Anche la parte del testo emendata da Pontone, sebbene ora comprensibile a tutti, non va per nulla bene. Il testo partorito, infatti, tutto sembra tranne che un regolamento. Passano le ore e il disagio si trasforma in frustrazione. A suonare la sveglia è addirittura il consigliere di opposizione Gino Fusco, che urla: “Adesso basta. Noi non siamo più intelligenti di voi, ma siamo più pratici. Accettate la nostra proposta e smettetela con queste cretinate”. 

La stoccata coglie nel segno. Dopo altre diatribe, infatti, vengono ritirati sia gli emendamenti di Cagiano che quelli di Pontone. La spirale di confusione del PD trova dunque la sua conclusione. Maggioranza e opposizione scrivono insieme il nuovo emendamento al testo definitivo, mentre in zona dem continuano le polemiche intestine. Dall’altra parte dei banchi della maggioranza, invece, c’è ancora il M5S: tranquillo, composto e compatto. Utile e determinato a trovare la quadra di un Consiglio Comunale fuori controllo.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet