C’eravamo tanto amati, per un anno e forse più... E’ una delle più celebri canzoni italiane che calza a pennello dopo il divorzio in casa di Azione, non senza polemiche e lancio di panni sporchi, tra l’attuale assessore regionale al Bilancio, Fabiano Amati e il suo collega, il barlettano Ruggero Mennea, commissario regionale di Azione. Una rottura insanabile all’interno del gruppo politico dei calendiani, avvenuta subito dopo l’incoronazione del consigliere fasanese e il minirimpasto attuato dal presidente Michele Emiliano che alla sanità ha indicato, quale uomo di fiducia, Raffaele Piemontese nell’ultimo anno di legislatura. Mennea non l’ha mandata giù poichè nessuno di Azione era stato interpellato fino a quel momento.
E dunque il movimento politico è stato del tutto ignorato dall’iniziativa del governatore che ha trovato facile sponda in Fabiano Amati, il quale da essere la principale spina nel fianco della maggioranza (con annessi scambi di invettive particolarmente pesanti in Consiglio con MIchele Emiliano) si è definitivamente irrigimentato o asservito o addolcito alla maggioranza di centrosinistra. In politica si dice tutto e si fa il contrario di tutto con buona pace della coerenza. Ma tant’è. Questa mattina in via Gentile le novità ci saranno tutte poichè in prima battuta si attende l’esito del voto della Costituente del Movimento 5 Stelle anche se tutti i consiglieri regionali, con eccezione di Antonella Laricchia,filocontiani, sono sui nastri di partenza per rientrare in maggioranza. Il nodo principale da sciogliere, come prevede l’ordine del giorno, è la convocazione della Commissione BIlancio per l’elezione del presidente dopo la nomina assessorile di Fabiano Amati.La logica dei numeri e degli equilibri sempre più sottili nella maggioranza si farà sentire.
Nel frattempo la guerra a distanza tra Mennea e Amati continua. “Stupiscono le affermazioni dell`assessore Amati che, - scrive in una nota Mennea - interferendo sulle vicende del Comune di Brindisi, afferma di volere una ricomposizione delle forze riformiste e di voler assumere un ruolo collaborativo in tal senso, istituzionalmente e politicamente. Di fatto, un invito al ribaltone, un tentativo disperato di pentimento rispetto al nuovo ruolo che ricopre grazie al suo ostile nemico politico del recente passato, ma che ha prodotto solo l`ennesima frizione all`interno della maggioranza regionale, che lo ha prontamente smentito”.
“Amati parla a titolo personale, e non in rappresentanza politica di Azione. Solo la segreteria provinciale di Azione e i dirigenti locali di Brindisi, d`intesa con il commissario regionale, possono - aggiunge - assumere qualunque tipo di decisione politica rispetto alle vicende amministrative di Brindisi”. “E` davvero paradossale che l`assessore Amati, quando ricopriva l`incarico di commissario regionale di Azione, abbia prima imposto lo schieramento di Azione Brindisi al fianco del sindaco Marchionna, e ora - sottolinea Mennea - rinnega la propria posizione, nel solco del più bieco trasformismo. Ma Amati ci ha già abituati a questa incoerenza politica, a queste contraddizioni e ai clamorosi dietrofront rispetto ai numerosi attacchi frontali al presidente Emiliano di questi ultimi anni”.”L`assessorato che Amati ricopre in maniera autoreferenziale, disconosciuto persino dal segretario Calenda, non è merce di scambio sui territori, ma - conclude il commissario di Azione - quel ruolo deve essere utilizzato in modo diligente e non fazioso per l`interesse esclusivo di tutti i cittadini pugliesi.Non abusi, quindi, dell`assessorato per vicende politiche che nulla hanno a che fare con il suo ruolo tecnico”. La contesa all’interno di Azione, ma più correttamente, lo scontro tra Azione e Amati non è l’unico elemento ad agitare le acque. A smuoverle è l’opposizione con Fratelli d’Italia che contesta la convocazione di questa mattina: “La presidente Loredana Capone ha convocato la commissione Bilancio a 13 consiglieri, aggiungendo alla composizione precedente il collega di Con Stefano Lacatena, perché così è stato deciso in una riunione di maggioranza che si è tenuta nei giorni scorsi”.
“Adottando un metodo facile facile: uno dei due consiglieri (appartenenti ad Azione e Movimento 5 Stelle) che votano con la maggioranza hanno qualche mal di pancia ? Problema risolto: ne aggiungiamo un altro così - è la critica dei rappresentanti di Fdi - la composizione passa da cinque alla minoranza a otto alla maggioranza, anche se uno o due componenti di quest`ultima non votano, i numeri sono sempre blindati”. “Francamente - aggiungono - in questo momento ci vengono in mente le tante volte che Fratelli d`Italia è rimasta in aula per permettere l`approvazione di norme e provvedimenti che erano utili ai pugliesi, nella convinzione che la democrazia è un valore che sta alla base del vivere quotidiano politico e civile e che richiede il rispetto soprattutto delle minoranze. Oggi, questo principio è stato calpestato”. Replica del capogruppo del Pd, Paolo Campo: “Nessuno ha mai ipotizzato di ridurre la rappresentanza della minoranza in Commissione Bilancio; la polemica montata dal centrodestra, dunque, è totalmente priva di fondamento. Ancora una volta ribadisco la necessità di ricostruire la corretta proporzione tra maggioranza e minoranza, alterata - aggiunge - dalle libere e legittime scelte compiute dai consiglieri che sono passati dall`una all`altra parte”. “Per tale ragione, seguendo alla lettera il dettato del regolamento del Consiglio regionale - prosegue - sarà aggiunto un componente che fa parte della coalizione al governo della Regione Puglia”.
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