“La linea contiana è stata stra-suffragata e ora sarà più semplice operare nei territori”. Non ha dubbi l’europarlamentare foggiano Mario Furore, coordinatore provinciale del M5S in Capitanata, dopo il risultato dell’assemblea costituente degli iscritti e Nova, l'evento conclusivo svoltosi al Palazzo dei Congressi di Roma. L'assemblea ha votato per modificare la regola dei due mandati e per eliminare il ruolo del garante. Un “grillicidio” che ha fatto fuori il fondatore Beppe Grillo, protagonista di un durissimo scontro col presidente Giuseppe Conte.
Sono passate con più del 50% dei voti tutte le opzioni di revisione della regola, tra cui appunto l'elevazione del limite a tre mandati e la deroga alla candidatura di sindaco e di presidente di Regione. Dalla costituente arriva inoltre il via libera all'eliminazione del ruolo del garante. Inoltre il voto sancisce che le alleanze del M5S devono essere condizionate a un accordo programmatico preciso. I sì all'eliminazione del ruolo del garante sono il 63%, i no il 29%. L'assemblea degli iscritti M5S ha deciso che le funzioni del ruolo del garante dovranno essere affidate a un organo collegiale appositamente eletto (39%), e non affidate al comitato di garanzia (37%). Gli iscritti hanno bocciato a larghissima maggioranza la proposta di sancire il divieto di alleanze nelle regole costitutive interne. Ha detto no al divieto di alleanze l'81,2%, sì il 13,87%, astenuto il 4,93%. Nel quesito sulla collocazione identitaria generale, ha vinto l'opzione “progressisti indipendenti” (36,7%), seguita dalla definizione di "”orza progressista” (22,09%), forza di sinistra (11,53%), nessun posizionamento (26,24%), 3,44% gli astenuti. La somma fra progressisti indipendenti e forza progressista è favorevole a Conte, che aveva sottolineato come il rifiuto dell'idea di collocazione progressista del M5S lo avrebbe costretto a trarne le conseguenze rinunciando alla guida del partito.
Ma che spazi il M5S potrà e dovrà occupare? Il Pd è la forza che monopolizza l’alveo del centrosinistra, dove un altro 6-7% spetta all’alleanza Verdi-Sinistra. Non è preoccupato affatto il foggiano Furore, che era presente insieme all’ex assessora regionale Rosa Barone, ai parlamentari Marco Pellegrini e Gisella Naturale, all’ex deputato sipontino Antonio Tasso, al coordinatore regionale M5S Leonardo Donno, al referente del gruppo territoriale di Foggia Buononato, al consigliere comunale di Manfredonia Gianluca Totaro. Assenti, invece, perché impegnati in una riunione in Comune i consiglieri comunali foggiani.
“È stata una manifestazione bellissima”, commenta Furore a l’Attacco. “Quando è stata la volta del quesito sulla collocazione nell'area progressista e dunque sulle alleanze, come pure sul garante, ci sono stati fragorosi applausi da parte dell'assemblea e ciò ci ha fatto comprendere il favore per l’era contiana”. Si è chiuso definitivamente un ciclo, quello di Grillo. “Ciò non mi preoccupa su Foggia e provincia, dove siamo tutti col presidente Conte e con la sua chiara indicazione. Abbiamo già sperimentato il campo largo a Foggia città e all'ente Provincia di Foggia. Peraltro chi stava con Grillo è già transitato altrove, ad esempio in partiti di destra. Dunque se n'è già andato”, continua Furore. “Sono contento, aspettavo questa evoluzione in toto del M5S. E’ il completamento di un percorso già iniziato nel 2022. Come rilevato allo stesso presidente, avvertivo la difficoltà di creare un ruolo da partito in un M5S che stava ancora trasformandosi da movimento a partito. Ora è più facile invece far capire su territori in che direzione ci muoviamo. E a chi dice che siamo cambiati snaturandoci rispondo che in realtà ci siamo evoluti in meglio. Restiamo sempre una forza dichiaratamente ambientalista, antimafia, anticorruzione, che lotta per la trasparenza. Non siamo diventati come gli altri partiti ma ne abbiamo solo preso il meglio come la struttura organizzativa. Il nostro spazio? Come ho già detto al presidente Conte per me vanno cavalcate le questioni per cui si registra oggi un vuoto nell'area di centro: partite IVA, fondi per il Sud, sostenibilità delle imprese, accesso al credito, e poi il tema dei temi che è quello della sanità pubblica. Noi siamo nell'area progressista con tutto ciò che ne consegue in fatto di diritti civili e sociali e sono convinto che la classe media vada aiutata”. L’attenzione in Puglia è ora, ovviamente, alle prossime elezioni regionali del 2025. “Conte formulerà il nuovo codice etico da porre all'attenzione degli scritti. Per me è importante non disperdere competenze preziose come quelle acquisite da Rosa Barone, che io ricandiderei senza esitazione. Una volta che il rebus sarà sciolto con il nuovo codice etico magari ci sarà anche una redistribuzione su più livelli e quindi dalle regionali si potrà passare alle politiche o viceversa. Non è un discorso di poltrone, ma la necessità di evitare di disperdere il know-how acquisito e di non dover ripartire ogni volta da capo candidando persone senza alcuna esperienza amministrativa. Rispetto alla Regione Puglia, dopo questa assemblea costituente è ancora più forte l'idea di far parte della coalizione di centrosinistra. La linea è tracciata, l’asse resta quello. E ora va anche ripresa la discussione sul rientro del M5S nella giunta Emiliano, Conte lo può fare grazie ai numeri che sono passati in questa assemblea. Rosa di nuovo assessora è un’ipotesi molto probabile, credo che tornerebbe volentieri assessora”.
E’ passata anche la mozione per il coordinamento allargato. Stando ai beninformati Furore lamentava da tempo a Conte l’opportunità di un direttivo che lo aiutasse, magari con Pellegrini e Barone per gestire il M5S provinciale e l’assessora comunale Lucia Aprile per Foggia.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).