La vitalità che contraddistingue l’opposizione di Ugo Galli al governo cittadino, diffusasi per proprietà osmotica al gruppo di Forza Italia al quale l’ex candidato Sindaco ha aderito, questa volta ha segnato il passo e l’ennesima segnalazione affidata ai social ha creato un autentico vuoto intorno ai forzisti. Nemmeno tra le fila degli ex sodali del centrodestra, oppure tra gli attuali membri dell’opposizione consiliare, si è levata una voce a favore delle presunte irregolarità sul contributo di 30.000 euro versato dal Comune di Manfredonia per lo svolgimento della Stagione di prosa. “Dunque, il Comune trasferisce, in buona sostanza, il teatro per quindici anni affinché venga valorizzato, ma poi eroga questa somma nonostante sia escluso qualunque ausilio finanziario. Chiediamo chiarezza in ordine al principale contenitore socio-culturale della nostra città, senza margini di ambiguità politici e calcoli elettorali”, hanno scritto in una nota i consiglieri Galli, Fabio Di Bari e Liliana Rinaldi.
La risposta da Palazzo San Domenico è arrivata a stretto giro, nella serata di domenica. “La Stagione di prosa è realizzata in collaborazione con Puglia Culture - Circuito Teatrale, già Consorzio TPP, di cui il Comune è socio da oltre vent’anni – la spiegazione fornita dall’assessora alla Cultura Maria Teresa Valente -. Tale somma, dunque, rappresenta semplicemente la quota a ripiano a carico del Comune e non un'erogazione straordinaria al partner privato”.
Polemica chiusa? Il consigliere Matteo La Torre – molto vicino al Sindaco Domenico la Marca – ha voluto appuntare che “alle critiche sterili, volte solo a dare una sparuta visibilità a qualcuno, rispondiamo sostenendo, seguendo e vivendo le creazioni di una compagnia che promuove il nostro teatro a livello nazionale”.
“Grazie al lavoro di Cosimo Severo, Stefania Marrone e tutto lo staff, il nostro territorio respira arte, sogno e ispirazione. Continuano a regalarci emozioni e costruire ponti tra persone attraverso il linguaggio universale della cultura, e la nuova stagione teatrale ne è l’esempio”.
Molto meno scontato, invece, che sulla questione intervenisse anche l’ex vicesindaco e assessore alla Transizione ecologica Giuseppe Basta. E lo ha fatto non per appoggiare Galli ma perseguendo la logica del “se una cosa è giusta, non ha colori politici” come ha premesso. Evidenziando una serie di errori dell’attuale Amministrazione, l’ex forzista candidatosi alle scorse amministrative nella civica Forza Manfredonia prima di andare via per lavoro appunta che “non li attaccherò mai per aver investito 30mila euro per promuovere la cultura ed una splendida realtà come quella di Bottega degli Apocrifi. Piuttosto, sarebbe stato meglio aumentare la somma, magari a 50mila euro”.
Anche il movimento civico Città Protagonista ritiene che “chi fa cultura va sostenuto, sempre, con fatti concreti e risorse economiche vere”. Il gruppo del consigliere Libero Palumbo censura che “in tanti, strumentalizzando lo straordinario lavoro che svolgono da anni Cosimo Severo e Stefania Marrone con i loro collaboratori, cercano di confondere la cultura con la condivisione delle proprie convinzioni politiche. Cosa che invece Bottega non ha mai fatto collaborando, sempre, con tutte le Amministrazioni e con tutti coloro che avevano come unico scopo svegliare dal torpore culturale questa comunità”.
“Ma è davvero questo il modo di fare opposizione – chiede Tommaso Rinaldi, che fu candidato Sindaco nel 2021 -, colpendo gli unici che provano a staccare i ragazzi dai cellulari, coinvolgendoli in attività entusiasmanti e, ad esempio, facendoli recitare in 150 contemporaneamente, da diverse città ed in diversi luoghi? Avete avuto la fortuna di ascoltare le emozionanti parole di chi ha fatto la storia dei cinema sipontini, mentre si attraversava la città e si sostava nei luoghi in cui sorgevano il Pesante, l’Arena Giardino, l’Eden, il Vittoria? Avete avuto la fortuna di ascoltare la storia di Monte Sant’Angelo del dopoguerra dalla vivida voce di chi l’ha vissuta? Avete avuto la fortuna di sostare davanti al “presepe” che si presenta davanti agli occhi dal Museo di Tancredi e ascoltare ragazzi montanari che si rammaricano di aver tentano di rimanere a Monte ma di essere stati poi costretti ad andare via?”.
I diretti interessati della Bottega degli Apocrifi si sono tenuti fuori da qualsiasi replica, come è da sempre nel loro stile. Piuttosto Stefania Marrone, che è la drammaturga della compagnia, ha fatto notare che “nella mia minuscola esperienza poche cose ho conosciuto capaci come il teatro di far accadere l’inaspettato, e ho imparato che niente è più salvifico dell’inaspettato. Che teatro Bottega degli Apocrifi arrivasse a Manfredonia, che scegliesse di restarci, che da 4 passionari diventassimo 9 lavoratori fissi dello spettacolo dal vivo e almeno 30 collaboratori all’anno; che il Teatro Comunale Lucio Dalla sia oggi uno spazio pubblico in dialogo con gli altri teatri italiani; che artisti da tutta Italia, bambini, famiglie di ogni natura, adolescenti e adulti varcandone la soglia si sentano a casa ... nulla è mai stato più inaspettato”.
Inaspettato. Probabilmente lo potranno dire anche i consiglieri comunali forzisti.
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